Offerte Luce e Gas Condominio: l'IVA è al 10%?

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Tutto sull'utenza di energia e gas del condominio, con o senza amministratore

Sei il nuovo amministratore del condominio e devi attivare l'energia elettrica o il gas? In questo articolo troverai tutte le informazioni utili riguardanti le utenze dedicate ai condomini, con codice fiscale o partita IVA.
Ecco qual è l'offerta luce e gas migliore e come scegliere il fornitore per cambiare tariffa e risparmiare.

Nell'articolo troverai anche le indicazioni per cambiare il nome dell'amministratore nel contratto o per cambiare il fornitore per cercare di risparmiare sulla spesa. Scopri quali sono le agevolazioni fiscali di luce e gas per un'utenza condominiale e i documenti necessari per attivarla.

Tariffe per il Condominio: Next e-Business di Sorgenia

Sorgenia propone un'interessante offerta dedicata ai condomini con partita IVA. Il prezzo di luce e gas rimane bloccato per 15 mesi dall'attivazione e in base alla giornata c'è in regalo un Buono Amazon fino a 80€ ad utenza, che raddoppia fino a 160€ se attivi l'offerta dual, ossia luce e gas insieme.

Offerta Next E-Business Luce e Gas di Sorgenia
NOME OFFERTA PREZZO €/kWh - €/Smc VANTAGGI
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Offerte energia elettrica e gas per il Condominio
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Le Offerte Luce e Gas per il Condominio

Nella maggior parte dei casi il contratto della luce e del gas che riguarda un immobile viene gestito direttamente dall'amministratore del condominio. I fornitori propongono in genere tariffe luce e gas dedicate esclusivamente ai proprietari di interi stabili o agli amministratori.
A seconda delle esigenze, come per le utenze domestiche, è possibile scegliere l'offerta in base a diversi criteri:

  • il prezzo dell'energia elettrica e il prezzo del gas: bloccato o variabile
  • le modalità di pagamento: domiciliazione bancaria, bonifico o bollettino
  • la fatturazione: cartacea oppure online, periodicità
  • il deposito cauzionale,
  • la sostenibilità: energia verde proveniente da fonti rinnovabili
  • l'assistenza clienti: canali a disposizione, orari di apertura, App e Area Online
  • i servizi aggiuntivi: assistenza dedicata, software per la gestione del condominio, ecc

A seconda delle situazioni il condominio può avere solamente l'utenza dell'energia elettrica oppure anche il gas metano. La corrente sarà necessaria per l'illuminazione delle scale e dell'androne, per l'ascensore, se presente, e per le altre eventuali apparecchiature elettriche, come pompe per l'acqua ecc.

Il contatore del gas condominiale è presente invece quando il sistema di riscaldamento è centralizzato: in questo caso c'è un'unica caldaia che serve tutti i singoli appartamenti. La spesa del consumo di gas totale viene poi ripartita in base alle tabelle millesimali e in caso, anche al consumo realmente effettuato, misurato attraverso i ripartitori, che dal 2017 sono diventati obbligatori nei condomini.

Il Contratto dell'Utenza Luce e Gas per il Condominio

Nel caso di un'utenza del condominio la tariffa dell'energia elettrica avrà la tipologia chiamata BTA, altri usi in bassa tensione. La potenza impegnata varia in base alle apparecchiature elettriche presenti: per un'utenza condominiale con un ascensore, la potenza può arrivare anche a 16 kW, in trifase, con tensione a 400 V.
Per quanto riguarda il gas l'utenza sarà del tipo "condominio uso domestico" e il contatore del gas metano è di solito di classe G10. 
Il contratto di fornitura va intestato al condominio, che, per questo motivo, dovrebbe avere un apposito Codice Fiscale o una partita IVA che lo identifichi. Tuttavia in molte situazioni dove ci sono pochi condomini l'utenza è intestata ad uno degli inquilini che se ne assume la responsabilità.

Lo sapevi che... Il condominio, anche se non è dotato di personalità giuridica, deve per legge essere titolare di un Codice Fiscale, o partita IVA, che serve per l'intestazione delle bollette di luce e gas.

Quali documenti servono per attivare l'utenza condominio?

La richiesta per l'attivazione Enel del condominio è analoga a quella di un singolo cliente, tuttavia saranno necessari i dati del condominio e del rappresentante dello stesso, che, nella maggior parte dei casi, coincide con l'amministratore.

  • I dati necessari per un contratto luce e gas per il condominio sono:
  • Indirizzo fornitura
  • Dati del condominio: certificato attribuzione del codice fiscale o partita IVA
  • Dati e documento d'identità del rappresentante legale (amministratore)
  • Codice POD o numero cliente dell'utenza luce o codice PDR o matricola contatore dell'utenza gas, se i contatori sono presenti
  • Dichiarazione del rappresentante ai fini dell'applicazione del regime IVA o accisa agevolato
    (se le abitazioni non sono impiegate per attività commerciali o ad uso ufficio)

A chi intestare l'Utenza Luce Condominio Senza Amministratore?

Qualora non ci sia l'amministratore di condominio, dovrebbe essere sempre previsto un referente. In altre parole la riforma del condominio prevede comunque una persona che svolga le funzioni analoghe a quelle dell'amministratore. Ad esempio, un condomino che accetti volontariamente (e gratuitamente) le incombenze e le responsabilità della gestione del condominio.

Quando i condomini sono più di otto, l'assemblea dovrebbe sempre nominare un amministratore del condominio, che rimane in carica per un anno.

Quando è Obbligatorio il Codice Fiscale e l'Amministratore?

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Offerta Luce per il condominio

Quanto sopra indicato è valido anche se il condominio è minimo, ossia se sono presenti fino a 8 unità abitative. La riforma del condominio ha aumentato da 4 a 8, il numero minimo di condomini necessari alla nomina obbligatoria dell'amministratore.
Nel caso di condominio minimo non vi è l'obbligo della nomina dell'amministratore e di un conto corrente condominiale. Tuttavia non svaniscono gli obblighi, anche fiscali, del condominio.
Il codice fiscale resta obbligatorio quindi, anche in assenza dell'amministratore, quando risulta necessario in uno dei seguenti casi:

  • intestazione della fornitura di luce o gas,
  • pagamento di ritenute d'acconto,
  • presentazione modello 770 per la dichiarazione dei redditi,
  • qualsiasi prestazione eseguita per il condominio, con emissione di fattura

In effetti il codice fiscale può risultare necessario anche per altre pratiche di vario genere. Ad esempio, fino a poco tempo fa, per usufruire delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie e di riqualificazione energetica eseguite su parti comuni, era necessario avere un codice fiscale di condominio, anche in caso di condominio minimo. Solo in un secondo momento, con la circolare n.3/E del 2 marzo 2016, l'Agenzia ha eliminato l'obbligo del codice fiscale per i condomini minimi che vogliono beneficiare delle detrazioni.

Differenza tra Codice Fiscale e Partita IVA del Condominio?

Se il condominio dovesse esercitare un'attività commerciale, lo stesso dovrà richiedere la partita IVA.

Diversamente, il condominio che non esercita attività commerciale rilevante ai fini dell’IVA, è comunque obbligato a richiedere il codice fiscale a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, in qualità di soggetto diverso dalle persone fisiche non titolare di partita IVA.

In entrambi i casi esiste sempre un rappresentante legale del condominio, l'amministratore, che sarà il referente dello stesso.

IVA 10% Condominio: è Agevolata nella Bolletta luce e gas?

Dal 2021, l'aliquota IVA per condomini è ufficialmente fissata al 10% a patto che alcuni criteri, che andremo ad esaminare, vengano soddisfatti. Nello specifico, l'IVA applicata sarà del 10% per i condomini se tutte le unità immobiliari sono esclusivamente domestiche. Ciò vuol dire che all'interno del condominio non devono essere presenti esercizi commerciali, come uffici, negozi, ecc.
Nonostante ciò, proprio quest'anno, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito (interpello n° 142/2021) in merito all' aliquota IVA da applicare alla fornitura elettrica di condomini, ha chiarito che l'imposta al 10% potrà essere applicata anche ai condomini ad uso prevalentemente domestico, nel caso in cui sia possibile risalire ai consumi diversi da quelli di tipo domestico.

La risposta n. 142 dell’Agenzia delle Entrate - IVA Condomini 2021 Per avere una maggiore comprensione del dibattito riguardante l'IVA nei condomini, leggi il testo integrale del quesito e della relativa risposta dell'Agenzia delle Entrate in PDF.

Ciò vuol dire che gli eventuali esercizi commerciali presenti all'interno del condominio devono essere totalmente indipendenti dal punto di vista della fornitura di energia elettrica. La presenza di un contatore distinto in grado di registrare i consumi NON ad uso domestico, dunque, garantirebbe al condominio la possibilità di accedere all'IVA al 10%.

Le bollette per un condominio ad uso domestico (uso centralizzato condominiale) prevedono delle agevolazioni:

Imposte agevolate: accise e IVA su gas e luce del condominio
Bolletta Luce Condominio
IVA IVA al 10% sull'energia elettrica se il condominio è ad esclusivo uso residenziale o se gli esercizi commerciali presenti all'interno dell'immobile godono di una fornitura di energia elettrica indipendente.
Accise Imposta erariale (accise) come qualsiasi utenza BTA.
Bolletta Gas Condominio
IVA IVA al 10% fino a 480 mc annui per ogni appartamento, sopra questo limite aliquota ordinaria; le abitazioni che hanno un proprio contatore autonomo di gas metano come combustibile per usi civili sono da escludere.
Accise Aliquota accisa e addizionale regionale agevolata, analogo alle utenze domestiche.

Quando l'IVA è al 22% sull'energia elettrica dei condomini?

In passato per le utenze luce e gas per il condominio erano previste delle agevolazioni fiscali sull'aliquota IVA al 10%, ma solo se nel condominio erano presenti unicamente case ad uso abitativo. Queste agevolazioni erano applicate poiché i beneficiari di tali servizi sono sempre i clienti domestici e come tali hanno una riduzione fiscale analogamente ad un'utenza domestica singola.

Nel 2018 una nota dell'Agenzia delle Entrate ha invertito la rotta, stabilendo l'IVA al 22% per l'energia elettrica delle parti comuni dei condomini.

L'Agenzia delle Entrate ha stabilito che i condomini non hanno diritto all'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10% nelle forniture di energia elettrica, a prescindere dalla presenza o meno, all'interno degli stessi, di unità immobiliari con destinazione diversa da quella residenziale (uffici, studi professionali, negozi, ecc.).

La fornitura luce del condominio non riguarda le singole unità immobiliari (in corrispondenza delle quali la fornitura di energia elettrica è già fatturata con IVA al 10%), ma le parti comuni del condominio. Quindi, con riferimento alla fornitura delle parti comuni, l'Agenzia delle Entrate stabilisce che essa non soddisfa "il requisito dell'uso domestico", in quanto "finalizzata ad essere impiegata esclusivamente in luoghi diversi dall'abitazione".

La nota dell'Agenzia delle Entrate sull'IVA per l'energia elettrica dei condomini 2018 Per tutti i condomini, anche di natura prevalentemente residenziale, l'aliquota applicata sarà quella ordinaria e non agevolata come sottolineato dal chiarimento dell'Agenzia delle Entrate.

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