Cop23 a Bonn: Paesi riuniti per mantenere gli accordi di Parigi

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La Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima si riunirà a novembre a Bonn, in Germania, per discutere dei cambiamenti climatici e di come poter intervenire per contrastarne gli effetti.


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Bonn 2017: si riunisce la Cop23 per definire le nuove strategie per contrastare il riscaldamento climatico

Dal 6 al 17 novembre, a Bonn, si terrà la Cop23, cioè la 23esima Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC), la cui sede è proprio nella città tedesca. La presidenza dell'evento viene assunta dai Paesi a rotazione e questa edizione sarà presieduta dal governo delle isole Fiji: questa scelta è molto importante perchè per la prima volta dà voce ad una delle isole del Pacifico destinate a scomparire a causa del cambio climatico.

Gli obiettivi di questo vertice internazionale saranno principalmente tre:

  • Portare avanti quanto accordato a Parigi nella Cop21
  • Definire le linee guida per i finanziamenti, la tecnologia e il miglioramento delle competenze
  • Strutturare le proposte per la Cop24 che avrà sede in Polonia

Cambiamenti climatici: a cosa sono dovuti?

I maggiori responsabili dell’aumento della temperatura del pianeta sono stati identificati come gas serra, cioè tutti quei gas che si trovano nell'atmosfera e che riescono a trattenere il calore emanato dai raggi del sole. Questi gas formano quindi una sorta di cappa che trattiene il calore emesso dal nostro pianeta: questo rimane così bloccato nell’atmosfera, aumentando quindi l’effetto serra.

Questo aumento della temperatura, che cosa comporta per il nostro pianeta? Per prima cosa, l’innalzamento della temperatura provoca:

  1. Lo scioglimento dei ghiacciai e, di conseguenza, l’innalzamento del livello del mare
  2. L’aumento del ph degli oceani, il che si traduce in pericolo per le specie animali che li popolano
  3. La desertificazione, causata dalla degradazione del suolo e la conseguente scomparsa della biosfera

L’aumento delle temperature sono anche la causa principale di inondazioni, aumento di siccità e cambiamenti nel settore agricolo: si teme infatti che queste variazioni climatiche possano influire in modo drastico anche sul ciclo stagionale e sulle coltivazioni.

Ripercussioni sociali, politiche ed economiche

I danni che può provocare l’innalzamento delle temperature non sono solo a livello climatico ed ambientale, ma anche sociale: il caldo infatti è pericoloso per la salute di persone anziane e affette da malattie; l’aumento dell’inquinamento atmosferico può provocare, inoltre, nuove malattie a cui l’uomo non ha sviluppato anticorpi. Anche a livello economico e politico, l’innalzamento delle temperature ha provocato importanti danni: basti pensare, a tutte quelle persone costrette a migrare in altri paesi a causa di eventi climatici che provocano, ad esempio, uragani e inondazioni.

Cop21, Parigi 2015: cosa è stato deciso

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Dal 30 novembre all’11 dicembre del 2015 le Nazioni Unite si erano riunite a Parigi per discutere gli effetti catastrofici del riscaldamento climatico e come contrastarli. Dopo attente analisi al problema, sono state proposte alcune misure da adottare per contrastare il cambiamento climatico e l’innalzamento della temperatura del nostro pianeta. Quello che gli stati si sono proposti con la Cop21 è questo:

  • Mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 °C, con l'impegno di arrivare a 1,5 °C
  • Aiutare economicamente i paesi in via di sviluppo, attraverso fondi che arriveranno fino a 100 miliardi di dollari all’anno
  • Adottare delle misure di sicurezza e degli speciali programmi di intervento per salvaguardare le zone più a rischio

Inoltre gli Stati che hanno preso parte all’accordo dovranno comunicare periodicamente i progressi raggiunti entro il 2023. I propositi sono buoni, ma bisognerà vedere se effettivamente i Paesi riusciranno a rispettare quanto deciso a Parigi: questo purtroppo sembra difficile, basti pensare che Cina e India (le più grandi economie emergenti) sono le maggiori produttrici di gas serra. A questa va aggiunta l’uscita di scena degli Stati Uniti con l’addio all’accordo di Parigi

Ritiro annunciato degli Stati Uniti: cosa comporterà?

Gli USA escono dall'accordo di Parigi

Donald Trump si è pronunciato contro gli accordi della Cop21 e ha ritirato gli Stati Uniti dal progetto mondiale contro l’aumento delle emissioni nocive nell’atmosfera.

