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Novità in bolletta dal 2016: addio alla tariffa elettrica progressiva

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 Nuova tariffa elettrica: sarà più semplice capire e confrontare le nostre bollette

Stop all’extra-costo per i consumi efficienti, maggiore semplicità ed equità tra consumatori

Con queste parole l’Autorità riassume gli obiettivi della riforma della tariffa elettrica per i clienti domestici che prevede il superamento della progressività instaurata 40 anni fa. Questa riforma renderà la tariffa elettrica italiana più simile a quelle in vigore negli altri paesi europei, nonostante ciò sta facendo tanto discutere. Di cosa si tratta e quali saranno gli impatti sulle nostre bollette?

Da dove inizia la riforma delle tariffe elettriche?

Con la direttiva europea 27/2012 sull'efficienza energetica, recepita in Italia dal decreto legislativo n. 102/14, l’UE ha invitato le autorità competenti di ciascun paese dell'unione a riformare i loro mercati energetici per renderli compatibili con gli obiettivi comunitari. Il che significa per l’Italia superare l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete (costi di trasporto e distribuzione) e degli oneri generali di sistema. In linea con gli obiettivi strategici per il quadriennio 2015-2018, l’Autorità ha emanato il 2 dicembre 2015 la delibera 582/2015/R/eel con la quale ha stabilito la versione definitiva della riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici.

Ma cosa vuol dire tariffa progressiva dell’energia elettrica?

La tariffa progressiva è stata introdotta in Italia a seguito degli shock petroliferi degli anni ’70. L’intento era quello di promuovere il risparmio energetico legando la crescita progressiva del costo di 1kWh all’aumento dei consumi. Per esempio il costo di 1 kWh addizionale ad un consumo iniziale di 1800 kWh annui è di 15 c€ mentre per consumi annui di 2800 kWh questo kWh addizionale costa 32 c€. Per approfondire il funzionamento della tariffa progressiva ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato.

Questo sistema era volto a garantire a tutti un accesso economico all’energia elettrica per i fabbisogni essenziali mentre i consumi oltre una certa soglia venivano penalizzati con oneri di rete e di sistema più alti. Ne è derivato un sistema di sussidi incrociati tra consumatori in cui chi consuma di più paga per chi consuma di meno.Tuttavia i consumi di energia elettrica non sono sempre correlati al livello di reddito e questa tariffa risulta socialmente ingiusta. Basta pensare che in questo modo una famiglia numerosa sussidia con le sue bollette i consumi del single.

Sapevi che... Dal 2014 è attiva in Italia una nuova tariffa D1, dedicata ai clienti domestici che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento dell’abitazione di residenza. Tale tariffa è priva del sistema di progressività con l’obiettivo di non penalizzare coloro che hanno dei consumi elevati per effetto degli investimenti fatti per efficientare le proprie abitazioni.

Una riforma per semplificare e facilitare la comprensione delle bollette

Per chi non è del settore, capire il dettaglio di una bolletta della luce e del gas può essere veramente un’impresa. Tra servizi di vendita, servizi di rete ed oneri generali di sistema, la bolletta sembra proprio fatta apposta per confondere le idee. Quante volte ci siamo chiesti perché i servizi di vendita sono solo il 45% della nostra bolletta?

Questa complessità delle bollette di luce e gas è tra i principali ostacoli allo sviluppo di un mercato dell’energia trasparente ed efficiente. Il sistema di scaglioni a costi differenziati previsto nella vecchia tariffa progressiva non aiuta di certo il confronto tra un’offerta e l’altra.

Con l’abolizione della tariffazione progressiva si potrà finalmente confrontare il prezzo complessivo del kWh tra un fornitore e l’altro, qualsiasi sia il consumo dell’utente.

Una riforma verso il futuro: auto elettriche, pompe di calore efficienti e integrazione delle rinnovabili

Il proliferare di nuove tecnologie efficienti come le auto elettriche, le pompe di calore efficienti e le nuove piastre a induzione è frenato oggi da un sistema tariffario che penalizza i consumi elevati di energia elettrica. Ma perché dovremmo promuovere dei sistemi che ci fanno consumare di più? E’ semplice, con l’utilizzo di queste nuove tecnologie ad alta efficienza si otterrebbero risparmi sugli altri vettori energetici come il metano o il gpl, i quali hanno un impatto negativo sulla bilancia commerciale e sono più inquinanti se paragonati con l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Inoltre tali apparecchiature sono quelle che meglio si adattano a un aumento della penetrazione delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo dell'energia elettrica, e dell'energia da loro stesse prodotta, sia di provenienza dalla rete - nel 2015 siamo arrivati a sfiorare il record del 45% circa della produzione elettrica nazionale ottenuta da fonti rinnovabili - sia autoprodotta e consumata sul posto con i micro-impianti sempre più diffusi.

Quale sarà il processo della riforma?

L’obiettivo prefissato per il 1 gennaio 2018 è l’uguaglianza per tutti i clienti e per ogni livello di consumo delle tariffe di rete e di oneri di sistema, che sommate costituiscono oltre il 40% della nostra bolletta.

Tutti pagheranno per quanto consumeranno senza disparità tra chi consuma di più e chi consuma di meno. Il passaggio al nuovo sistema sarà graduale per lasciare a tutti, Autorità, fornitori e clienti, di valutare correttamente gli effetti.

