Nucleare in Italia? La proposta di Edison, Ansaldo ed EDF

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energia nucleare Edison

Pubblicato da Federica Scaramuzzi e revisionato da Marina Lanzone il 6 marzo 2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

Si torna a parlare di nucleare in Italia: è notizia di qualche ora la sottoscrizione di una lettera di intenti che vede protagonisti Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, EDF ed Edison. La collaborazione porterà a uno sviluppo maggiore dei nuovi sistemi in Europa favorendo, in prospettiva, anche la diffusione in Italia.

Quale ruolo può avere il nucleare all’interno della transizione ecologica? È possibile parlare di nucleare in Italia anche se è stato votato più di un referendum contro? Proviamo a rispondere a queste e ad altre domande. 

Perché Edison parla di nucleare?

È necessario fare una piccola premessa sui protagonisti di questa lettera di intenti. Ansaldo sviluppa componenti e fornisce servizi per l'industria energetica e nucleare mentre EDF è il primo produttore di energia nucleare al mondo. Edison è tra i principali player del settore energetico che si impegnano attivamente per portare avanti la transizione energetica nel nostro Paese. 

Ma perché proprio il nucleare? La risposta arriva da un loro comunicato stampa congiunto, e sottolinea la crescente "esigenza di sicurezza e indipendenza energetica del sistema elettrico italiano". Attenzione però! Secondo la lettera di intenti, il nucleare non andrà a sostituire le già presenti fonti rinnovabili. Il principio è però lo stesso: l’energia nucleare genera meno emissioni di CO2 e, con le nuove tecnologie, è possibile assicurare standard di sicurezza molto elevati

Il nucleare in Italia? Non era stato bloccato?

Sì, la prima volta con il referendum del 1987. Dopo l'incidente di Chernobyl nel 1986, l'opinione pubblica italiana si è schierata per la maggior parte contro il nucleare e il governo ha deciso di abbandonare il programma nucleare. Il dissenso del nucleare in Italia è stato riconfermato con il referendum del 2011, a seguito dell'incidente di Fukushima (nello stesso anno). Tuttavia negli ultimi anni, alcuni politici hanno rivalutato positivamente questa possibilità, scatenando non poche polemiche. 

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I reattori nucleari del futuro: efficienza con costi minori

L'idea è quella di iniziare con i cosiddetti Small modular reactor (SMR), ovvero i mini reattori nucleari. Questi impianti si contraddistinguono per le loro elevate caratteristiche di sicurezza. Inoltre richiedono investimenti contenuti e possono essere assemblati direttamente in loco, ovvero nei luoghi in cui verranno effettivamente utilizzati, semplificando il processo di costruzione e riducendo i tempi di attuazione dei progetti. Riportiamo di seguito una parte del comunicato stampa congiunto di Ansaldo, EDF ed Edison. 

Gli Small Modular Reactor hanno caratteristiche di sicurezza molto elevate, richiedono investimenti contenuti e possono essere utilizzati per produrre energia elettrica e termica, rispondendo in modo versatile alle esigenze del sistema elettrico e dei territori.
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