Per riattivare il contatore della luce, l'operazione giusta da fare è il subentro. Questa procedura deve essere effettuata quando il misuratore è presente ma è la corrente a mancare. Bisogna dunque richiedere la riattivazione del contatore attraverso la sottoscrizione di un contratto con un fornitore a tua scelta.
Cosa si fa per riattivare il contatore della luce
- Quanto costa riattivare il contatore della luce? Il distributore non chiede nulla per un subentro: quello che paghi è il contributo del fornitore, intorno ai 23 €, più l'eventuale deposito cauzionale. Se il contatore era chiuso per bollette non pagate il conto è più alto
- Quanto tempo ci vuole per riattivare la luce? Le tempistiche sono di circa 7 giorni lavorativi
- Come si richiede la riattivazione del contatore Enel e di altri fornitori? La procedura può essere richiesta online, tramite il sito ufficiale delle varie compagnie, oppure attraverso gli altri canali di contatto previsti (email, uffici assistenza fisici, pagine social)
- Se hai bisogno di aiuto puoi chiedere una mano agli Esperti Energia Selectra telefonando allo 06 9480 7667
Detto ciò, vediamo alcuni consigli per riattivare un contatore chiuso nella maniera più semplice e rapida:
1. Subentro, voltura o attivazione? Quale operazione scegliere
Quando ci si trasferisce in una nuova abitazione, le operazioni da effettuare sul contatore cambiano a seconda della situazione. Analizziamo i casi più comuni.
Contatore chiuso dall'inquilino precedente: subentro
Si tratta della migliore delle ipotesi: l'inquilino precedente ha rescisso il contratto di fornitura elettrica e per riavere la corrente dovrai soltanto fare un subentro della luce. Per dirla in modo semplice, devi sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura di energia elettrica con il fornitore che preferisci. Per avere maggiori informazioni e attivare le offerte più convenienti, telefona allo 06 9480 7667 per ricevere assistenza dagli Esperti Energia Selectra.
Il fornitore scelto avrà a disposizione 2 giorni lavorativi per gestire la pratica e trasmetterla al distributore, e quest'ultimo interverrà in 5 giorni per riattivare il contatore. Il tempo standard per la procedura è all'incirca di una settimana dalla firma del nuovo contratto di energia elettrica. Conviene contattare il fornitore scelto almeno 15 giorni prima del trasloco definitivo nella nuova casa per avere la sicurezza di ottenere per tempo la riattivazione.
Manca il contatore: allacciamento e prima attivazione
Probabilmente sei il primo inquilino ad abitare quell'appartamento e la corrente manca perché a nessuno è mai venuto in mente di istallare un contatore della corrente! Sarà necessario l'allacciamento e la successiva prima attivazione luce.
Per l'allacciamento le tempistiche sono più lunghe, quindi meglio partire di gran anticipo, o nel caso avessi già fatto il trasloco, trovarti un appoggio temporaneo nel frattempo. Il fornitore scelto trasmette la richiesta al distributore di competenza che in massimo 20 giorni lavorativi dovrà inviare al cliente finale il preventivo. Una volta accettato e saldata la somma prevista il distributore realizza l'allacciamento entro:
- 10 giorni lavorativi se sono previsti lavori di semplice manutenzione
- 50 giorni nel caso siano necessari interventi strutturali complessi
La prima attivazione richiede massimo 7 giorni. Nel caso in cui ritardasse più del dovuto, il cliente domestico ha il diritto di ricevere un indennizzo automatico il cui ammontare dipende dal ritardo: 35 € (riattivazione nel doppio del tempo), 70 € per il triplo del tempo e 105 € oltre il triplo del tempo previsto.
Contratto ancora attivo con intestatario da cambiare: voltura
Quando il contratto luce è ancora attivo e devi solo cambiare il titolare della fornitura, dovrai fare la voltura. Se stai avendo problemi ad intestarti la bolletta della luce, visita l'articolo dedicato che ti aiuterà ad identificare la tua situazione per poterla risolvere.
Inquilino precedente sospeso per morosità
In questo caso la corrente è stata staccata perché l'inquilino precedente non ha pagato le bollette. Toccherà a te pagare i suoi debiti? Assolutamente no. Per riattivare il contatore che non funziona e riavere la luce, puoi contattare il fornitore di tua scelta, il quale non potrà opporsi a procedere al cambio di intestatario. Per la giurisprudenza, infatti, il nuovo titolare dell'utenza non ha nessun obbligo di accollarsi le morosità pregresse dell'altro utente.
In questo caso attiverai comunque la procedura di subentro con il fornitore da te scelto, ma dovrai ricordarti di sottoscrivere i moduli di estraneità alla morosità dell'inquilino precedente per dichiarare la tua terzietà rispetto al precedente intestatario del contatore.
Contatore rotto
Potresti scoprire che il motivo per cui sei senza corrente è dovuto al contatore che non funziona. In quel caso ti servirà conoscere il nome del distributore che si occupa di rifornire la tua zona e contattarlo per esporre il problema. Sarà il distributore a dover riparare il contatore che non funziona o sostituirlo a seconda dei casi.
Fatta luce sui motivi del perché sei senza corrente, hai tutte le informazioni per riattivare la corrente nella tua nuova casa.
2. Valuta i costi di attivazione del servizio
Il subentro luce non ha un prezzo di listino, perché il conto si compone di tre voci che hanno tre padroni diversi. Vale la pena distinguerle, perché è qui che nascono i preventivi gonfiati.
