No embargo sul gas russo: parla il portavoce della Commissione Ue

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embargo gas russo

Pubblicato da Federica Scaramuzzi il 25 novembre 2022  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

L’Europa inizia a far sentire il suo pugno duro sulla questione embargo delle risorse provenienti dalla Russia. Oltre a quello imposto sul petrolio (operativo dal 5 dicembre) si è vociferato su un possibile embargo applicato anche alle forniture di gas. 

È recente la notizia secondo la quale l’Unione europea affermerebbe la totale estraneità ad un’imposizione di questo tipo. A parlare è proprio il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer. Non esisterebbero tavoli o lavori che facciano intendere alcuna possibile apertura verso il ban del gas russo: “abbiamo preso misure collegate al petrolio e al petrolio trasportato lungo gli oleodotti, con alcune minori eccezioni, ma non abbiamo mai annunciato alcun lavoro per un embargo al gas russo”. 

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Cosa significherebbe un embargo del gas russo? 
Rinunciare al gas russo avrebbe avuto un impatto economico ipoteticamente molto elevato sia nei mercati internazionali che, infine, nelle tasche delle utenze finali: un prezzo che alcuni paesi erano disposti a pagare al fine di indebolire Mosca in maniera decisa. Tale decisione avrebbe fatto virare l’Europa, e quindi il nostro paese, in una ricerca imponente su fonti per la differenziazione ed indipendenza energetica. Meno entrate alla Russia dall’esportazione di gas, meno fonti per condurre la guerra in Ucraina. Paesi come la Lettonia e l’Estonia dipendono fortemente dall’importazione russa (secondo quanto riportato dall’Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione tra i regolatori dell'energia).

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