Relazione ARERA 2023: più cambi fornitore, consumi in calo, rinnovabili in affanno

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Relazione ARERA 2023
Com'è cambiato il mercato luce e gas nel 2022? Scopri il contenuto della relazione annuale ARERA 2023.

Pubblicato da Francesco Ursino e revisionato da Marina Lanzone il 12 luglio 2023  ||  ⏳ tempo di lettura 10 min.

La relazione annuale 2023 diffusa da ARERA approfondisce struttura e dinamiche del mercato energetico del nostro paese. Gli spunti di analisi sono molteplici: mentre il tasso di switch aumenta e le offerte a prezzo fisso rimangono le preferite dagli utenti, i consumi generali scendono e le fonti rinnovabili frenano.

Come ogni luglio, ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) pubblica la sua relazione relativa al mercato luce e gas. L’indagine riguarda l’anno solare 2022, dodici mesi scanditi dalla crisi energetica a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina.

Partendo da questa premessa, l’Autorità ha approfondito vari aspetti del settore per cercare di comprendere cosa è realmente successo l’anno scorso e, di conseguenza, cosa ci si potrà attendere per il futuro. Vediamo gli spunti più interessanti emersi dal report:

Relazione Annuale ARERA 2023: i punti salienti
Argomento Descrizione
Sale il mercato libero Il mercato libero continua a conquistare terreno rispetto al regime di maggior tutela.
La classifica dei principali fornitori Il mercato non vede grandi scossoni nella classifica degli operatori principali di luce e gas.
L'aumento del tasso di switch Cambiare fornitore diventa una pratica sempre più diffusa e apprezzata.
Consumi in calo I consumi di luce e gas segnano una flessione, per via anche dei prezzi alti.
Le fonti di energia più utilizzate Calano le fonti rinnovabili a favore di soluzioni più tradizionali.

Prima di analizzare singolarmente i punti elencati, ricorda che iscrivendoti al nostro canale Telegram potrai essere sempre aggiornato sulle novità del mercato energetico. Così potrai scoprire le offerte più interessanti, cercare di alleggerire la bolletta e consumare luce e gas in modo più consapevole.

La continua avanzata del mercato libero

Il mercato libero continua la sua marcia, sia sul fronte luce sia gas.

Analizzando per prima la situazione relativa all’energia elettrica, ARERA sottolinea come il numero complessivo dei clienti domestici sia pari a 30,1 milioni. Di questi:

  • 10,6 milioni sono nella maggior tutela - erano 12,4 milioni nel 2021;
  • 19,5 milioni nel mercato libero (64,8%) - l'anno scorso erano 17,5 milioni.

La crescita quindi c’è e continua, a marzo del 2023 il libero è arrivato al 69,3%, ma non è uniforme. Va detto che in tutte le regioni italiane il mercato libero ha ormai superato il 50%; le aree dove questo regime tariffario copre più del 65% delle utenze, però, sono solo otto. La distribuzione geografica vede uno squilibrio tra i diversi territori, come sottolinea l'Autorità in questo grafico:

Il mercato libero continua ad aumentare in tutte le regioni.
Da nord a sud, seppur non in maniera uniforme, il mercato libero domina il mercato energetico.

In molte regioni, dalla Liguria alla Calabria, il mercato tutelato ha una quota pari o superiore al 10%: in tutti i casi, però, c’è da registrare una diminuzione. Rispetto ai dati della relazione ARERA 2022, infatti:

  • la Calabria passa dal 22,9% al 16,6%;
  • la Campania scende dal 19,8% al 15,4%;
  • il Lazio registra un calo dal 16,2% al 13,2%.

Per quanto riguarda il gas, invece, nel 2022 la quota di acquisto del metano nel servizio di maggior tutela per il mercato domestico è stata del 31,3%. Anche in questo caso il dato è in calo, visto che nel 2021 si era al 36,6%. La prevalenza del mercato libero, in questo settore, è più marcata, come si può notare da questo grafico:

Rapporto tra mercato libero e tutelato nel settore gas
In tutte le regioni italiane il mercato libero del gas è prevalente rispetto al tutelato.

