Stop al telemarketing "aggressivo", sanzioni anche per Sorgenia e Green Network

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Sanzioni Sorgenia e Green Network dal Garante per la Privacy
I dati delle persone meritano di essere difesi e protetti, da queste premesse nasce l'intervento del Garante per la Privacy che mette in campo interventi per moderare e, infine, mettere punto alle attività illecite di telemarketing.

Pubblicato da Martina Crapanzano e revisionato da Marina Lanzone il 14 giugno 2023  ||  tempo di lettura 5 min.

Intraprese misure contro il telemarketing aggressivo: il Garante per la Privacy, in collaborazione con la Guardia di Finanza ha adottato diversi provvedimenti per arginare questo problema e tutelare le persone e i loro dati personali. Coinvolte anche Sorgenia e Green Network.

Quando ci arriva una chiamata da un numero che non conosciamo, spesso proviene dai call center delle proprie aziende fornitrici o da operatori specializzati. Purtroppo, però, non è sempre così, e, proprio per questo, è intervenuto il Garante per la Privacy che ha multato diverse aziende e svolto attività in collaborazione con la Guarda di Finanza per punire le società che hanno utilizzato i dati illegalmente.

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Garante per la Privacy contro il telemarketing: cosa è successo?

Per limitare le attività di telemarketing aggressivo si è mosso il Garante per la Privacy che, con maxi sanzioni e interventi per proteggere i dati delle persone, ha punito, dopo le opportune indagini, i call center illegali e le società che possedevano dati senza il consenso degli utenti. Tutto questo per limitare, e "colpire tutte le possibili porte di accesso del sottobosco all’interno del patrimonio informativo e commerciale delle società telefoniche ed energetiche", come si legge nel sito del Garante per la protezione dei dati personali.

L'obiettivo finale è quindi mettere la parola "fine" a tutte le attività illegali legate al telemarketing ed evitare che vengano usati in modo improprio i dati personali. Come si legge nel comunicato stampa sul sito dell'Authority:

"Senza un adeguato controllo da parte delle aziende committenti dell’intera catena di operazioni che porta alla conclusione di un contratto, il sottobosco dei call center illegali continuerà a ricevere, quasi sempre in violazione delle norme fiscali e giuslavoristiche, oltre che di quelle sulla protezione dei dati, quella remunerazione che ne permette la sopravvivenza e, addirittura, la proliferazione".

Garante per la Privacy

Le indagini, quindi, si sono, per ora, concluse con una multa complessiva di 1,8 miliardi di euro rivolte a diverse società che hanno utilizzato informazioni senza il consenso e con la confisca, per la prima volta, di banche dati in uso da società che svolgevano telemarketing illegale. Come dice il Comunicato Stampa condiviso dal Garante per la Privacy:

"L’utilizzo dello strumento della confisca è il segno di un ulteriore innalzamento della strategia di contrasto da parte dell’Autorità, che, da un lato, sta collaborando attivamente con gli operatori virtuosi del settore per la definitiva approvazione di un codice di condotta, ma, dall’altro, non riduce la propria attività di controllo e repressione del telemarketing illegale".

Garante per la Privacy

Luce e Gas, quali società sono coinvolte nei provvedimenti?

Le società coinvolte sono diverse, del settore luce e gas due: Green Network e Sorgenia. Nello specifico, loro sono state multate, rispettivamente per 676mila e 235mila euro, perché non hanno "approntato misure idonee a garantire la tracciabilità di tutte le operazioni svolte sulle piattaforme di caricamento delle proposte contrattuali" afferma il Garante per la Privacy.

A questo, inoltre, l'ente aggiunge la difficoltà di queste società di "dimostrare la piena contezza di tutti i trattamenti svolti nell’ambito della filiera del telemarketing".

Questo scenario, però, non è negativo come sembra, anzi, l'Authority ha sottolineato che nel corso degli ultimi anni ci sono stati grandi miglioramenti, frutto dell'impegno delle società nel gestire correttamente i clienti e le informazioni condivise.

Le reazioni

Per Unione Nazionale Consumatori questo intervento non è un caso isolato, ma è l'inizio di una serie di provvedimenti necessari per modificare la legge e creare delle normative che evitino lo sfruttamento improprio dei dati personali:

"Ecco perché urge una modifica della legge che preveda indennizzi automatici per i consumatori molestati e che stabilisca che la chiamata a casa degli iscritti al Registro delle opposizioni sia considerata una pratica commerciale scorretta, sanzionabile anche dall’Antitrust, così da raddoppiare i controlli e le sanzioni".

Massimiliano Donapresidente dell’Unione Nazionale Consumatori

Anche il ministro per le Imprese si è pronunciato sulla questione, sottolineando come questi tre interventi correttivi siano stati importanti, mettendo però in rilievo l'urgenza di adottare ulteriori limitazioni che regolino e rendano lecite le attività:

"Mi aspetto che si intervenga sempre più efficacemente. Non è più tollerabile che questo strumento venga aggirato in maniera sistematica da alcuni operatori. Ritengo doveroso che si intervenga anche con ulteriori misure di carattere tecnico e normativo maggiormente restrittive, a contrasto delle attività illecite, affinché gli abusi nel settore del telemarketing vengano stroncati".

Adolfo Ursoministro per le Imprese

A differenza degli altri, Codacons, invece, ha un'opione in netto contrasto. Anzi, vede questo'operazione come un fallimento delle precedenti attività. Nel dettaglio:

"Sbaglia chi definisce le sanzioni una buona notizia, perché in verità si tratta di una pessima notizia per gli italiani, considerato che l’arrivo di nuove multe attesta in modo incontrovertibile il fallimento del Registro Pubblico delle Opposizioni, che non è stato in grado di arginare le irregolarità sul fronte delle telefonate commerciali. Il Codacons è stato l’unico soggetto in Italia a chiedere da tempo l’introduzione di meccanismi di indennizzo automatici in favore di tutti gli utenti che, pur essendo iscritti al Registro, continuano a ricevere telefonate moleste, e alla luce delle ultime operazioni e sanzioni del Garante della Privacy crediamo i tempi siano maturi per arrivare a strumenti che obblighino call center e operatori a risarcire i cittadini i cui dati siano stati utilizzati illegalmente a fini di telemarketing".

Gianluca Di Ascenzopresidente Codacons

Le sanzioni potrebbero essere considerate un intervento tempestivo, ma comunque sono sicuramente un primo passo verso la regolarizzazione delle attività di telemarketing a favore delle persone, di quelle aziende e di quei professionisti che svolgono correttamente il loro lavoro.

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