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Autoconsumo Fotovoltaico: conviene Accumulo o Scambio sul Posto?

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Gli impianti fotovoltaici installati in casa sono destinati soprattutto all'autoconsumo dell'energia elettrica. Ecco come massimizzare l'autoconsumo per risparmiare in bolletta, quando conviene installare un fotovoltaico con accumulo, con inverter integrato o con batterie esterne e come accedere allo Scambio sul Posto.

Cosa significa autoconsumo fotovoltaico?

Negli ultimi anni il tema dell'autoconsumo ha goduto di grande attenzione nel mondo dell'energia. I notevoli sviluppi avuti nella produzione decentrata di energia elettrica da fonte rinnovabile hanno contribuito a sottolinearne l'importanza.

Anche le Direttive europee sull'argomento energia mettono al centro il ruolo attivo degli utenti finali. Nell'ottica di un futuro sostenibile gli utenti possono produrre energia per il loro stesso consumo e anche per lo scambio con altri utenti, si pensi ad esempio in uno stesso edificio o condominio.

Cosa significa Autoconsumo Fotovoltaico? Per autoconsumo si intende l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico, o in generale da energia rinnovabile, che non viene immessa nella rete di distribuzione, perché direttamente utilizzata nello stesso luogo in cui viene prodotta dal cliente finale.

Quando produciamo energia elettrica dai pannelli solari questa può essere indirizzata:

  1. All'autoconsumo: l'energia viene utilizzata immediatamente dall'utente finale;
  2. Alla rete elettrica nazionale: l'energia viene immessa nella rete di distribuzione, gestita dal distributore locale; 
  3. Al sistema di accumulo: per ricaricare le batterie e consumare l'energia in un secondo momento.

Negli anni passati gli incentivi a sostegno del fotovoltaico pagavano tutta l'energia prodotta dai pannelli solari, quindi più grande era l'impianto maggiore era l'introito. Adesso non è più così, e quando decidiamo di installare un impianto fotovoltaico a casa, il conseguente risparmio che ne deriva si basa principalmente sull'autoconsumo dovuto alla bolletta più leggera.

Nel Rapporto Statistico 2018 del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sul solare fotovoltaico è stata rilevata una produzione per l'autoconsumo pari a 5.137 GWh, pari quasi al 23% della produzione complessiva.

Nel dettaglio le percentuali più alte di autoconsumo provengono da impianti di piccola e media taglia (fino a 20 kW, e fino a 200 kW di potenza). Nel settore domestico nella pratica tutti gli impianti fanno autoconsumo.

Monitoraggio dell'impianto con autoconsumo fotovoltaico

installazione fotovoltaico

Per favorire l'autoconsumo ci viene in aiuto la domotica. Al giorno d'oggi la maggior parte degli elettrodomestici moderni sono elettronici e consentono di essere programmati, anche da remoto tramite l'App per smartphone. Per sfruttare al massimo l'elettricità prodotta di giorno basta impostare l'accensione automatica della lavatrice, della lavastoviglie, dello scaldabagno o della pompa di calore. In questo modo, concentrando i consumi proprio quando l'impianto produce energia, riuscirai a massimizzare l'autoconsumo e risparmiare notevolmente sulla bolletta della luce.
Il contatore di produzione, posto a valle dell'impianto, misurerà tutta l'elettricità prodotta. Il secondo contatore di scambio invece, consente di monitorare l'energia immessa in rete e quella prelevata. Per fare il calcolo dell'autoconsumo di energia basta sottrarre l'energia immessa in rete da quella totale prodotta. Di norma non si riesce ad utilizzare il 100 % dell'energia prodotta dai pannelli, poiché inevitabilmente c'è un consumo di elettricità ad esempio di notte o nei giorni meno favorevoli quando l'impianto non lavora.

Per far fronte a questa necessità ci sono due opzioni: installare un sistema di accumulo per immagazzinare l'energia o accedere allo Scambio sul Posto, l'incentivo previsto dallo Stato per gli impianti di produzione da fonte rinnovabile.

Impianto fotovoltaico con accumulo

Per immagazzinare l'energia prodotta possiamo conservarla nelle batterie e usarla in un secondo momento. Quando non consumiamo l'energia prodotta, o quando c'è un surplus, questa è destinata alla ricarica delle batterie di accumulo. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la Detrazione Fiscale al 50% vale anche se il sistema di accumulo viene installato successivamente all'impianto.
Il costo di un sistema di accumulo con batterie dipende dalla quantità di energia stoccabile dal sistema, misurata in kWh. L'inverter ha un ruolo importante, perché è il dispositivo che si occupa della gestione del flusso energetico. Il funzionamento di un inverter intelligente gestisce la priorità dei flussi, indirizzando l'energia al consumo in casa, alle batterie ed eventualmente all'immissione in rete.
In commercio esistono due diverse soluzioni per il cosiddetto storage:

  1. Inverter con accumulo integrato;
  2. Pacco batterie esterne (sistema componibile).

1. Inverter con accumulo integrato

Nel primo caso l'inverter, necessario a convertire la corrente in alternata per il suo utilizzo, è predisposto con una batteria integrata. Il sistema risulta compatto, con un ingombro minimo e molto facile da installare poiché la batteria al litio è integrata nell'involucro dell'inverter. Le marche più conosciute di inverter sono SMA Smart Energy, ABB Reat e Samsung SDI.

2. Sistema  con batterie esterne

Un sistema componibile di questo tipo è più flessibile, poiché si possono scegliere diverse tecnologie e capacità e può essere configurato meglio rispetto a quello integrato, in base alle esigenze del cliente. Inoltre il costo complessivo di un impianto con un pacco batterie è inferiore a parità di capacità installata, anche se necessita di un esperto con competenze maggiori per la sua installazione.
Le batterie di marca più diffuse sono Tesla, LG Chem o Sonnenbatterie.

L'autoconsumo e lo Scambio sul Posto

Lo Scambio sul Posto è il principale incentivo statale che viene riconosciuto agli impianti fotovoltaici installati nelle case connesse alla rete. Il servizio corrisponde ad una forma di autoconsumo, che permette di compensare l'energia prodotta e immessa nella rete nazionale, con quella prelevata dalla rete in un altro momento, ad esempio di notte quando il fotovoltaico non produce corrente.

Il cliente finale che accede allo scambio per il fotovoltaico riceve un contributo per l'energia che immette in rete, a titolo di rimborso delle bollette per il consumo prelevato dalla rete in altri momenti. Per gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kW è previsto un iter semplificato per la richiesta con un modello unico.

Il contributo del conto scambio, erogato due volte all'anno, viene calcolato con una specifica formula. In genere il costo in € a kWh è comunque più basso di quello pagato al proprio gestore in bolletta, poiché non vengono considerate le imposte.