La Tari (Tassa Rifiuti) in Bolletta Luce? Facciamo il punto della situazione

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Tari in bolletta luce.
Una proposta di Italia Viva mira a cambiare il metodo di pagamento della Tari.

La Tari, tassa sui rifiuti, potrebbe essere inclusa nella bolletta della luce, come accade con il canone RAI. La proposta di Italia Viva riprende un emendamento della Lega risalente al 2018, ed è al vaglio del governo in questi giorni.


Per una tassa che potrebbe uscire dalla bolletta della luce, eccone un’altra che potrebbe entrarci. A inizio maggio, infatti, si era parlato di un possibile stop al Canone RAI in bolletta a partire dal 2022. Adesso, invece, ecco la nuova indiscrezione: la fattura della luce potrebbe appesantirsi con l’importo della Tari, la tassa sui rifiuti.

Cerchiamo di fare il punto della situazione, approfondendo quanto sia reale il rischio di vedersi addebitato in bolletta una nuova tassa.

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Tari in bolletta luce: l’idea di Italia Viva

È il partito guidato da Matteo Renzi, Italia Viva, ad aver avanzato la proposta di introdurre nelle bollette della luce l’importo della Tari. A farsi portavoce dell’iniziativa sono stati i deputati Gennaro Migliore e Ciro Buonajuto, oltre che il presidente della Commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin.

I tre hanno spiegato che la ragione alla base di questa proposta sarebbe la necessità di evitare che, per l’ennesima volta, i disavanzi registrati nel 2021 vengano “spalmati” nei prossimi anni:

Compito della politica non è continuare a mettere la polvere sotto il tappeto, ma avere il coraggio di pulirla e evitare che si continui ad accumulare. Sui comuni a rischio dissesto, la politica ci pensi bene prima di violare per la terza volta una sentenza della Corte Costituzionale, che impone di non spalmare i disavanzi in 30 anni, condizionando così le future amministrazioni e spostando il problema sempre un po` più in avanti senza mai risolverlo.

Gennaro Migliore, Ciro Buonajuto, Luigi MarattinIl Mattino, articolo Tasse locali nella bolletta Enel, ecco la mossa contro l’evasione.

Per contrastare questi squilibri economici, allora, i tre esponenti di governo hanno avanzato la loro soluzione:

Noi abbiamo una proposta concreta. Paghi lo Stato, ma – spiegano gli esponenti di Italia Viva - in cambio della risoluzione una volta e per tutte del problema della riscossione: inseriamo la tassa rifiuti nella bolletta elettrica (come fu fatto per il canone Rai) e rendiamo obbligatorio l'invio del bollettino Imu pre-compilato a domicilio. Sono scelte forti e non senza controindicazioni: ma sono l'unico modo per risolvere alla radice il problema.

Gennaro Migliore, Ciro Buonajuto, Luigi MarattinIl Mattino, articolo Tasse locali nella bolletta Enel, ecco la mossa contro l’evasione.

La nuova iniziativa di Italia Viva, in ogni caso, è stata confermata dallo stesso Marattin in un tweet apparso sul suo profilo Twitter ufficiale:

L’emendamento della Lega sulla Tari

L’idea di inserire la Tari nella bolletta Enel e degli altri gestori della luce è tornata alla ribalta grazie a Italia Viva. Il partito di Matteo Renzi, in ogni caso, non è il primo che tenta di far includere questa tassa nelle fatture dell'elettricità.

Nel dicembre 2018, fu la Lega di Matteo Salvini a inserire un emendamento alla legge di bilancio. Si prevedeva così la possibilità di introdurre il prelievo della Tari direttamente in bolletta. L’emendamento, alla fine, non trovò spazio anche per via della forte opposizione riscontrata da più parti. Federconsumatori, all’epoca, si esprimeva così:

L’idea è semplicemente impensabile. Condividiamo la necessità di un contrasto all'evasione in relazione a tale imposta, ma la soluzione non è certo quella di aggravare la spesa bimestrale dei cittadini, che già a fatica arrivano a fine mese.

FederconsumatoriIl Messaggero, articolo Tari nella bolletta della luce come il canone Rai: ecco quanto costerebbe.
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La posizione del Comune di Palermo e le agevolazioni del governo

L’idea di inserire la Tari nella fattura della luce crea evidenti divisioni e distinguo. Considerando che la riscossione della tassa è materia comunale, è inevitabile che alcuni esponenti della politica locale si siano espressi su questa nuova iniziativa.

La reazione più importante, per ora, viene dalla Sicilia. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si sarebbe detto favorevole all’iniziativa. A confermarlo sono due esponenti della Giunta, Valentina Chinnici e Massimo Giaconia, che hanno spiegato:

L’inserimento della Tari nella bolletta della luce è una misura utile a contrastare l’evasione ancora altissima. Data la scarsa capacità di riscossione, a fronte del fatto che la gestione dei rifiuti e il loro conferimento per legge devono essere coperti dal gettito Tari, non vediamo valide alternative.

Valentina Chinnici e Massimo Giaconia PalermoToday, articolo Rifiuti ed evasione, il Comune pensa alla Tari in bolletta: Avanti insieme si dice favorevole.

D’altra parte, la situazione siciliana riflette in qualche modo quello che succede anche in altre parti d’Italia. Nell'isola, però, l’evasione della Tari nel 2021 ha raggiunto punte del 45%, con un disavanzo di circa € 193 milioni.

È bene dire che non si tratta sempre e solo di evasione. Specie in questo difficile periodo, viene anche riconosciuta l’oggettiva difficoltà di molti cittadini a pagare. Per questo motivo, nel decreto legge n. 73/2021 (c.d. “decreto Sostegni bis”) sarebbe prevista proprio una agevolazione sulla tassa in questione da € 600 milioni:

In relazione al perdurare dell’emergenza epidemiologica, al fine di attenuare l’impatto finanziario sulle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’Interno, un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per l’anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della Tari.

Decreto legge n. 73/2021, art. 6 comma 1, Agevolazioni Tari.

Pagamento Tari: come funziona adesso?

In attesa di capire se il metodo di riscossione della tassa sui rifiuti cambierà, è utile fare un breve ripasso della situazione attuale. Al momento, con la Tari si va a pagare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Come anticipato, si tratta di una imposta locale, con particolari e metodologie che possono cambiare a seconda del comune di appartenenza.

Chi deve pagare la Tari? La Tari è dovuta da chi detiene o possiede a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nella categoria rientrano quindi proprietari di immobili, inquilini con contratto di affitto superiore ai sei mesi, i soggetti che offrono servizi in aree commerciali e in multiproprietà.

Nella maggioranza dei casi, il pagamento della Tari avviene in tre tranche:

  1. Un primo acconto, da pagare entro fine aprile;
  2. Un secondo acconto, da pagare entro fine luglio;
  3. Il saldo finale, da pagare entro fine anno.

Le modalità di pagamento previste dai comuni di norma sono:

  1. Modello F24;
  2. Bollettino postale;
  3. MAV.

Se l’iniziativa di Italia Viva dovesse andare in porto, il pagamento della tassa potrebbe seguire lo schema adottato per il canone RAI. Al momento, infatti, l’imposta sul possesso di apparecchi televisivi viene addebitata in dieci rate mensili, per un totale che nel 2021 è stato di € 90. Non resta che vedere, allora, come si svilupperà la situazione nel prossimo futuro.

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