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Processo della riforma tariffa elettrica.

Per i tecnici: il dettaglio della riforma
Servizi di rete Oneri di sistema
  • Definizione di una struttura tariffaria non progressiva, che accomunerà tutti i clienti domestici. Sarà impostata secondo il criterio dell'aderenza ai costi dei diversi servizi: misura, commercializzazione e distribuzione verranno coperti in quota fissa pro-cliente (€/anno) e in quota potenza (€/kW/anno), i costi di trasmissione in quota energia (c€/kWh).
  • Mantenimento della differenziazione tra clienti residenti (applicata tutta in quota energia come oggi, cioè in c€ per kWh prelevato) e non residenti (applicata sia in quota fissa, sia in quota energia). In tal modo tre quarti del gettito (per residenti e non residenti insieme) deriverà comunque dalle quote energia.

Nel complesso il 75% della bolletta dipenderà ancora dai kWh prelevati, mantenendo così un forte incentivo a comportamenti virtuosi da parte dei cittadini.

E chi consuma poco ed è in difficoltà economiche perderà il diritto alle agevolazioni?

L’Autorità ha pensato anche a questo: per chi si trova in reale stato di bisogno con un reddito basso avrà diritto al bonus sociale che ammortizzerà l’eventuale effetto negativo dell’eliminazione della tariffa progressiva.

Il bonus sociale è già attivo da diverso tempo e in questa occasione sarà potenziato per fare in modo da non creare alcun aggravio di spesa, mantenendo così il medesimo livello di agevolazione ante riforma.

Sapevi che...il bonus sociale può coprire fino al 35 % della tua bolletta? Scopri se ne hai diritto.

Si potrà scegliere la potenza del contatore in base a quanto realmente necessario!

Potrai scegliere la potenza del contatore che più rispecchia i tuoi bisogni. Infatti ci saranno molte più possibilità rispetto a quelle di oggi (3kW, 4,5 kW, 6kW…). Come farai a sapere quale potenza è meglio per te? Avrai accesso, tramite bolletta o portale internet, ai dati sui prelievi di potenza della tua utenza. Con queste nuove disposizioni ognuno potrà personalizzare ancora di più la sua utenza per un utilizzo consapevole della potenza impegnata e pagare solo il dovuto.

Inoltre il costo del cambio di potenza, ad oggi di ca. 30 euro per oneri amministrativi70 euro per ogni kW di potenza aggiunta, sarà "fortemente" ridotto, in particolare quando la variazione di potenza viene gestita in telegestione. Ricordati che i fornitori potranno farti pagare un costo di gestione della pratica da loro definito. Chiedi quali sono i costi di gestione delle pratiche (aumento potenza, voltura, chiusura del contratto…) per scegliere il fornitore che fa per te.

3 casi pratici per capire meglio la nuova tariffa

Partiamo da 3 situazioni rappresentative degli utenti italiani.

Tre situazioni pratiche

Caso 1 - Il single

Mario, 35 anni, vive da solo in un bilocale a Milano. Sta sempre fuori casa, si riscalda e produce la sua acqua calda con il gas per cui consuma solo 1500 kWh all’anno per una bolletta annuale di 233 € (imposte e accise escluse)

Caso 2 - I neo-genitori

Carla e Piero vivono con il loro figlio Leo in un appartamento a Roma. Non hanno elettrodomestici particolari ma usano un condizionatore d’estate e hanno consumi medi di 2700 kWh all’anno per una bolletta annuale di 438 € (imposte e accise escluse)

Caso 3 - La famiglia allargata 

Francesco e Giovanna vivono con la madre di lui e il loro 3 figli in una villetta. Benché siano residenti nella casa, hanno dovuto aumentare la potenza a 4,5 kW, per cui hanno la tariffa D3 delle utenze non residenti. I loro consumi sono di 4500 kWh all’anno per una bolletta annuale di 580 € (imposte e accise escluse)

Tabella 1. Riassunto dei tre casi secondo la vecchia tariffa

  Caso 1 - Il single  Caso 2 - I neo-genitori  Caso 3 - La famiglia allargata 
Consumi annui 1500 kWh 2700 kWh 4500 kWh
kW 3 kW 3 kW 4,5 kW
Tariffa D2 D2 D3
Costi fissi  48 € 48 € 118 €
Costo Medio Energia   12,4 € c/kWh  14,5 € c/kWh  21,3 € c/kWh

Fonte: elaborazione su dati AEEGSI

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L'impatto della nuova tariffa sulla bolletta varierà in base al profilo.

Confronto bolletta tariffa progressiva e nuova.

  Tariffa progressiva Nuova tariffa Differenza
Caso 1- Il single  233 € 304 € +71 € / +31 %
Caso 2 - I neo-genitori 438,3 € 457,2 € + 19 €/ +4 %
Caso 3 - La famiglia allargata 1076 € 711 € - 165 € / -36 %

 

Importi al netto di imposte ed accise

In conclusione si può dire che la bolletta sarà più chiara e facilmente confrontabile con altri fornitori. La nuova tariffa favorirà lo sviluppo di nuove tecnologie più efficienti e sostenibili integrate con la produzione rinnovabile dell’energia. E, come si evince dalla tabella riassuntiva del caso pratico, l’impatto negativo su chi consuma poco è minimo rispetto al risparmio per coloro che hanno dei consumi elevati, con una differenza dell'oltre 30% per entrambi. 

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