Energia rinnovabile: prima fonte mondiale entro il 2025

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report energia rinnovabile

Pubblicato da Carmela Maggio e revisionato da Marina Lanzone, il 14/02/2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

Le fonti d'energia sostenibile nei prossimi 3 anni potrebbero superare quelle a carbone, conquistando il primo posto a livello mondiale. È quanto previsto dal report sul mercato dell’energia elettrica per il 2023 di Iea (Agenzia Internazionale dell’Energia). Si ipotizza una crescita della domanda di energia elettrica prodotta dal nucleare e dalle rinnovabili per il 2025. Queste due fonti potrebbero coprire quasi tutto l’aumento della domanda globale.

A capo della crescita della produzione di energia prodotta dal nucleare ci sarà l’Asia (in testa con India, Cina e Giappone). A seguire i reattori in Francia. Tali nazioni avranno una crescita di circa 302 TWh entro il 2025, ossia da 2.684 TWh nel 2022 a 2.986 TWh dopo tre anni. Quindi, si suppone che il 70% dell’aumento di energia nucleare verrà dall’Asia con India e Cina.

I numeri delle rinnovabili contro il carbone crescono: la previsione di Iea parla di una salita da 8.349 TWh del 2022 fino a 10.799 TWh per il 2025. L’energia prodotta da fonti a carbone, invece, sembra rimanere stabile: 10.325 TWh nel 2022 e 10.217 TWh nel 2025.

Dati per domanda e offerta di energia elettrica 2025 

L’ Agenzia Internazionale dell’Energia ha previsto dati crescenti sia per quanto riguarda la domanda di elettricità da parte dei consumatori sia per quanto concerne l’offerta dei fornitori.

In generale, nei prossimi tre anni, si prevede una crescita della domanda di energia elettrica del 3% in media all’anno, a confronto del 2,4% del periodo della pandemia. In termini di terawattora, la richiesta aumenterà di 2.493 volte, arrivando nel 2025 a livello mondiale a 29.281 TWh.

Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha dichiarato in merito alla domanda di elettricità:

La crescente domanda di elettricità nel mondo punta ad accelerare, aggiungendo più del doppio dell'attuale consumo del Giappone nei prossimi tre anni. La buona notizia è che le rinnovabili e il nucleare stanno crescendo abbastanza rapidamente per soddisfare quasi tutta questa fame ulteriore.

Anche sul fronte dell’offerta di energia elettrica, i dati previsti da Iea sono in crescita, soprattutto per l’energia green: la produzione di elettricità da fonti sostenibili in 3 anni potrebbe essere di 2.450 TWh, un numero che è uguale al 98% dell’aumento della domanda.

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Fonti rinnovabili in Italia: come sono andate nel 2022?

In attesa che le previsioni di Iea si realizzino, sembrerebbe che in Italia nel 2022 la produzione di energia pulita sia calata del 13%, scendendo a quota 98,4 sotto i 100 TWh. Questa cosa non succedeva dal 2014.

Nel 2022, le quote Fer, che si riferiscono all’energia rinnovabile prodotta, sono così spartite:

  • solare  28%;
  • eolico  20,7%;
  • idrico  28,4%;
  • biomasse  17,4%;
  • geotermico  5,5%.

L’anno scorso le rinnovabili hanno subito:

  • una perdita di circa 17 TWh per energia proveniente dall'idroelettrico probabilmente causata dalla siccità, con un calo del 37,7%; 
  • un calo di energia prodotta dall'eolico dell’1,8%;
  • una riduzione della geotermica di 1,6%.

L’unica fonte sostenibile che ha rilevato un aumento è il fotovoltaico. Solo questo settore ha registrato una crescita dell’11,8% (+2,9 TWh), portando la produzione annuale a quota 27,5 TWh.

Nonostante questi dati non siano particolarmente entusiasmanti, la capacità installata di fonti rinnovabili nel 2022 è aumentata di 3 gigawatt con quasi 1,7 GW rispetto al 2021. Quindi, in questo caso c’è stata una crescita del 124% nel 2022, se si paragonano  dati a 1,3 GW circa del 2021.

Secondo Terna, nel 2022 le fonti non rinnovabili hanno soddisfatto il 55,3% del fabbisogno di energia elettrica di 316,8 TWh. In particolare, dal 2021 al 2022 la generazione termoelettrica è cresciuta di 6% (11 TWh), mentre il carbone del 61,4%.

Perché è importante investire nelle fonti rinnovabili?

Secondo quanto riportato da LaRepubblica, investire nelle fonti rinnovabili ha due vantaggi: non solo fa bene all’ambiente ma anche all’occupazione.

A confermarlo è il "Piano 2030 per il settore elettrico" presentato l'8 febbraio 2023 a Roma nei pressi della Fontana di Trevi alle ore 10.00 da Elettricità Futura (l'associazione che riunisce le imprese che producono il 70% dell'elettricità in Italia) con la presenza di due ministri (Picchetto Fratin per L'Ambiente e la Sicurezza energetica e Adolfo Urso per le Imprese e il Made in Italy), il quale prevede che in soli 7 anni si potrebbero creare mezzo milione di posti di lavoro con benefici economici di 361 miliardi di euro e 270 miliardi di tonnellate di CO2 in meno nell’atmosfera terrestre. La ricerca presentata dall’associazione è stata fatta da Enel Foundation con la collaborazione della stessa associazione Elettricità Futura e Althesys.

Inoltre, come ha ricordato l'Ad di Althesys, Alessandro Marangoni, durante la presentazione, il Piano prevede la probabilità di riuscire a diminuire nello stesso arco di tempo l’importazione di gas di 160 miliardi di metri cubi. In questo modo si potrebbero risparmiare 110 miliardi di euro

Marangoni ha aggiunto che per creare queste possibili condizioni occorre che il Piano Nazionale energia e Clima si allinei alle indicazioni del RepowerEu, specificando che se venissero installati gli 85 gigawatt di rinnovabili ipotizzati nel Piano, ci potrebbe essere una crescita di natura economica in Italia. Secondo lui, occorrerebbe una strategia industriale nazionale definitiva per cogliere l'aumento economico, perché per la filiera rinnovabile non c'è ancora. 

Ecco il commento del presidente di Elettricità Futura, Agostino Rebaudengo, durante la presentazione:

Per l'energia siamo ancora troppo dipendenti dall'estero, visto che importiamo il 90% dei combustibili fossili con i quali produciamo il 65% dell'elettricità made in Italy. E dobbiamo anche tener conto che nel 2030 i consumi elettrici degli italiani cresceranno fino a 360 terawattora (oggi sono 315 TWh, ndr).

Questi risultati si potrebbero ottenere velocizzando i processi autorizzativi e installando gli 85 GW di strutture di fonti rinnovabili entro il 2023 con un investimento di 320 miliardi di euro circa.

In risposta ad Agostino Rebaudengo, l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, ha detto:

La partita tra rinnovabili e fonti convenzionali di energia è già finita da tempo. E l'hanno vinta le prime grazie ai progressi fatti dalla scienza dei materiali e dalla digitalizzazione. Ora dobbiamo concentrarci sulle reti elettriche, su come portare in modo efficiente l'elettricità prodotta con le rinnovabili a famiglie e imprese. Fortunatamente la rete italiana da questo punto di vista è tra le più avanzate al mondo. La tecnologia oggi permette all'Italia di essere più indipendente dal punto di vista energetico. E le nostre imprese hanno le competenze necessarie: purtroppo, però, sono più apprezzate all'estero che in patria. E sarebbe un vero peccato dover andare a fare queste cose fuori dai confini perché qui non ci sono le condizioni.

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