La prima è il contributo del distributore, e su un subentro è zero: ARERA ha eliminato il vecchio contributo per oneri amministrativi, che non è dovuto né per un subentro né per una voltura né per un cambio fornitore. Se lo trovi addebitato come voce del distributore, è un errore. La seconda è il contributo del fornitore: nel mercato libero lo decide lui, e il riferimento regolato da ARERA per il servizio di tutela della vulnerabilità è di 23 €. La terza non è un costo: è il deposito cauzionale, che torna indietro.
Quanto costa il subentro della luce
- 0 € al distributore locale, per qualsiasi fornitore e in qualsiasi città;
- intorno a 23 € di contributo del fornitore per la gestione della pratica: nel mercato libero la cifra la fissa il venditore e va letta nelle condizioni economiche, quindi trattala come un ordine di grandezza;
- 11,5 € per ogni kW di potenza impegnata di deposito cauzionale, cioè 34,50 € su un contatore domestico da 3 kW. Non è un costo: te lo restituiscono con gli interessi legali, e con la domiciliazione bancaria non è dovuto affatto.
Gli importi sono al netto dell'IVA. Sul gas la struttura è la stessa, ma il contributo del distributore c'è: sono 30 € per un contatore domestico, e diventano 77 € se l'impianto interno è nuovo o è stato modificato, perché si aggiunge l'accertamento di sicurezza.
Il discorso cambia se il contatore è stato chiuso non per una disdetta, ma per bollette non pagate dall'occupante precedente. In quel caso non si paga un'attivazione, si paga una riattivazione, e le voci si moltiplicano.
Se il contatore era chiuso per morosità
- Luce: il distributore chiede 14,01 € se il contatore è telegestito, come lo sono quasi tutti i contatori domestici, altrimenti 28,02 €. È un importo unico che copre sia la chiusura sia la riapertura, non va contato due volte. Il fornitore aggiunge il suo contributo su entrambe le operazioni, quindi il totale tipico è intorno ai 60 €;
- Gas: qui l'importo lo fissa il distributore locale e cambia da zona a zona, da 65 a 96 €. Il minimo è in Lombardia, il massimo sulle reti Italgas e 2i Rete Gas;
- a queste cifre si somma sempre il debito da saldare, con gli eventuali interessi di mora. Se il debito è dell'inquilino precedente non è tuo: chiedi un subentro, non una riattivazione.
3. Informati sulle tempistiche della riattivazione
Può sembrare una cosa ovvia, ma non è così scontato: evita di ridurti all'ultimo minuto e avvia la pratica un paio di settimane prima del trasferimento definitivo. Anche se tutti i dati sono corretti, la riattivazione del contatore della luce può prendere fino a 7 giorni lavorativi.
4. Confronta i fornitori luce e gas prima di scegliere
Optare per il primo fornitore che capita potrebbe essere un errore. I fornitori del mercato libero propongono diverse offerte, con caratteristiche variegate per poter venire incontro alle abitudini di consumo di tutti i profili cliente.
Scegli il servizio clienti più efficace e una tariffa conveniente.
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5. Identifica il codice POD
Il codice POD corrisponde al punto di prelievo dell'elettricità, un codice alfanumerico di 14 o 16 caratteri che identifica in modo univoco l'utenza e indica il punto geografico in cui l'energia elettrica viene prelevata dall'utente. Puoi reperire facilmente questo dato sulla tua bolletta della luce.
Non hai il POD?
È possibile riattivare il tuo contatore a partire dal numero cliente o della matricola del contatore.
L'utilità del codice POD è quella di individuare univocamente la tua utenza luce, permettendoti di svolgere operazioni sul tuo contatore o sulla tua fornitura quali subentro, voltura e cambio fornitore. Ciò può avvenire perché cambiando società di vendita o sostituendo il contatore, il POD non varia, ma rimane lo stesso.
6. Scopri la potenza del contatore luce
La potenza impegnata del contatore è indicata nel contratto di fornitura luce e viene decisa dall'utente al momento della firma dell'accordo (ma può essere cambiata in qualsiasi momento in base alle proprie preferenze); la scelta è determinata dall'utilizzo che il consumatore fa dell'energia elettrica nella propria casa.
Maggiore è il numero di elettrodomestici energivori e di individui che occupano una stessa casa, e maggiore sarà la potenza impegnata consigliabile per il proprio contatore. Per esempio, per un'abitazione "standard" (3 o 4 inquilini, senza scaldabagno elettrico o climatizzatore) è di solito di 3 kW, ma non è sempre così. Magari all'inquilino precedente serviva un contatore più potente e dunque ti ritrovi con una potenza impiegata maggiore rispetto a quella che ti occorre: verificare non costa niente ed evita perdite di tempo.
7. Fornisci l'indirizzo di fornitura corretto
Verifica scrupolosamente l'indirizzo delle nuova abitazione e che non sia cambiato il nome della via o della numerazione civica e nemmeno il CAP. Talvolta può capitare, ed è bene che tu sia informato e costantemente aggiornato su queste modifiche.
8. Presta attenzione alla qualità del call center
È buona abitudine interfacciarsi con un call center che mette al primo posto l'offerta di un servizio serio e puntuale e che può garantire il buon iter della procedura di subentro, evitando ritardi dovuti a disservizi. La burocrazia con i fornitori di energia può essere fonte di stress, ma in fondo basta conoscere gli step giusti per poter ottenere il servizio desiderato senza alcun intoppo.
Per tua comodità, riportiamo di seguito alcuni degli speciali di Selectra relativi ai canali di assistenza di alcuni tra i maggiori fornitori del mercato libero: