| Aumento di potenza | Costi fissi per l'aumento* | Costi in bolletta per quota potenza |
|---|---|---|
| Da 3 kW a 4,5 kW | 93,45 € | 106,73 €/anno |
| Da 3 kW a 6 kW | 186,9 € | 142,31 €/anno |
| Da 4,5 kW a 6 kW | 93,45 € | 142,31 €/anno |
* Nel 2026 il costo dell'aumento di potenza è di 62,3 €/kW, più un eventuale costo della pratica.
Come cambiare la potenza del contatore?
La variazione di potenza passa sempre dal tuo fornitore, che inoltra la richiesta al distributore locale incaricato di gestire il contatore. I passaggi e i tempi cambiano a seconda della complessità dell'intervento.
A chi rivolgersi per la richiesta
Per cambiare la potenza del contatore, puoi inviare la richiesta al tuo fornitore di energia elettrica. Alcuni mettono a disposizione il portale web, attraverso cui fare richiesta di variazione del contratto, in altri casi dovrai contattare il servizio clienti.
Il tuo fornitore entro 2 giorni deve contattare la società di distribuzione, incaricata di gestire il contatore. L'operazione prevede un costo che varia a seconda del fornitore, tuttavia in ogni caso ci sono dei costi fissi che il distributore addebita al fornitore.
Quanto tempo ci vuole per l'aumento di potenza?
Anche le tempistiche dipendono dalla complessità dei lavori. In generale, per gli interventi più semplici (che avvengono esclusivamente sul contatore e in telegestione) il distributore locale deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto, tramite il fornitore, la richiesta del cliente.
Nel caso di lavori complessi all'impianto sarà necessario il sopralluogo di un tecnico del distributore che stabilirà la difficoltà dei lavori. Dopo il sopralluogo, riceverai tramite il fornitore un preventivo ad-hoc del distributore locale, inviato entro 15 giorni lavorativi dalla data di ricezione della richiesta (inoltrata dal venditore al distributore entro max 2 giorni lavorativi).
All'interno del preventivo troverai tempi e costi di esecuzione della prestazione, che possono variare dai 10 ai 50 giorni lavorativi. Sostanzialmente, parliamo di circa 2 mesi di tempi massimi di attesa, dalla richiesta fino all'esecuzione.
Quanto costa aumentare la potenza del contatore?
Aumentare la potenza comporta due tipi di spesa da non confondere: un costo una tantum, che paghi una sola volta per l'operazione di aumento, e un costo ricorrente in bolletta — la quota potenza — che cresce perché legato ai kW del contatore. Il calcolatore qui sotto stima soltanto il costo una tantum dell'operazione di aumento; i costi ricorrenti in bolletta sono spiegati più avanti, nella sezione dedicata alla quota potenza.
- Contributo potenza aggiuntiva
- Oneri di gestione pratica23 €
- Costo totale aumento
Il costo una tantum per l'operazione di aumento
Il costo che paghi una sola volta per l'operazione è simile nel mercato libero e nel servizio di maggior tutela (riservato ai clienti vulnerabili). In entrambi i casi è sempre previsto un contributo da versare al distributore per la potenza aggiuntiva, in €/kW: a cambiare sono soltanto gli oneri di gestione della pratica.
Mercato libero:
- un contributo al distributore di 78,81 € per kW di potenza messa a disposizione, ridotto a 62,3 € per kW per le utenze domestiche con potenza finale fino a 6 kW;
- gli oneri di gestione della pratica, il cui importo è deciso dal fornitore.
Maggior Tutela (clienti vulnerabili):
- lo stesso contributo al distributore in €/kW definito dall'ARERA;
- gli oneri di gestione della pratica, pari a 23 €.
Ad aprile 2017 è stato inoltre deciso che il contributo fisso amministrativo in €/kW non è dovuto qualora l'aumento di potenza sia stato preceduto da una riduzione della stessa nei 2 anni precedenti, oppure viene restituito qualora il cliente decida di rinunciare alla potenza aggiuntiva precedentemente richiesta.
Tornare alla potenza precedente: come funziona?
Che tu abbia aumentato o diminuito la potenza del tuo contatore luce, può capitare di scoprire che quella nuova non vada bene per le tue esigenze di consumo.
