È possibile ricaricare l'auto elettrica a casa?
Sì. Per la maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici la casa è il punto di ricarica principale. Basta installare una piccola stazione di ricarica a muro chiamata "Wall box" o "home-station" oppure dotarsi di opportuni sistemi di alimentazione che consentono di ricaricare la propria auto elettrica dalle normali prese di corrente domestiche e industriali.
Il 75% delle auto europee percorre meno di 50 km al giorno e le ore che generalmente passano in sosta sono più che sufficienti a ricaricare la batteria anche in modalità lenta. Inoltre le moderne batterie al litio beneficiano di piccole ricariche parziali, per cui chi ha un'auto elettrica è abituato a ricaricare ogni volta che parcheggia. È quindi sufficiente in molti casi mantenere la potenza standard dell'ambito domestico di 3 kW per avere ogni mattina la batteria completamente carica.
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Devo rivolgermi al gestore di rete per qualche autorizzazione?
No. Comprare un'auto elettrica non è per tanti aspetti diverso dal comprare un nuovo elettrodomestico: non è quindi necessaria una contabilizzazione separata né alcuna autorizzazione o permesso per ricaricare l'auto in casa dalla propria utenza.
Se invece vuoi utilizzare le colonnine di ricarica pubblica, allora dovresti rivolgerti al gestore dell'impianto per stabilire le modalità di pagamento e analizzare il costo della ricarica.
Devo richiedere un nuovo contatore?
No, non è necessario e nemmeno conveniente. La riforma della tariffa domestica ha eliminato gradualmente la progressività delle componenti tariffarie e ridotto le spese legate agli aumenti di potenza del contatore, rendendo più conveniente ricaricare l'auto dalla propria utenza domestica che da un contatore separato che ha dei canoni fissi di fornitura oltre al costo dei consumi.
Per quanto riguarda i contatori dedicati alla ricarica, si tenga conto che negli anni passati l'Autorità (delibera AEEG ARG/elt 56/10) aveva consentito la predisposizione di nuovi punti di fornitura (contatori dedicati) nell'ambito dello stesso contratto, adibiti alla ricarica delle auto elettriche e alle pompe di calore, da assoggettare alle tariffe "altri usi" invece che "domestiche". La regolazione puntava così ad evitare che le pompe di calore e le auto elettriche risultassero poco convenienti a causa degli accresciuti consumi elettrici e del conseguente incremento delle tariffe (progressive) applicate in ambito domestico. Tuttavia tale disposizione è da considerare ormai come superata dalla riforma della tariffa domestica.
A seguire si mettono a confronto la spesa per l'energia elettrica in due diversi scenari di ricarica del veicolo elettrico caratterizzati da uguali consumi:
- ricarica dal contatore domestico: considerando un 4,5 kW con consumi totali di 4.500 kWh di cui 1.500 kWh riconducibili alle ricariche del veicolo elettrico;
- ricarica da contatore separato: considerando un 3 kW domestico con 3.000 kWh di consumi e un altro contatore di 3 kW "altri usi" con 1.500 kWh dovuti alle ricariche del veicolo elettrico.
Il grafico a seguire mostra come sia più conveniente non raddoppiare le utenze nel caso di ricarica del veicolo, per evitare di incorrere nei maggiori costi riconducibili alla parte fissa non a consumo.
Quanto consuma ricaricare un'auto elettrica?
Il consumo medio indicativo di un'auto elettrica è pari a 150 Wh/km, variabile da un minimo di 120 Wh/km per le city car guidate in autonomia a un massimo di 200 Wh/km per le auto di grandi dimensioni guidate in maniera più sportiva. Sulla base dei chilometri annui percorsi ci si può attendere un incremento dei consumi elettrici domestici pari a:
Quanto costa ricaricare l'auto elettrica da casa o dal box?
I costi per la ricarica privata del veicolo elettrico dipendono dai consumi prima descritti e dal contratto di fornitura dell'energia elettrica, da cui dipende il prezzo della corrente prelevata per la ricarica. Il prezzo della corrente elettrica è dato dalla somma del prezzo della materia energia negoziabile sul mercato (trova l'offerta che fa per te) e delle tariffe regolate (servizi di rete, oneri di sistema, tasse) che dipendono dalla tipologia di utenza elettrica (domestico, altri usi, potenza disponibile).
Le utenze elettriche per fare la ricarica privata possono ricadere in due diverse tipologie:
- utenza domestica: nel caso si possieda un posto auto adiacente alla propria abitazione, collegato o collegabile al proprio impianto elettrico domestico;
- utenza altri usi: nel caso il posto auto si trovi distante dalla propria abitazione e quindi non collegabile al proprio impianto elettrico domestico ma a un contatore di terzi (es. box auto in autorimessa, pertinenze condominiali, ecc.).
