tariffe edison gas

Ricevi un Preventivo Gratuito per l'Installazione del Fotovoltaico

Compila il form per ricevere un preventivo dai migliori fornitori di pannelli fotovoltaici.

Impianto Minieolico Casa: perché sceglierlo?

Da sempre, la principale fonte di energia per l’uomo deriva dal vento: sapendolo sfruttare a proprio vantaggio, l’uomo lo utilizzava già nel 2000 a.C. per produrre la farina attraverso i mulini. A distanza di secoli, siamo arrivati alla creazione di veri e propri parchi eolici, che trovano larga diffusione anche in Europa, in grado di produrre elettricità utilizzando l’energia cinetica prodotta dalle pale senza emettere nessun tipo di gas serra.

Per molti anni il metodo eolico si è scontrato con una lunga serie di restrizioni che ne hanno impedito lo sviluppo, soprattutto per l’impatto visivo che le turbine degli impianti hanno sull'ambiente. Per fortuna, la sua efficienza si è rivelata vincente, puntando su una produzione di energia molto più elevata e su costi molto più contenuti, per esempio, dei pannelli fotovoltaici.


Che cos'è l’energia eolica?

Per energia eolica si intende, letteralmente, l’energia cinetica del vento, oltre che la sua trasformazione in energia elettrica o meccanica. Mentre in passato si sfruttava per l’uso della vela o dei mulini a vento, oggi trova la sua principale applicazione nella produzione dell’energia. La fonte primaria è quindi data dal vento, ovvero il movimento dell’aria sulla superficie terrestre che si muove tra zone di alta e bassa pressione.

La Terra non è riscaldata in modo uniforme dal sole e le differenze di pressione si originano proprio dalle differenze di temperatura. Due punti con pressione atmosferica differente danno origine ad una forza chiamata forza del gradiente di pressione che, operando su una massa d’aria nel tentativo di ristabilire l’equilibrio, crea appunto il fenomeno del vento.

La presenza e la forza del vento sono aspetti decisamente variabili: non tutte le zone della terra, quindi, sono naturalmente predisposte a sfruttarne le potenzialità e questo è uno dei primi fattori da tenere in considerazione nel momento in cui si decide di investire in questo settore. In Italia è l’ANEV l’associazione che riunisce circa 70 aziende attive nell’ambito dell’eolico.

Il suo scopo primario è quello di promuovere la fonte eolica nel rispetto dell’equilibrio tra insediamenti e natura e la ricerca tecnologica finalizzata all’utilizzo del vento come risorsa utile e indispensabile per la produzione di energia elettrica. Anche grazie al contributo italiano, nel 2016 l’energia eolica ha rappresentato il 51% della nuova potenza installata su tutto il territorio.

Energia Eolica: panoramica generale in Europa

In Europa l’eolico è diventato la seconda fonte di energia, superando addirittura l’imbattibile carbone e coprendo l’11% del fabbisogno elettrico dei Paesi dell’UE. Inoltre, questo settore riesce a dare lavoro ad oltre 300mila persone, stima destinata ad aumentare nei prossimi anni.

Nonostante la presentazione sia abbastanza favorevole, la distribuzione dei parchi eolici in Europa non è del tutto omogenea: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Italia riescono, insieme, a produrre il 68% dell’energia totale, ma i Paesi più poveri non riescono né a reggere il confronto, né ad investire seriamente in questo progetto.

La diffusione più ampia, ma più lenta, è a livello domestico: grazie all’invenzione delle miniturbine è oggi possibile sfruttare l’energia eolica anche in complessi residenziali. Il Paese che sta maggiormente investendo in minieolico e microeolico è l’Olanda, ma si spera che l’intera Europa riesca a produrre il 20% di tutta la sua energia complessiva attraverso l’eolico entro il 2030.

Cosa si intende per minieolico?

Con il termine minieolico, detto anche piccolo eolico, si intende la produzione di energia elettrica da fonte eolica attraverso aerogeneratori con altezza inferiore ai 30 metri. Questi possono essere utilizzati da un’utenza privata ed isolata, quindi non collegata alla rete elettrica, oppure possono essere connessi sia per un’auto-produzione in scambio, sia per un contributo alla generazione distribuita. La principali differenze con il grande eolico sono due:

  • Le dimensioni delle macchine: quelle del minieolico sono ovviamente più piccole;
  • Il minieolico richiede regimi di vento inferiori rispetto a quelli richiesti dal grande eolico, con una potenza elettrica inferiore.

Quali tipi di impianti minieolici esistono?

Ogni impianto minieolico può essere strutturato in due modi differenti:

  • Stand alone: non viene collegato alla rete elettrica, ma funziona con batterie di accumulo. In questa versione, è molto simile agli impianti alimentati da pannelli fotovoltaici e adatti all’autoconsumo;
  • On grid: si tratta di un impianto connesso alla rete elettrica e prevede gli stessi benefici apportati da un impianto con pannello fotovoltaico.