Gli USA non sono solo una grande potenza a livello politico ed economico, ma giocavano un ruolo cruciale anche a livello ambientale, essendo tra i paesi che più gas serra emanano nell’atmosfera (sono infatti il secondo produttore mondiale di gas serra, con il 15% delle emissioni globali, dopo la Cina). La scelta degli Stati Uniti potrebbe influenzare negativamente anche altri paesi e rallentare l’impegno nella riduzione delle emissioni.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Angela Merkel, Paolo Gentiloni ed Emmanuel Macron che hanno pubblicato una nota congiunta sull’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi:

"L'Accordo di Parigi rimane una pietra angolare della cooperazione tra i nostri paesi per affrontare efficacemente e tempestivamente i cambiamenti climatici e per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda del 2030. Crediamo fermamente che l'accordo di Parigi non possa essere rinegoziato, in quanto strumento vitale per il nostro pianeta, le società e le economie. Siamo convinti che l'attuazione dell'accordo di Parigi offra grandi opportunità economiche per la prosperità e la crescita nei nostri paesi e su scala globale".

Le 10 città più verdi del mondo

La tematica ambientale interessa tutti, ma alcune città stanno facendo più di altre: qui ti presentiamo la classifica delle 10 città del mondo più attente all'ambiente. Il dato negativo è che nessuna città italiana appare nell'elenco stilato DualCitizenLLC, una società di consulenza americana specializzata in questioni di sostenibilità ambientale.

  1. Copenhagen. Le macchine sono pochissime e le bici corrono in città per oltre 1 milione di chilometri al giorno; un negozio su dieci vende cibo bio e l'edilizia è sostenibile. Tutte queste caratteristiche l'hanno portata ad essere la città più verde al mondo.
  2. Stoccolma. Capitale green europea già dal 2010, Stoccolma è la seconda città più verde al mondo, grazie al numero dei parchi della città, i negozi di alimentari biologici e le boutique di moda ecosostenibile.
  3. Vancouver. L'obiettivo della città canadese è quello di diventare la città verde per eccellenza entro il 2020, attraverso la riduzione dei rifiuti, acqua e aria meno inquinate e il trasporto urbano molto efficiente ed ecosostenibile.
  4. Oslo. Entro il 2019 Oslo vuole diventare la prima capitale al mondo in cui non circoleranno più automobili: per favorire tutto ciò, è in progetto una pista ciclabile di oltre 60 km per collegare tra loro tutte le parti della capitale norvegese. Si dovesse riuscire nell'intento sarebbe una svolta veramente sorprendente, pensando che la Norvegia è il maggior produttore di petrolio in Europa.
  5. Singapore. Se Singapore è conosciuta nel mondo come "città giardino" un motivo ci sarà: oltre il 20% degli edifici del centro città sono green. Inoltre nella periferia della città- stato sono stati creati una serie di edifici popolari completamente ecosostenibili.
  6. New York. La grande mela è famosa non solo per il traffico nelle sue strade, ma anche per le grandi e numerose aree ecologiche, come Central Park e l'High Line, ex stazione ferroviaria trasformata in un parco pensile nel bel mezzo di Manhattan.
  7. Berlino. Molti i tetti green nella capitale tedesca: a Berlino molti edifici hanno impianti particolari sui tetti per poter immagazzinare l'acqua piovana, purificarla e riutilizzarla per irrigare e anche per i servizi igienici della cittá.
  8. Helsinki. La capitale della Finlandia è all'avanguardia già da anni nelle politiche di sostenibilità: basti pensare al sistema centrale di teleriscaldamento e teleraffreddamento presente in tutta Helsinki. L'ultima idea adottata dai finlandesi è quella di recuperare l'energia termica dei computer e riutilizzarla per riscaldare la città.
  9. Parigi. Dopo la Cop21, la Francia e Parigi, in particolare, sono sotto gli occhi di tutti: la città ha risposto con una serie di iniziative, tra cui la possibilità per i cittadini di creare orti urbani e curare piante e fiori del quartiere di residenza.
  10. Tokyo. La città ha investito in una serie di parchi: l'esempio più ecclatante è il Tama Zoo, un parco animalistico di 52 ettari. Inoltre nella capitale del Giappone si pratica lo street- fishing, che però obbliga a rilasciare immediatamente i pesci pescati.

Microgrid: primo esperimento a New York Nel quartiere di Brooklyn è prevista l'installazione di microgrid (gruppo localizzato di fonti di elettricità e accumulo che lavora connesso alla rete elettrica) in un complesso di 625 appartamenti

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