Rinnovabili: tutti ne parlano...ma le aste rimangono deserte. Il punto

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Rinnovabili aste GSE deserte.
Gli incentivi per le rinnovabili non sembrano essere così appetibili. Scopriamo perché.

L’ultima gara GSE ha visto assegnato solo il 12% degli incentivi per le energie rinnovabili. Mentre si continua a parlare di comunità energetiche e opportunità per fotovoltaico ed energia eolica, le fonti di energia pulita faticano ad avere un impatto a livello nazionale. Perché si è arrivati a questa situazione?


In teoria, l’opinione favorevole sull’impiego delle energie rinnovabili è unanime. In pratica, la situazione è molto più complicata di così. A dimostrarlo è l’ultimo bando di gara del GSE (Gestore dei servizi energetici), andato praticamente deserto.

Degli incentivi destinati alle centrali elettriche per un totale di 2.461 megawatt, sono pervenute richieste solo per 297,7 megawatt. Un misero 12% che fotografa la difficile situazione delle rinnovabili nel nostro paese. E che peggiora il poco lusinghiero dato del quarto bando, che aveva raccolto solo il 25% di richieste per agevolazioni su solare, eolico e altre energie pulite.

Cerchiamo allora di fare il punto della situazione, e vediamo in che modo potrà evolvere questa situazione, grazie anche ai nuovi provvedimenti normativi attesi per l’estate.

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Il quinto bando per le rinnovabili finisce (quasi) senza offerte

Il quinto bando indetto dal GSE, pertanto, è andato quasi deserto. Viene da chiedersi il perché, considerando anche l’importanza che la transizione ecologica – e quindi verso le energie pulite – riveste nei piani del governo a guida Mario Draghi.

Per capire le motivazioni che portano a una situazione del genere, ci si può rifare a quanto scritto più volte da Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura. Sul suo blog, infatti, è possibile identificare quelli che potrebbero essere alcuni dei freni alla definitiva svolta rinnovabile. Tra questi ci sono:

  • La mancanza di incentivi economici per i comuni che ospitano parchi eolici, in modo da contrastare l’eventuale opposizione di associazioni di cittadini e parti sociali. Questo potrebbe attenuare la cosiddetta sindrome NIMBY (acronimo di “not in my backyard”, ovvero non nel mio giardino);
  • La mancata pubblicazione del DM FER2, che però dovrebbe arrivare nei mesi estivi, come vedremo tra poco;
  • L’incertezza sugli interventi normativi a lungo termine.

Un altro freno è dato anche dal mancato coinvolgimento delle realtà agricole. Re Rebaudengo, a questo proposito, spiega:

Bisognerà intervenire anche sui divieti medievali che ad oggi impediscono agli impianti fotovoltaici su aree agricole di partecipare alle aste del GSE, o alle posizioni ideologiche che vedono fotovoltaico e agricoltura come due nemici.

Agostino Re RebaudengoBlog ARR Notes, articolo Transizione Ecologica, ultima chiamata!

Burocrazia farraginosa e resistenze locali. Le rinnovabili vanno bene, quindi, purché siano lontane dal proprio territorio. Ecco spiegati i primi motivi che non consentono alle energie pulite di esprimere appieno il loro potenziale su tutto il territorio italiano. Sintentizzando, i tre punti di maggiore criticità sembrano essere:

  • Difficoltà a ottenere le autorizzazioni per costruire gli impianti;
  • L’opposizione dei comitati di cittadini;
  • La scarsa cooperazione di sindaci e politici locali.

Sarebbe un errore, però, addossare tutte le colpe alle amministrazioni locali, o ai comitati di cittadini. Perché le brusche frenate verrebbero anche dall’alto, come spiega Simone Togni, presidente ANEV (Associazione nazionale energia del vento). Intervistato da Ansa, ha espresso il suo punto di vista con una certa rassegnazione, evidenziando anche la mancata evoluzione dello scenario normativo:

Il problema vero per noi è il Ministero dei Beni Culturali, che blocca sistematicamente tutte le autorizzazioni, in nome della tutela paesaggistica - spiega Togni -. Noi chiedevamo che il parere dei Beni Culturali fosse obbligatorio solo dove ci fosse un vincolo ambientale. Oggi le Sovrintendenze danno pareri anche in assenza di questo vincolo. Questo passaggio non è stato eliminato. Anzi, nel DL Semplificazioni si prevede che la Valutazione di impatto ambientale (Via) sia concessa di concerto con il Mibac.

Simone TogniAnsa, articolo Rinnovabili: Arrigoni (Lega),nuovo flop aste per rinnovabili.

Si dovrà dire addio agli incentivi per le rinnovabili?

Quella delle rinnovabili è una opportunità che potrebbe diventare una occasione sprecata. Questo perché l’Italia, secondo gli accordi europei, dovrebbe adeguarsi ai target di decarbonizzazione entro il 2030. Ciò significa che dovranno essere installati 70 GW di capacità in meno di 10 anni.

La mancanza di investimenti – che si traduce in mancanza di richieste di incentivi – deriva dai motivi descritti in precedenza. Gli investitori vogliono certezze, prima di aprire i cordoni della borsa. Questa dinamica porta a una situazione di stallo, anche dal punto di vista normativo, sintetizzata dal senatore leghista Paolo Arrigoni:

A fronte di una palese inefficienza autorizzativa per gli impianti, non basta parlare di decreto Semplificazioni ma occorre vararlo con urgenza e con misure efficaci. È evidente che non sia possibile continuare in questo modo e che a meno di un intervento radicale ed efficace del nuovo decreto dovremo rassegnarci a dire addio agli obiettivi sulle rinnovabili della transizione energetica.

Paolo Arrigoni Ansa, articolo Rinnovabili: Arrigoni (Lega), nuovo flop aste per rinnovabili.

La svolta, in ogni caso, potrebbe giungere nei prossimi mesi, grazie all’arrivo di nuove disposizioni.

Il bando per le rinnovabili proponeva incentivi anche per l'eolico.
Il bando GSE per le rinnovabili proponeva incentivi anche per l'eolico.

Il futuro delle rinnovabili: il decreto FER2

La speranza più concreta per il futuro delle rinnovabili in Italia si chiama FER2, decreto atteso ormai da diverso tempo.

Secondo il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, il nuovo piano sarà pronto entro questa estate. Anche il Pitesai, ovvero il Piano regolatore dei luoghi dove cercare e sfruttare i giacimenti nazionali, dovrebbe essere pubblicato entro il 30 settembre. La situazione sembra essere simile pure per quanto riguarda il Pniec, il Piano nazionale su energia e clima. Il ministro ha assicurato che il lavoro di aggiornamento sta procedendo spedito.

Dalla effettiva implementazione di queste iniziative dipende, evidentemente, il futuro delle energie rinnovabili nel nostro paese. C’è chi però guarda al futuro con un certo ottimismo. Si tratta di Andrea Ghiselli, ceo di EF Solare. Durante il suo intervento al Renewable Energy Report 2021 del Politecnico di Milano, ha sottolineato l’importanza che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) potrà rivestire anche per il settore delle rinnovabili:

Lo scenario attuale che si presenta con il Pnrr apre a nuove opportunità per incrementare l’utilizzo delle energie rinnovabili nel sistema elettrico nazionale e per digitalizzare le infrastrutture. È necessario riformare e semplificare, attraverso una precisa visione d’insieme, le procedure autorizzative e lo sviluppo dell’infrastruttura di trasmissione, in modo tale da sbloccare e indirizzare gli investimenti connessi. Oggi più che mai, inoltre, occorre affrontare senza ideologie la valutazione dei costi e dei benefici delle rinnovabili.

Andrea GhiselliAnsa, articolo Rinnovabili: EF, a solare basta 0,4% suolo agricolo.

Il presente: comunità energetiche e gruppi di autoconsumo

L’interesse per le rinnovabili può essere fiaccato da normative e iniziative locali, ma ciò non sembra fermare l’azione di grandi produttori e consumatori. Che continuano a stipulare contratti per la fornitura diretta di energia pulita. Due degli accordi più recenti riguardano Axpo Italia e Canadian Solar, che hanno stretto una intesa per l’acquisto di energia solare proveniente da impianti posti tra Ragusa ed Enna, in Sicilia.

Allo stesso tempo, la belga Solvay ha stipulato un accordo con Falck Renewables. L'intesa prevede la produzione di energia solare in impianti pugliesi, che per la maggior parte verrà distribuita negli stabilimenti italiani della compagnia. La riduzione di emissioni di CO2 prevista in un anno è di oltre 15mila tonnellate.

E mentre gli incentivi per i grandi impianti arrancano, aumenta sempre di più l’interesse sul tema delle comunità energetiche e gruppi di autoconsumo. Uno degli strumenti indicati dall’Unione Europea come via per ridurre la povertà energetica dei territori (anche grazie al reddito energetico), e diminuire l’impatto ambientale della produzione elettrica.

*La richiesta del preventivo è online e gratuita al 100%. È consigliato inserire tutte le informazioni richieste per ricevere una stima di spesa accurata.

Anche in questo caso, però, è necessario che la produzione legislativa segua le esigenze di cittadini e imprese. C’è tempo fino al termine di giugno per adeguare la normativa italiana alle Direttive Europee in tema, come spiegavamo nell’articolo: “Comunità Energetiche Rinnovabili: entro giugno 2021 arriverà il recepimento?” Non resta che vedere se e come evolverà anche questa importante vicenda legata alle rinnovabili.

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