L'aumento di potenza si richiede perché quella già disponibile non è più sufficiente a soddisfare il fabbisogno e il contatore scatta di frequente. Questo in genere può accadere per vari motivi:
- hai installato condizionatori prima non presenti;
- hai acquistato altri elettrodomestici o apparecchi;
- hai sostituito elettrodomestici con nuovi più energivori (che necessitano più potenza);
- sono cambiate le abitudini, per esempio è aumentato il numero dei componenti della famiglia.
Per cambiare la potenza impegnata (detta anche potenza richiesta o contrattuale) devi modificare il contratto di fornitura presentando domanda al tuo gestore. Il modo più veloce è quello di fare richiesta online, accedendo alla propria Area Clienti. Ad esempio, se il tuo fornitore è Eni Plenitude, collegati a My Eni ed entra nel menù "I miei prodotti". Clicca quindi su "Luce e gas", poi su "Richiedi variazioni contrattuali" e infine "Variazione della potenza contrattuale per la luce".
Il contatore in casa scatta spesso? Non sai chi chiamare? Leggi la guida completa: "Perché salta la corrente a casa? Cosa fare e a chi rivolgersi".
Leggi anche: "Distacco Imposto Supero Potenza: cosa significa?".
Quanto Costa Cambiare la potenza?
La riforma della tariffa elettrica introduce dei cambiamenti anche per quanto riguarda il cambio di potenza del contatore della luce. Oltre all'introduzione di un maggiore numero di livelli di potenza, a partire dal 1° aprile 2017 è introdotta una riduzione dei costi una tantum per effettuare il cambio di potenza.
- Contributo potenza aggiuntiva
- Oneri di gestione pratica23 €
- Costo totale aumento
| Clienti nel mercato di maggior tutela |
|
|---|---|
| Clienti nel mercato libero | Il costo dipende dalle singole condizioni contrattuali, fatto salvo che il distributore imputa comunque al fornitore il contributo fisso (oggi 0 €) e la quota potenza aggiuntiva nel caso di aumento di potenza. |
L'agevolazione sugli aumenti di potenza dei clienti domestici, introdotta da ARERA il 1° aprile 2017, è tuttora in vigore: il contributo fisso amministrativo non è più dovuto e la quota potenza viene applicata nella misura ridotta di 62,3 €/kW sui soli kW aggiuntivi, a condizione che la potenza finale non superi i 6 kW. Per gli aumenti che portano oltre i 6 kW, o per gli usi non domestici, si applica invece la quota ordinaria di 78,81 €/kW. Gli importi sono quelli della delibera ARERA 575/2025/R/eel, aggiornati a luglio 2026.
Come richiedere l'aumento di potenza? Hai bisogno di richiedere l'aumento di potenza al tuo fornitore? Ecco i principali:
Che tempi ha il Cambio di Potenza?
Il tuo fornitore trasmette la tua richiesta, entro 2 giorni lavorativi, al distributore locale. Quest'ultimo deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta se non è necessario intervenire sul contatore, negli altri casi entro 20 giorni, previa consegna di un preventivo con indicati i tempi per eseguire il lavoro.
Se l'aumento di potenza avviene oltre il tempo previsto per responsabilità del distributore, il cliente deve ricevere un indennizzo automatico di 35 € se è passato il doppio del tempo previsto, di 70 € per il triplo e di 105 € oltre il triplo del previsto.
La bolletta aumenta a seguito della variazione?
Precedentemente al 2017, aumentando la potenza sopra i 3 kW per un'utenza residente veniva applicata la tariffa D3 non agevolata. Con la riforma della tariffa elettrica è stata introdotta un'unica Tariffa TD che non fa distinzione sugli oneri di sistema se il cliente aumenta la potenza disponibile. Dopo oltre 40 anni, è stata soppressa la vecchia differenziazione tra tariffa D2 (agevolata per i residenti fino a 3 kW) e Tariffa D3 (residenti con più di 3 kW e non residenti).
In realtà esiste comunque una piccola differenza in bolletta se aumentiamo la potenza, data dalla quota potenza (in € a kW) presente all'interno della spesa per il trasporto e gestione contatore. Il costo della quota potenza è lo stesso se ci troviamo nel mercato tutelato o nel libero ed è pari a circa 23,7 €/kW nella bolletta annuale.
Chi devi chiamare per chiedere un aumento di potenza?
Il contatore dell'elettricità è di proprietà del distributore della tua zona. Per qualsiasi intervento tecnico o telematico sul contatore è il distributore a intervenire ed è compito del tuo fornitore comunicare a quest'ultimo la tua richiesta. Dunque ciò che ti occorre per richiedere il cambio potenza contatore è il numero del servizio clienti del tuo fornitore. Di seguito una lista dei principali fornitori e dei relativi recapiti telefonici per richiedere un aumento o una diminuzione di potenza del contatore.
| Fornitore | Numero servizio clienti per aumento di potenza |
|---|---|
| Aumento di potenza con Enel |
|
| Aumento di potenza con Eni |
|
| Aumento di potenza con Acea |
|
| Aumento di potenza con Edison |
|
| Aumento di potenza con A2A |
|
| Aumento di potenza con Iren |
|
| Aumento di potenza con Engie |
|
| Aumento di potenza con Hera |
|
| Aumento di potenza con E.On |
|
| Aumento di potenza con Agsm |
|
Domande frequenti sul cambio di potenza del contatore
Per cambiare la potenza impegnata devi modificare il contratto di fornitura presentando domanda al tuo fornitore, in genere via Area Clienti online oppure chiamando il servizio clienti. Sarà poi il fornitore a trasmettere la richiesta al distributore locale, che è il proprietario del contatore e che effettua materialmente l'intervento.
Nel mercato tutelato il costo è regolato da ARERA: il contributo fisso del distributore è azzerato (0 €), resta la quota potenza sui soli kW aggiuntivi (62,3 €/kW fino a 6 kW, 78,81 €/kW oltre), più un contributo di gestione di 23 €. Nel mercato libero il costo finale dipende dalle condizioni contrattuali, fermo restando che il fornitore paga al distributore la quota potenza aggiuntiva.
Il fornitore trasmette la richiesta al distributore entro 2 giorni lavorativi. Il distributore deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi se non è necessario intervenire sul contatore, oppure entro 20 giorni se servono lavori sull'apparecchio, previa consegna di un preventivo.
Dopo la riforma del 2017 non esiste più la distinzione tra tariffa D2 e D3: la Tariffa TD non penalizza chi sceglie una potenza superiore a 3 kW. Resta però una piccola differenza in bolletta legata alla quota potenza (circa 23,7 €/kW annui) presente nella voce trasporto e gestione contatore.
Devi contattare il servizio clienti del tuo fornitore, non il distributore. Sarà il fornitore a inoltrare la richiesta al distributore di zona, che è il proprietario del contatore e si occupa dell'intervento tecnico. Per richieste editoriali o suggerimenti puoi scriverci a contenuti@selectra.net.