Questa operazione può essere o meno gratuita a seconda di chi richiede la nuova modifica, come stabilito dalla normativa 568 2019 articolo 8bis.2:
- Se sei stato tu a richiedere la modifica precedente, non solo non sarà imposta alcun costo, ma riceverai in bolletta lo storno del costo precedente (fatta eccezione per l'eventuale quota distributore legata agli oneri amministrativi);
- Se è stato il precedente intestatario della fornitura, dovrai pagare nuovamente la modifica secondo quanto definito sopra.
Come cambia la bolletta con l'aumento di potenza?
Oltre al costo una tantum, l'aumento di potenza ha un effetto ricorrente sulla bolletta. Prima della riforma tariffaria, la scelta del livello di potenza e la tipologia di contratto incidevano su più voci di spesa. Dal 2017, per la sola tariffa di rete viene eliminata ogni progressività e ogni distinzione tra clienti domestici e non.
Al posto delle vecchie tariffe, differenziate in base alla residenza e al livello di potenza, è nata la tariffa di rete TD: indistinta per i clienti domestici e non domestici e variabile solo in ragione della potenza impegnata e del kWh prelevato dalla rete dal singolo cliente. L'aumento di potenza incide quindi sulla bolletta solo attraverso la quota potenza, l'unica voce dei servizi di rete che cambia in base ai kW impegnati.
Quanto incide la quota potenza in bolletta?
Il livello di potenza determina un costo fisso il cui importo è indipendente dai tuoi consumi.
La quota potenza all'interno della bolletta varia solo in base ai kW del contatore e non in base al consumo. Questo importo, compreso all'interno dei servizi di rete, con la tariffa TD è pari a 23,72 €/kW all'anno (circa 1,98 €/kW al mese), sia per le utenze domestiche residenti che per quelle non residenti.
Poniamo l'esempio di un classico contatore domestico da 3 kW: il valore della quota potenza sarà 3 x 23,72 = 71,16 €/anno, ovvero circa 5,93 € al mese.
È uguale per tutte le utenze domestiche, residenti e non: 23,72 €/kW all'anno. Per un contatore da 3 kW significa circa 71,16 €/anno, per uno da 4,5 kW circa 106,73 €/anno e per uno da 6 kW circa 142,31 €/anno.
Passare da 3 a 4,5 kW: esempi pratici
Con la tariffa TD tutte le altre componenti non dipendono più dalla potenza: la differenza in bolletta è quindi pari alla sola variazione della quota potenza (23,72 €/kW all'anno, IVA esclusa). Ecco qualche esempio di come cambia la quota potenza annua aumentando i kW del contatore:
- da 3 a 4,5 kW: circa +35,58 €/anno (da 71,16 a 106,73 €/anno);
- da 3 a 6 kW: circa +71,16 €/anno (da 71,16 a 142,31 €/anno);
- da 4,5 a 6 kW: circa +35,58 €/anno (da 106,73 a 142,31 €/anno).
Trattandosi di un costo fisso indipendente dai consumi, l'aumento in bolletta è lo stesso a prescindere da quanta energia utilizzi: chi consuma di più lo assorbe meglio in percentuale. È l'effetto della Riforma della tariffa di rete TD, che ha eliminato la progressività legata alla potenza per sensibilizzare gli utenti verso comportamenti energetici più efficienti (pannelli fotovoltaici, pompe di calore, ecc).
Quale potenza scegliere per la casa?
La potenza giusta dipende dagli elettrodomestici che hai in casa e da quanti ne accendi contemporaneamente. Vediamo da cosa dipende, come stimarla anche senza una bolletta e quando conviene davvero aumentarla.
Da cosa dipende la potenza del contatore?
La potenza disponibile è il livello di potenza indicato nel contratto e rappresenta il limite massimo di potenza che possiamo assorbire dalla rete elettrica. Se superiamo questo valore il contatore scatta e in questo caso è necessario spegnere qualche elettrodomestico o apparecchio e successivamente riattivare l'interruttore posto sul contatore della luce.
Per calcolare la potenza istantanea, si sommano le potenze dei singoli apparecchi che sono accesi nello stesso tempo e, ad esempio, con una comune potenza di 3 kW spesso non è possibile accendere due elettrodomestici contemporaneamente (es. lavatrice e lavastoviglie), perché i 3 kW non sono sufficienti e il contatore scatta dopo pochi minuti.