Anche nella struttura l’impianto minieolico può mostrare due versioni, in base alla forma e alla composizione del captatore di energia del vento:

  • Ad asse orizzontale: il generatore si aziona attraverso una pala rotante di piccole dimensioni, molto simile a quella di un ventilatore, che deve essere sempre rivolta verso la provenienza del vento. Proprio per questo, il rotatore è munito di un timone a vela posteriore che fa virare il generatore “controvento”. Per funzionare necessita di un vento superiore ai 6 m/s, deve essere posizionato almeno a 6 metri da terra e, generalmente, non supporta molto bene le turbolenze. In media pesa dai 15 ai 20 kg;
  • Ad asse verticale: in questo caso, le pale sono poste verticalmente intorno all’asse di rotazione e sono perpendicolari alla direzione del vento. Questa versione ha bisogno di un vento inferiore per produrre energia, va bene dai 3 m/s in su, lavora anche senza essere indirizzato verso la provenienza del vento ed è molto resistente alle turbolenze. Ovviamente, però, è molto più pesante di quello ad asse orizzontale.

Al generatore, che sia del primo o del secondo tipo, viene agganciato l’impianto elettrico di prelievo. Fatto questo, si otterrà lo strumento perfetto per la generazione di energia elettrica.

Quali sono le differenze tra un impianto minieolico ed un impianto microeolico?

Oltre all’impianto minieolico, in commercio esiste anche la variante microeolica. I due si distinguono principalmente per la quantità di energia che riescono a produrre e per gli ambiti di applicazione:

  • Minieolico: riesce a raggiungere i 20kW e viene utilizzato per coprire il fabbisogno energetico domestico di un’intera famiglia;
  • Microeolico: si limita ai 500 Watt ed è più adatto per impianti energetici portatili di dimensioni ridotte, come un router wireless, un server oppure cucine e ospedali da campo.

Quanto rende un impianto minieolico?

Nel momento in cui si valuta di investire in un impianto minieolico è inevitabile considerarne la resa, in modo da capire se la scelta convenga o meno. In linea di massima un impianto fino a 20 kW, con un vento di velocità media annua di 5-6 km/s, può produrre da 1000 a 1800 kWh al mese. Per fare un esempio più pratico: un generatore da 5 kW può arrivare ad un massimo di 9000 kWh l’anno, mentre uno da 20 kW può produrne fino a 36000 l’anno. Considerando che una famiglia, in media, consuma dai 3000 ai 5000 kWh/anno appare chiaro quanto possa essere conveniente.

Resa Minieolico
kW Velocità del Vento Resa
5 5/6 9000 kWh
20 5/6 36000 kWh

Quanto costa realizzare un impianto minieolico e quali sono gli incentivi?

Il secondo aspetto da valutare nel momento in cui si sceglie di optare per un impianto minieolico è l’investimento a lungo termine. In fatto di costi, quindi, si parla di cifre abbastanza importanti, ma che comporteranno un risparmio nel corso del tempo, soprattutto se si tratta di un impianto eolico condominiale. Per fortuna, gli impianti eolici godono degli incentivi sull'energia prodotta secondo il DM luglio 2012: tutti gli impianti attivati in data successiva al 1° gennaio 2013 hanno diritto a beneficiare del meccanismo incentivante della Tariffa onnicomprensiva o in alternativa al servizio di scambio sul posto:

  • Tariffa onnicomprensiva: per una rete elettrica domestica eolica, con potenza compresa tra 1 e 200 kW, è possibile usufruire di un contributo pari a 0.30 cent per ogni kWh di prodotto e immesso in rete durante i primi 20 anni di operatività dell’impianto;
  • Scambio sul posto: gli impianti eolici con potenza non superiore ai 200 kW possono richiedere il servizio di scambio sul posto, cioè una forma di autoconsumo in sito che permette di prelevare e consumare l’energia prodotta da un impianto eolico casalingo ed immessa in rete in un momento diverso rispetto a quello di produzione.

Attualmente, si contano circa 80 installazioni che usufruiscono degli incentivi per la condivisione dell’energia eolica, con un ammortizzamento dei prezzi davvero incredibile.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di impianto?

Come ogni opportunità, anche il minieolico comporta sia dei vantaggi, che degli svantaggi:

  • Vantaggi: energia pulita con 0 emissioni e rinnovabile; costi di manutenzione ridotti ai minimi termini, da recuperare nel corso del tempo; possibilità di cedere alla rete nazionale l’energia in eccesso;
  • Svantaggi: si richiede uno spazio molto ampio per l’installazione; i benefici maggiori sono destinati solo alle zone molto ventose; impatto visivo e acustico abbastanza invadente; possibilità di ferire o uccidere gli uccelli; eventualità di attirare i fulmini.
aggiornato il