Leggi anche: Costi e installazione colonnine elettriche.
L'aumento della spesa elettrica che si avrebbe per la ricarica dell'auto elettrica nelle principali casistiche è sintetizzato nel seguente grafico, in cui per confronto sono riportati anche i costi che si sosterrebbero con i carburanti convenzionali:
Note metodologiche: le tariffe con cui si è calcolata la spesa elettrica di ricarica fanno riferimento alla maggior tutela del I trimestre 2017. Gli incrementi dei costi fissi di fornitura assumono che il contratto di fornitura elettrica sia preesistente e identico a quello precedente l'utilizzo del mezzo elettrico. Per i consumi elettrici si è fatto riferimento alla Nissan Leaf, per gasolio e benzina alla Fiat Punto, e per i prezzi dei carburanti ai valori medi di gennaio 2017 (benzina 1,55 €/l, gasolio 1,40 €/l).
Esistono delle tariffe speciali (es. tariffe flat) per la ricarica privata del veicolo elettrico?
Ad oggi, forse in virtù della riforma tariffaria che ha agevolato l'utilizzo delle auto elettriche, non sono presenti sul mercato offerte dedicate esclusivamente alla ricarica privata dei veicoli elettrici (es. tariffe flat con ricariche illimitate o a pacchetti di kWh). In passato Enel ha proposto la tariffa flat "Enel tutto compreso" a 80 €/mese, comprensiva di noleggio della wallbox e ricarica illimitata sia da casa (3 kW max) sia da colonnine pubbliche.
Questa offerta risultava interessante solo nei casi di percorrenze annue elevate (oltre 25.000 km), altrimenti si risparmiava di più pagando l'elettricità a consumo nei tradizionali contratti elettrici (domestici e altri usi illustrati in precedenza). Questi contratti flat, sebbene non più stipulabili da novembre 2016, rimangono in vigore sino alla scadenza (durata 36 mesi). Ricordiamo inoltre che esistono degli speciali incentivi statali per l'acquisto di auto elettriche ed ibride. Tuttavia è importante sfruttare la varietà di offerte presenti sul mercato libero per trovare quella che più si addice alla ricarica del veicolo elettrico.
Mi conviene il mercato libero o la maggior tutela per la ricarica del veicolo?
Cogliere le opportunità legate alle offerte luce presenti nel mercato libero presenta maggiori vantaggi nel caso si abbia un'auto elettrica, per almeno due ragioni:
- la componente prezzo della materia prima energia (quella negoziabile sul mercato libero) ha una maggiore incidenza sulla spesa elettrica in caso di elevati consumi. Di conseguenza i risparmi aumentano per consumi elevati, quali quelli di una famiglia che fa il pieno di elettricità da casa (sui 5.000 kWh i risparmi delle migliori offerte del mercato libero rispetto alla maggior tutela sono di oltre 100 €/anno);
- nel mercato libero esistono offerte biorarie con differenze di prezzo maggiori nelle fasce orarie rispetto alla maggior tutela, che consentono maggiori risparmi tenuto conto che la maggior parte degli utenti ricarica il veicolo nelle ore notturne.
Consulta le offerte del mercato libero che più si addicono al tuo caso.
Devo richiedere un incremento di potenza? Quale livello di potenza scegliere e come influisce sulle modalità e i tempi di ricarica?
Non necessariamente. Con la potenza disponibile normalmente in ambito domestico (3 kW) si ricaricano circa 16 km in un'ora e una ricarica completa della batteria avviene in circa 10 ore. Quindi per la maggioranza delle persone, che percorrono meno di 150 km al giorno e hanno un posto auto alimentabile con corrente derivante dal contatore domestico, è possibile sfruttare le ore notturne per ricaricare completamente la batteria senza ricorrere ad alcun incremento di potenza. Per chi invece ha un box con un'utenza elettrica separata da quella domestica, sarà sufficiente disporre di una potenza standard di 3 kW.
È importante comunque far presente che durante la ricarica domestica dell'auto con un 3 kW è precluso l'utilizzo contemporaneo di molti elettrodomestici energivori (forno, scaldabagno elettrico, ecc.) a causa dei distacchi di corrente che ne potrebbero derivare. Quindi qualora si voglia avere una maggiore rapidità e flessibilità nelle operazioni di ricarica è possibile richiedere un aumento di potenza.
