Perché la Slovenia si ritira da Trattato sulla Carta dell'Energia

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Perché la Slovenia si ritira da Trattato sulla Carta dell'energia

Pubblicato da Carmela Maggio il 18/11/2022  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

La Slovenia si ritira dal Trattato sulla Carta dell'Energia e ora non ne fa più parte. In particolare, mercoledì, la commissione Affari Esterni ha approvato la proposta della Slovenia di ritirarsi. Inoltre, la commissione parlamentare ha approvato l'uscita con voto favorevole e senza nessun tipo di dibattito. Italia, Polonia, Spagna, Olanda e Francia fanno tutte parte dell'iniziativa. Ma la Slovenia si è già ritirata dal trattato dell'energia.

La scelta è una conseguenza al procedimento arbitrario ai sensi del Trattato sulla Carta dell'Energia, avviato dalla società britannica di energia Ascent Resources. Dopo che sono emerse delle complicazioni, la Slovenia ha deciso di ritirarsi dal trattato di energia. Ma a quanto pare anche altri Stati dell'Unione Europea stanno valutando di uscire dal Trattato sulla Carta dell'Energia. Difatti, la Spagna, la Francia, la Polonia e l'Olanda hanno dichiarato di non voler più farne parte.

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Cos'è il Trattato sulla Carta dell'Energia

Il primo accordo economico per eccellenza che unisce l'Unione Sovietica, l'Europa, il Giappone e l'Australia, è il Trattato sulla Carta dell'Energia. Principalmente, si tratta di un accordo internazionale, appunto, il quale stabilisce l'unione della cooperazione nel settore energia. Entrato in vigore il 16 aprile 1998, istituisce un vero e proprio quadro giuridico con l'obiettivo di promuovere una collaborazione nel lungo periodo nel campo dell'industria energetica. Gli altri scopi del Trattato sulla Carta dell'Energia sono:

  • Risolvere controversie tra stati e investitori;
  • Creare condizioni chiare e solide per gli investitori stranieri;
  • Favorire il transito di materia prima dell'energia;
  • Facilitare relazioni tra l'Unione Europea e il resto del mondo.

Uno dei fattori più importanti dell'accordo è lo strumento che risolve le controversie per gli investimenti e che permette agli investitori di servirsi dell'arbitrato internazionale, evitando, così, il tribunale.

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