Catastrofi ambientali: come salvare il pianeta con le fonti rinnovabili

confronto luce e gasconfronto luce gas

Confronta le offerte Luce e Gas e risparmia 142€ all'anno!

Servizio gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Fino a poco tempo fa, la battaglia contro le catastrofi ambientali e i cambiamenti climatici sembrava persa, ma nell’ultimo periodo la situazione sembra cambiata: milioni di dollari sono stati investiti per fermare, o almeno neutralizzare in parte, le emissioni di gas, riducendo così il buco dell'ozono.


Catastrofi ambientali e cambi climatici

Che l'umanità potesse evitare le peggiori conseguenze causate dal riscaldamento climatico grazie all'energia rinnovabile sembrava un miraggio fino a poco tempo fa, ma le Nazioni Unite stanno collaborando affinché le rinnovabili diventino una realtà per contrastare i cambiamenti climatici, dovuti principalmente all’inquinamento.

Christiana Figueres, ex segretaria esecutiva dell’UNFCCC (United Nation Framework Convention on Climate Change) si è espressa in merito, portando una ventata di ottimismo alle Nazioni Unite:

"La cosa importante è raggiungere un equilibrio sano dove riconosciamo che siamo seriamente sfidati, perché abbiamo solamente tre anni per raggiungere il punto di ribaltamento della questione. Stiamo però vedendo progressi che crescono in modo esponenziale e questo è ciò che mi dà grande speranza. ”

Ovviamente, come si può capire anche dalle parole dell’antropologa della Costa Rica, la battaglia non è ancora stata vinta, anzi siamo solo all’inizio: inondazioni, siccità, carestie e migrazioni di massa sono problematiche ancora all’ordine del giorno, ma tutto fa pensare che in un futuro prossimo l’ONU riesca a debellarle. Ci si riuscirà entro 3 anni? Questo è l’obiettivo che si sono prefissate le Nazioni Unite, ma al giorno d’oggi è davvero difficile dire se ci riusciranno, perchè il tempo stringe e le problematiche sono gravi.

Info offerte energia verde

010.848.01.61

Come contrastare il cambio climatico

Il mondo si sta muovendo in una direzione comune per limitare i danni dovuti dall'inquinamento e da una scarsa attenzione alle questioni ambientali. Auto elettriche e pannelli solari sui tetti delle nostre case sono alcune delle soluzioni adottate: vediamo insieme cosa sta facendo la tecnologia per salvare il pianeta dalle catastrofi ambientali.

Energie rinnovabili

Energia da fonti 100% rinnovabili

Da qualche anno a questa parte sta avvenendo una vera e propria rivoluzione delle energie rinnovabili. Si tratta di energia proveniente da fonti inesauribili (acqua, vento, sole, biomasse…), economiche e soprattutto che non hanno impatti sull’ambiente: l’utilizzo e la produzione di energie da fonti rinnovabili, infatti, può garantire una stabilità di fornitura di energia e allo stesso tempo salvaguardare l’ambiente.

I costi di produzione dei pannelli solari e delle turbine eoliche sono calati drasticamente, favorendo così un utilizzo maggiore di queste energie non inquinanti. L’energia da fonti rinnovabili va davvero forte, soprattutto quella proveniente dal sole e dal vento: basta pensare che in Germania la settimana scorsa si è prodotta così tanta energia eolica che i clienti hanno avuto l'elettricità gratis.

Negli Stati Uniti, invece, l'entusiasmo per l'energia verde è stato smorzato dal presidente Donald Trump che ha ritirato la nazione dagli accordi di Parigi, presi durante il COP21. La situzione è più grave del previsto, essendo gli USA il secondo paese per emissioni di gas serra, dopo la Cina. Le Nazioni Unite si sono riunite anche quest'anno per dare vita alla COP23, per discutere delle problematiche ambientali e di come poter contrastare il surriscaldamento del pianeta. Se sei interessato a sapere cosa è stato deciso a Bonn durante la 23esima Convenzione delle Nazioni Unite, visita il nostro articolo.

Non solo notizie negative dagli USA Anche se negli Stati Uniti sembra tragica la situazione delle rinnovabili, c'è ancora speranza: a New York, per esempio, c'è in progetto l'installazione di microgrid in un’area residenziale multi-familiare. L'obiettivo è quello di sfruttare le fonti rinnovabili e migliorare la capacità di efficienza energetica delle abitazioni.

Carne e latticini vegetali

...

Carne e formaggi processati dalle piante

L'anidride carbonica dai combustibili fossili bruciati è il principale gas a effetto serra, ma il metano e l'ossido di azoto sono più potenti e, a differenza della CO2, sono ancora in aumento. La causa principale? Gli allevamenti di bestiame, in particolare di bovini, e il loro concime. Sembra una barzelletta eppure è tutto vero: i bovini producono più smog delle automobili. La digestione degli animali, soprattutto i ruminanti, produce una grande quantità di metano, che è un gas serra e quindi influisce negativamente sul nostro pianeta, portando al surriscaldamento della Terra.

La soluzione? A nessuno piace sentirsi dire cosa mangiare, eppure gli scienziati stanno investendo ricerche e importanti finanziamenti sulla creazione di carne vegetale, derivata dal trattamento di alcune piante (soprattutto soia, mandorla e avena) e che ha quindi una piccola impronta ambientale. Non solo carne vegetale, ma anche latticini vegetali (dai formaggi allo yogurt) stanno prendendo piede sulle tavole delle famiglie di tutto il mondo, anche se quello che ci si aspetta è che possano competere con i tradizionali prodotti per sapore e rapporto qualità- prezzo.