Differenze tra mercato libero e tutelato Nel mercato tutelato rientra chi ha lo stesso fornitore da ancor prima della nascita del mercato libero. Quest’ultimo regime tariffario, invece, dà modo di scegliere la compagnia di proprio gradimento dal confronto di offerte e promozioni.

I principali fornitori in Italia

Il 2022 è stato un anno complesso per molti fornitori di energia elettrica e gas, a causa della grave crisi energetica scoppiata a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina.

I numeri relativi al settore luce testimoniano le difficoltà delle imprese:

  • i soggetti impegnati nella vendita di energia elettrica sono stati 807, in calo rispetto alle 855 società dell’anno precedente. Di queste:
    • 109 sono nel servizio di maggior tutela (erano 112 nel 2021);
    • 758 nel mercato libero (nel 2021 erano 804);
    • 4 nel servizio a tutele graduali e 3 nel servizio di salvaguardia (dati invariati anche perché basati su dinamiche specifiche, che includono anche l'identificazione dei fornitori idonei tramite procedure concorsuali).

A tutto ciò si affianca un aumento della concentrazione del mercato, che vede le prime tre compagnie spartirsi il 48,7% delle vendite complessive: il dato, nel 2021, era del 46%.

Se si va a dare uno sguardo alla classifica dei gruppi più importanti per vendite complessive, si scopre che le posizioni rimangono relativamente stabili. Questa è la classifica legata alla vendita di forniture luce per clienti domestici e non domestici (cliccando sui nomi dei fornitori potrai leggerne un profilo dettagliato):

Primi 10 gruppi per vendita energia elettrica 2022
Clienti Domestici + Non Domestici
Gruppo Vendita energetica in GWh Posizione 2021
1. Enel 91.351
2. A2A 17.950
3. Edison 13.440
4. Axpo Group 12.688
5. Hera 11.941
6. Eni 11.565
7. Acea 7.201
8. Engie 6.578
9. Alperia 6.151 10°
10. Iren 5.084 13°

Fonte ARERA, Relazione Annuale 2022.

Il dominio di Enel è palese, con una quota del 36,2%, in crescita rispetto al 34,5% del 2021. Una dinamica che viene confermata anche quando si sposta l'attenzione esclusivamente sul mercato dei clienti domestici:

Primi 10 gruppi per vendita energia elettrica 2022
Clienti Domestici
Gruppo Vendita energetica in GWh Posizione 2021
1. Enel 34.427
2. Eni 4.915
3. A2A 2.110
4. Hera 2.003
5. Acea 1.818
6. Iren 1.780
7. Edison 1.364
8. Dolomiti Energia 705
9. E.On 666
10. Engie 586 -

Fonte ARERA, Relazione Annuale 2022.

Nel segmento, la concentrazione è leggermente diminuita: i primi tre operatori ora detengono il 71,1% delle quote di mercato, contro il 71,4% dello scorso anno.

Per quanto riguarda il gas, invece, la situazione vede delle dinamiche differenti:

  • le imprese attive sono 512, 23 in più rispetto al 2021;
  • il livello di concentrazione è aumentato, con i primi tre gruppi che controllano il 44,3% del mercato (si tratta di Eni, Edison ed Enel), contro il 43,4% del 2021.

Questa la classifica relativa ai principali fornitori gas per i clienti domestici:

Primi 10 gruppi per vendita gas 2022
Clienti Domestici
Gruppo Vendita energetica in M(m3 ) Posizione 2021
1. Eni 8.113
2. Edison 7.834
3. Enel 6.614
4. Hera 3.128
5. A2A 2.507
6. Iren 2.409
7. EPH - Energeticky a Prumyslovy Holding 2.185
8. Axpo Group 1.770
9. Royal Dutch Shell 1.437
10. Sorgenia 1.371 10°

Fonte ARERA, Relazione Annuale 2022.

Il tasso di switch aumenta anno dopo anno

Lo switch identifica la pratica che vede i clienti impegnati a cambiare fornitore in maniera sempre più consapevole e frequente. La crescita di questa dinamica era già evidente nel report dell'anno scorso, e viene confermata nuovamente nelle rilevazioni del 2022. In particolare:

  • nel settore elettrico, il 17,9% dei clienti domestici ha cambiato fornitore almeno una volta nel corso del 2022, contro un valore del 15,7% del 2021;
  • in ambito gas, il 15,4% delle utenze domestiche ha effettuato lo switch, in aumento rispetto al 13,2% dell’anno precedente.

Complessivamente, quindi, il tasso di switch continua la sua corsa al rialzo, iniziata ormai nel 2020 e accompagnata da un sempre maggiore afflusso di clienti sul mercato libero:

Aumento continuo del tasso di switching.
Sempre più clienti effettuano lo switch del fornitore luce e gas.

Un trend che sembra destinato ad aumentare, anche per via delle agevolazioni a livello normativo previste nei prossimi mesi. Secondo il decreto legislativo 210/2021, a partire dal 2026 l'intero processo del cambio fornitore potrà essere effettuato in un solo giorno.

Consumi medi in calo, sia per il gas sia per la luce

La conferma del fatto che il 2022 è stato un anno di crisi arriva anche dall’analisi dei consumi medi. Nonostante una crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) sostenuta, e pari a 3,7%, il report sottolinea che:

  • i consumi finali energetici sono calati del 3,7%, dai 113,5 Mtep (tonnellata equivalente di petrolio) del 2021 ai 109,3 Mtep del 2022. Guardando il dato del mercato domestico, inoltre, si scopre che gli acquisti complessivi sono stati pari a 58,3 TWh (terawattora), in calo del 4% rispetto ai 60,7 TWh del 2021;
  • il consumo netto di gas naturale è diminuito, dai 7,5 miliardi di metri cubi del 2021 ai 67,3 miliardi del 2022, per un calo del 10%. Una contrazione che riguarda tutti i settori, con il segmento residenziale che segna un –13,5%.

Legato al tema dei consumi del gas c’è quello delle importazioni. In particolare, il report segnala che le importazioni dalla Russia nel 2022 sono scese dai 29 miliardi di metri cubi del 2021 ai 14,2 miliardi di metri cubi del 2022. Questa è solo una delle tante conseguenze legate allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina: per altre informazioni, è disponibile l’approfondimento sulle dinamiche del prezzo gas dopo un anno di guerra.

Come si spiega questo calo dei consumi? Si potrebbe guardare ai prezzi, cosa che fa scaturire confronti impietosi:

  • per la luce, i prezzi medi per i consumatori domestici nel 2022 (tralasciando gli effetti di bonus e altre iniziative simili) hanno fatto registrare aumenti del 40%. Il PUN (Prezzo Unico Nazionale), che identifica il costo della luce all’ingrosso, ha toccato un massimo storico, con 303,95 €/MWh (euro al megawattora), in aumento del 142% rispetto al 2021;
  • per il settore gas, il prezzo praticato dai rivenditori retail è salito del 112,6% rispetto al 2021. Il PSV (Punto di Scambio Virtuale), ovvero il costo del gas all’ingrosso, ha chiuso il 2022 con un dato medio di 124,8 €/MWh, pari a +167% rispetto al 2021.

A tenere a bada i prezzi, sottolinea più volte ARERA, sono intervenuti i vari bonus e i tagli su oneri e accise. Nel 2022, sono stati erogati ben 6.207.263 bonus per disagio economico, con un aumento annuo del +51,4% per la luce e del +58,7% per il gas. L’impatto del bonus sociale, pertanto, si è rivelato fondamentale.

Tra le altre iniziative degne di nota rientra il calcolo del prezzo in maggiore tutela mensile ed ex-post; in altre parole, il costo del metano viene stabilito basandosi sulla media del prezzo all’ingrosso del mese precedente. I vantaggi di questa novità si sono riverberati anche sul mercato libero: questo perché le offerte a prezzo variabile sono indicizzate al prezzo di mercato, e quindi al PSV.

Le offerte a prezzo fisso continuano a essere le preferite In questa situazione di grande incertezza, i consumatori scelgono ancora una volta di affidarsi alle offerte a prezzo fisso: nel 2022, il 67,3% dei clienti domestici ha sottoscritto un contratto di questo tipo. Per verificare la convenienza e la struttura di queste tariffe, così come di quelle a costo variabile, è possibile affidarsi al nostro confronto offerte luce e gas.

La brusca frenata delle rinnovabili

Il 2022 sarebbe dovuto essere l’anno della definitiva svolta verso la transizione energetica. Il conflitto in Ucraina e la difficile congiuntura economica hanno suggerito maggiore prudenza, e restituiscono un quadro complessivo con luci e ombre.

Relativamente al settore energetico, infatti, si segnala che la produzione termoelettrica è aumentata del 7,9%, nonostante un calo del 3,7% nella generazione da gas naturale. Questo risultato è dovuto sostanzialmente a un aumento della produzione da: 

  • prodotti petroliferi (91,5%); 
  • solidi (+84,9%);
  • altre fonti di energia (38,6%).

Di contro, però, si è registrato un calo della produzione da fonti rinnovabili, pari al 13,9%. Nel complesso, le fonti green hanno contribuito al mix energetico per il 35%, dato in calo rispetto al 40% del 2021. La strada che porta alla piena sostenibilità energetica, pertanto, appare ancora lunga.

La relazione ARERA 2023 Per approfondire ulteriormente i temi trattati in questo articolo, puoi leggere la versione completa dei due volumi della Relazione Annuale ARERA 2023.

I risvolti sul futuro del settore energetico

Abbiamo detto che il report ARERA cerca di delineare anche quali sono gli scenari futuri del settore energetico. In questa ottica, il nodo cruciale è ancora rappresentato dalla fine del mercato tutelato per i clienti domestici, previsto per gennaio 2024. Nonostante il termine ormai prossimo, come visto, molti utenti scelgono ancora di rimanere in questo regime tariffario, evitando il mercato libero. Perché tutto ciò? A rispondere è Stefano Besseghini, presidente ARERA, che sottolinea amaramente:

"Il mercato libero, da solo, non è stato attrattivo per questi consumatori, e una percentuale di consumatori non è interessante per il mercato."

Stefano BesseghiniRepubblica.it, articolo "Energia, alert dell’Autorità sui prezzi: “Possibili altre oscillazioni”. Mercato tutelato agli sgoccioli, ma ci sono ancora 9 milioni di italiani"

Capire come avvicinare gli indecisi e i cosiddetti "clienti vulnerabili", che per via di precisi requisiti economici continueranno a rimanere nella maggior tutela anche dopo gennaio 2024, sarà una delle sfide più importanti. Senza considerare la persistente instabilità dei mercati:

"I mercati energetici sono ancora tesi, esposti a forti oscillazioni, pronti a reagire negativamente. Sarebbe un grave errore pensare che la situazione sia già rientrata."

Stefano BesseghiniRepubblica.it, articolo "Energia, alert dell’Autorità sui prezzi: “Possibili altre oscillazioni”. Mercato tutelato agli sgoccioli, ma ci sono ancora 9 milioni di italiani"

La grande instabilità dei prezzi di luce e gas, già descritta nel report 2022, pertanto, sembra non aver abbandonato neanche il 2023. Per le autorità e per i cittadini non è ancora arrivato il momento di "abbassare il livello di guardia": la crisi energetica non è ancora alle spalle

Attenzione: il mercato tutelato potrebbe non terminare a gennaio 2024 Durante la conferenza ARERA per la presentazione della Relazione Annuale 2023, sono emerse delle problematiche che potrebbero causare un'ulteriore proroga della scadenza, fissata per gennaio 2024. Scopri i dettagli nel nostro approfondimento: "La Maggior Tutela Finirà davvero a Gennaio 2024?".

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