Cassazione: rubare energia non è "atto di necessità"

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L’energia elettrica non è un bene indispensabile. A deciderlo è la Corte suprema di cassazione, il giudice di legittimità di ultima istanza nel nostro ordinamento giuridico.


Confermata la condanna per furto di energia elettrica nei confronti di una donna pugliese colpevole di essersi abusivamente allacciata alla rete elettrica a causa delle sue precarie condizioni economiche.
Una decisione che fa riflettere e divide: se da un lato è giusto punire un furto, dall’altro definire la corrente elettrica come un bene non indispensabile lascia perplessi.

Cassazione: l'energia elettrica non è un bene indispensabile

Ricorso respinto: l’allaccio abusivo è un furto

La quarantacinquenne delle provincia di Lecce aveva chiesto clemenza per essersi allacciata abusivamente alla rete elettrica, appellandosi allo "stato di necessità".
Ma niente da fare, secondo la Corte Suprema chi ruba energia elettrica non ha scuse: neppure quella di non poter pagare la bolletta. L’energia elettrica non è un bene indispensabile, al contrario, il suo utilizzo procura "agi ed opportunità". In altre parole, vivere senza elettricità non metterebbe a rischio la sopravvivenza e chi ne gode abusivamente deve pagare per l’illecito.

La corrente elettrica può essere un bene indispensabile?

I beni cosiddetti indispensabili sono necessari ai fini delle sopravvivenza oppure hanno un alto valore morale e sociale. In quanto tali devono essere giuridicamente salvaguardati ed assicurati a tutti gli esseri umani. Ora, l’energia elettrica non è di fatto indispensabile alla sopravvivenza ma che ne è del suo valore sociale?

Il 16% della popolazione mondiale è senza elettricità

Senza contare il fatto che ancora oggi più del 16% della popolazione mondiale non ha l’elettricità, per molti sarebbe difficile anche solo immaginare di vivere un giorno senza corrente elettrica. Come ricorda l’Iea (Agenzia Internazionale dell’Energia) ogni economia avanzata necessita di un accesso sicuro all'energia moderna per sostenere lo sviluppo economico e sociale. Dunque definire tout court l’energia elettrica come un bene non indispensabile significa avere una visione ristretta del problema.

D’altro canto chiudere un occhio sugli allacci abusivi lasciandoli passare come "atto di necessità" aprirebbe le porte all’illegalità, complicando ancora di più la gestione di un sistema energetico già molto complesso e poco comprensibile dagli utenti. Inoltre va ricordato che tutti i furti di energia vanno a finire nelle cosiddette perdite di rete pagate in bolletta da tutti gli utenti.

Quale soluzione per chi non riesce a pagare la bolletta

Come si legge nel rapporto annuale dell’Autorità, la sospensione della fornitura elettrica per morosità assume dimensioni rilevanti. Tralasciando i casi di inefficienza da parte dei fornitori (ritardi nella fatturazione, mancati solleciti di pagamento, ecc) il fenomeno è principalmente riconducibile alla crisi economica che ha colpito molti italiani. Per fortuna il furto d’energia non è la soluzione al problema.
L’Autorità dell’energia elettrica ed il gas fronteggia la morosità con strumenti mirati, quali:

Mentre il bonus luce dà diritto ad agevolazioni in bolletta alle famiglie con disagio economico e fisico; la rateizzazione viene incontro a chi non può permettersi di versare l’intera somma della bolletta prima della scadenza. Pertanto qualcosa si è mosso nel settore dell’energia a favore di chi è economicamente svantaggiato, bisognerebbe però sforzarsi un po’ di più per far conoscere questi strumenti agli utenti che spesso non ne hanno consapevolezza.
Inoltre congiuntamente alla richiesta del bonus elettrico, praticare comportamenti virtuosi può aiutare ad abbassare in bolletta:

  • limitare gli sprechi. Per una famiglia italiana con consumi di 2700 kWh, la corrente elettrica costa circa 1,45 € al giorno, all’incirca il costo di un caffè e mezzo.
    Contenere i consumi aiuta a diminuire il costo annuo.
  • scegliere un’offerta con un prezzo luce conveniente. Per maggiori informazioni contattaci al numero 010.848.01.61
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