Non solo gli ambientalisti si stanno muovendo in questa direzione, ma anche importanti uomini d’affari come Bill Gates, che ha sostenuto due aziende di hamburger a base di piante. Le principali aziende di carne e latticini stanno accumulando investimenti e acquisizioni, come la più grande azienda di carni degli Stati Uniti, Tyson, e le grandi multinazionali Danone e Nestlé. Il governo cinese invece ha investito 300 milioni di dollari nelle società israeliane che producono carne di laboratorio.

Scomparsa del carbone

Freno alle emissioni inquinanti

Il carbone è stato definito come il più sporco tra i combustibili fossili, in quanto altamente inquinante. L’utilizzo del carbone è iniziato con la rivoluzione industriale e ha fatto da padrone sullo scenario mondiale fino a qualche anno fa. Attualmente però si sta vivendo un’inversione di tendenza e questo combustibile è destinato a sparire: nel 2013, infatti, l'IEA (International Energy Agency) prevedeva che la combustione di carbone sarebbe cresciuta del 40% entro il 2040, mentre oggi l’aumento previsto è solo dell'1%.

A cos'è dovuta questa inversione di tendenza? La risposta è semplice: il solare e l’energia eolica sono più economici. Ma le conseguenze sull’ambiente sono enormi, anche se per il momento esiste ancora un problema, che frena la produzione di energia da fonti 100% rinnovabili: in alcuni paesi, è più costose costruire impianti per produrre energia dalle rinnovabili, che gestire le centrali di carbone esistenti. L’abbassamento dei costi delle rinnovabili però fa ben sperare e l’utilizzo del carbone è destinato a scomparire entro il 2050.

Auto elettriche

auto elettrica

In espansione il mercato delle auto elettriche

È possibile ridurre drasticamente l’utilizzo del petrolio? Dare una risposta certa è molto complicato, ma il mondo ci sta provando. Grazie alla continua espansione del mercato delle auto elettriche, ridurre l’uso del petrolio e le emissioni inquinanti sta diventando sempre più una realtà.

La Tesla, azienda statunitense, ha sviluppato la sua Model 3, un’auto elettrica con un’autonomia di 350 km, una velocità massima di 209 km/h e una batteria ricaricabile in soli 30 minuti: il tutto per la cifra di 30-37 mila euro, in base al modello. Il mercato è in continua espansione in Europa e negli Stati Uniti, dove Tesla prevede un milione di ordini nel 2020. Anche Volvo e Jaguar Land Rover hanno annunciato che termineranno la produzione di autoveicoli fossili puri entro tre anni.

Batterie: un mercato in crescita

auto elettrica

Batterie ricaricabili per le auto

Le batterie immagazzinano energia tutto il giorno e possono essere utilizzate anche quando il sole scende o il vento smette di soffiare e sono fondamentali per il funzionamento delle auto elettriche. Le comuni batterie agli ioni di litio sono diminuite del 75% negli ultimi sei anni e l'Agenzia internazionale per l'energia rinnovabile prevede ulteriori cali del 50-66% entro il 2030. È vero, però, che le batterie non saranno la soluzione per lo stoccaggio di energia per settimane o mesi: per questo motivo si stanno costruendo interconnettori di elettricità a lunga distanza.

Processi di riforestazione

...

Riforestazione delle zone rurali

La distruzione delle foreste di tutto il mondo per la coltivazione e l'allevamento, oltre che per il legname, ha provocato circa il 10% delle emissioni di gas a effetto serra. La situazione sembra più grave del previsto e le perdite annuali degli alberi sono quasi raddoppiate dal 2000.

Ciò è particolarmente preoccupante poiché arrestare la deforestazione e piantare nuovi alberi è, in teoria, tra i modi più economici e veloci per combattere le emissioni di carbonio.

Nuove ricerche hanno dimostrato che una migliore gestione del suolo potrebbe portare ad un terzo di tutti i tagli del carbonio ai fabbisogni del mondo e ci sono buoni motivi per sperare che le nuove foreste possano essere piantate. Negli ultimi due decenni, ad esempio, il processo di forestazione in Cina, India e Corea del Sud ha rimosso più di 12 miliardi di tonnellate di CO2 dall'atmosfera. Speriamo quindi che sempre più nazioni combattano per questa causa comune, per salvare il pianeta e il benessere dell’uomo.

Qual è la situazione in Italia?

Fonti rinnovabili in continua crescita

L’Italia ha già raggiunto l’obiettivo prefissato per il 2020. Questo dimostra che nel nostro paese l’interesse per le rinnovabili e per la salvaguardia del pianeta è reale. Alla fine del 2015 la percentuale coperta dalle energie rinnovabili sul totale dei consumi corrispondeva al 17,5%, mentre nel 2017 abbiamo raggiunto il 20%: l’obiettivo adesso è arrivare al 30% entro il 2030. Se vuoi sapere quanta energia si consuma attualmente in Italia puoi utilizzare uno strumento online per tenere sottocontrollo i consumi e le emissioni di anidride carbonica dei paesi della UE.

In Europa a far da padrona è la Svezia, che già nel 2015 aveva raggiunto 53,9%, secondo i dati pubblicati da Eurostat. Appena dietro in classifica troviamo Finlandia, Lettonia e Austria. Per favorire il continuo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, la UE si è espressa in merito a Bruxelles, durante la conferenza Clean energy financing: l’Europa non finanzierà più le fonti fossili, fatta unica eccezione per il gas naturale. Quello che la UE chiede è uno sforzo da parte di tutti, cittadini ed industrie, per avvicinarci ad un’economia a emissioni zero.

Componente relativa alle rinnovabili: sai cosa paghi in bolletta? In Italia, nella bolletta dell'energia elettrica, sotto la voce "Oneri di sistema", tutti i clienti pagano una percentuale relativa all'incentivazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate (A3)

aggiornato il

Ti potrebbe interessare anche