Per scegliere il livello di potenza ottimale è bene tener conto dei seguenti aspetti:
- è possibile valutare l'incremento di potenza ad uno dei seguenti livelli: 3, 4,5, 6 o 10 kW. Con la piena attuazione della riforma della tariffa domestica i livelli sono diventati più personalizzabili: 1,5, 2, 2,5, 3, 3,5, 4, 4,5, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 kW;
- la potenza con cui avviene la ricarica, da cui dipendono i tempi di ricarica, è pari alla minima tra la potenza disponibile alla presa e quella accettata dal ricaricatore presente nell'auto. La potenza massima accettata dalle auto in commercio in AC è nella maggior parte dei casi di 3,7 kW o 7,4 kW: quindi sul 3,7 kW è inutile richiedere livelli di potenza troppo elevati che non si riuscirebbero comunque a sfruttare;
- alcuni sistemi di ricarica sono dotati di regolatori di corrente che consentono di preimpostare la potenza impegnata dalla ricarica del veicolo, consentendo di pianificare anche la potenza residua lasciata agli altri elettrodomestici di casa. Ad oggi non risultano ancora sul mercato sistemi di ricarica in grado di modulare automaticamente la potenza di ricarica dell'auto sulla base della potenza residua disponibile;
- la potenza dell'utenza deve consentire, sulla base delle ore di sosta a disposizione, di ricaricare un sufficiente quantitativo di km di autonomia necessari per le percorrenze del giorno seguente. A tal proposito può essere utile la seguente tabella.
(*) solo alcuni modelli di auto sono predisposti per ricariche superiori a 3,7 kW, che velocizzano molto i tempi di ricarica.
Come fare e quanto costa richiedere un incremento di potenza?
Un aumento di potenza richiede alcune semplici pratiche amministrative e costi gestiti in maniera abbastanza agevole da tutti i fornitori. La riforma della tariffa domestica ha inoltre ridotto notevolmente gli incrementi tariffari che si applicavano in precedenza alle utenze con potenza al di sopra dei 3 kW. Le variazioni di spesa annua tra una potenza e l'altra, per un cliente tipo che ricarica un'auto elettrica a casa (4.500 kWh/anno), sono dell'ordine di:
| Confronto potenze | Variazione di spesa |
|---|---|
| 4,5 kW vs 3 kW | + 37 €/anno (*) |
| 6 kW vs 4,5 kW | + 36 €/anno (**) |
| 10 kW vs 6 kW | + 95 €/anno (**) |
(*) la differenza di spesa elettrica varia sulla base dei consumi da 37 €/anno a 100 €/anno. (**) la differenza di spesa elettrica non varia sulla base dei consumi.
Cosa devo installare sull'impianto elettrico e di che attrezzatura devo disporre per ricaricare l'auto da casa?
La ricarica elettrica dell'auto nella propria abitazione può avvenire in diverse modalità a seconda delle prese e dei sistemi di alimentazione di cui si dispone. Tutto l'equipaggiamento per la ricarica può essere acquistato sia dalle case automobilistiche, sia dai gestori di rete, sia da aziende specializzate nei sistemi di ricarica per la mobilità elettrica.
Per il punto di ricarica domestico si può ricorrere ad una delle seguenti configurazioni.
- Ricarica da Wall box Modo 3. Consiste nell'installare una stazione di ricarica domestica a muro (Wall box / home station) che garantisce massima sicurezza nel processo di ricarica e comodità per le operazioni quotidiane. La wall box è già munita di cavo e connettore (circa 700 €) oppure di presa dedicata (circa 600 €) a cui è possibile connettersi con connettore asportabile (circa 300 €) utilizzabile anche per la ricarica pubblica. È importante scegliere al meglio la potenza della wallbox, che è in genere un compromesso tra la potenza dell'utenza elettrica e quella accettata dal veicolo;
- Ricarica da presa convenzionale Modo 2. È necessario munirsi di un cavo di ricarica "Modo 2" che consente di connettere la propria auto a prese elettriche convenzionali (domestiche e industriali) disponendo di un opportuno sistema di protezione. Alcune case madri forniscono questo tipo di cavo in dotazione con il veicolo. Nel caso di acquisto, il prezzo varia dai 250 € per gli apparecchi che accettano livelli di corrente fissi pari a 10 A (2,3 kW) ai 550 € nel caso di corrente regolabile da 6 a 32 A (1,4-22 kW), che consente una maggiore flessibilità di impiego e di ricaricare più velocemente quando si dispone di potenze più elevate di quelle generalmente presenti a livello domestico. Inoltre è opportuno dotarsi di una presa smart con timer (circa 50 €) che consente di programmare più comodamente la ricarica.
La ricarica tramite Wall box è generalmente la soluzione da preferire per il posto auto abituale, mentre la ricarica Modo 2 si presta meglio quando si è in viaggio, anche se qualora quest'ultima venga effettuata con qualche accorgimento (es. installando una presa industriale, utilizzando un cavo di ricarica con corrente regolabile, opportuni supporti per fissarla al muro) può offrire le stesse garanzie e comodità della prima.