Come calcolare la potenza contrattuale senza una bolletta?
Se non hai una bolletta della luce perché ad esempio stai traslocando in una nuova casa, è possibile fare una stima della potenza necessaria in base alle caratteristiche dell'abitazione. La potenza impegnata è definita al momento della stipula del contratto di fornitura di energia elettrica e va stimata in funzione degli elettrodomestici presenti in casa.
Dal 2017 la scelta della potenza per il contatore domestico non è più limitata a soli quattro scaglioni (1,5 kW - 3 kW - 4,5 kW - 6 kW). Per garantire la selezione del valore di potenza più adatta, puoi scegliere tra un maggior numero di livelli di potenza.
La scala inizia da 0,5 kW ma procede a scatti di 0,5 kW per le fasce domestiche, rispetto alla passata gradualità di 1,5 kW. In altre parole, un utente domestico potrà optare anche per un livello di potenza pari a 4 kW o 3,5 kW.
Per valori superiori l'utenza viene attivata in trifase e i limiti degli scaglioni procedono a passi di 1 kW. In ogni caso è il distributore che detta le condizioni per i nuovi allacciamenti, limitando a volte la potenza massima impegnata.
Come determinare la potenza necessaria per la casa?
Di seguito sono riportati vari profili di consumo e la potenza a essi potenzialmente associabile.
- Piccole abitazioni sprovviste degli elettrodomestici comuni: rustico dotato di frigorifero e illuminazione - Potenza consigliata 1,5 kW
- La maggior parte delle utenze domestiche ha bisogno di questa potenza: casa di 100 m² con 3-4 persone, dotata di elettrodomestici di base - Potenza consigliata 3 kW
- Nel caso in cui ci sia la presenza di più condizionatori, congelatore, scaldabagno: casa di 120 m² con 4 persone, elettrodomestici di base più condizionatori, scaldabagno - Potenza consigliata 4,5 kW
- Grandi abitazioni con apparecchiature elettriche come asciugatrice, cucina elettrica, pompa di calore, ecc.: casa dotata di elettrodomestici di base più pompa di calore - Potenza consigliata 6 kW
- Casi particolari con apparecchiature elettriche specifiche: presenza di piscine riscaldate o di macchinari energivori - Potenza consigliata >6 kW
Quando è necessario un aumento di potenza a 6 kW?
Un contatore domestico con una potenza da 6 kW può essere necessario nel caso in cui l'immobile sia particolarmente grande, a più piani o anche una villetta indipendente con elettrodomestici energivori.
In generale, quindi, avrai bisogno di un contatore da 6 kW per una casa di grandi dimensioni, con la presenza di una combinazione di elettrodomestici: cucina elettrica, piscina riscaldata, asciugatrice, 4 o più condizionatori, ecc.
Valuta attentamente il passaggio a una potenza così elevata, poiché nella maggior parte dei casi è sufficiente aumentare la potenza del tuo contatore luce da 3 a 4,5 kW, evitando così di incorrere in un aumento della quota potenza in bolletta.
Il contatore elettronico indica la potenza impegnata?
Il contatore elettronico fornisce diverse informazioni sulla fornitura di energia, tra cui:
- Numero cliente;
- Potenza impegnata e disponibile;
- Consumi per fasce orarie;
- Codice POD (in alcuni casi).
La maggior parte dei contatori elettronici della luce nel display indicano solo la potenza istantanea in kW. Questo valore equivale alla potenza che stiamo assorbendo in quel preciso momento.
La potenza istantanea viene registrata e aggiornata ogni 2 minuti. Con questo dato si può controllare ad esempio quanta potenza assorbe un determinato apparecchio spegnendo tutti gli altri, per semplice curiosità o in modo tale da acquisire una maggiore consapevolezza dei consumi.
Altri modelli di contatore elettronico visualizzano sul display anche la potenza disponibile; schiacciando più volte il pulsante grigio accanto al display il quarto valore indica l'ora corrente e la Pdis (potenza disponibile).
Se nel tuo contatore, dopo che è scattato, leggi la scritta "distacco imposto supero potenza" è probabile che ti serva aumentarne la potenza.