Eni: scoperti nuovi giacimenti gas in Egitto

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Pubblicato da Federica Scaramuzzi il 20 gennaio 2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.
 
Eni, uno dei più grandi player del settore energetico, ci riserva una nuova importante scoperta di gas nelle vicinanze dell'Egitto. Il giacimento è stato trovato nel pozzo esplorativo Nargis-1, situato nella concessione "Nargis Offshore Area" del Mar Mediterraneo orientale, al largo della costa egiziana. 

Il pozzo Nargis-1 è stato perforato a 309 metri di profondità sotto il livello del mare utilizzando la nave di perforazione Stena Forth. Questa scoperta rappresenta un importante passo avanti per Eni nella sua ricerca di nuove fonti di energia e nell'espansione della sua attività nel settore del gas naturale.

Come si scoprono nuovi giacimenti di gas?

I nuovi giacimenti di gas vengono scoperti attraverso l'utilizzo di diverse tecnologie e metodi di esplorazione: tra questi vi è l'utilizzo della sismologia per generare mappe del sottosuolo. Questa tecnologia consiste nell’emettere onde sismiche artificiali nel sottosuolo, che poi vengono rilevate da sensori posti in superficie. Una volta individuata un'area potenzialmente ricca di gas, si effettuano delle perforazioni esplorative per confermare la presenza del giacimento e per stimare le quantità di gas presenti.

Dopo quanto tempo è possibile usare il gas di un nuovo giacimento? 

Il tempo per iniziare a utilizzare il gas di un nuovo giacimento dipende da diversi fattori, tra cui la quantità di gas presente, la complessità del giacimento e la sua accessibilità, la situazione economica e politica del paese in cui si trova il giacimento, e le infrastrutture esistenti per la produzione e il trasporto del gas.

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In generale ci possono essere diversi anni di lavoro di pianificazione e sviluppo prima che possa essere messo in produzione. Ipoteticamente possiamo affermare che dalla scoperta di un giacimento di gas alla sua messa in produzione possono passare dai 5 ai 10 anni, ma questo può variare molto in base alle circostanze specifiche del giacimento. 

Da dove si estrae il gas?

Il gas naturale è principalmente estratto da depositi geologici sotterranei, sia terrestri che marini. Può essere estratto attraverso pozzi di perforazione e può essere facilmente separato dalle altre sostanze presenti nel deposito. Oppure può essere estratto da depositi di gas in rocce porose, come le rocce shale, che richiedono tecnologie specifiche per essere estratti. È possibile estrarlo anche da depositi di gas naturale congelato in forma di cristalli di ghiaccio, che si trovano principalmente nei fondali marini freddi e nel permafrost terrestre. 

Siamo più vicini all'indipendenza dall'energia russa?

L'indipendenza dall'energia della Russia dipende dalle politiche e dalle azioni intraprese da singole nazioni e dall'Unione europea. Alcune nazioni e l'Ue hanno fatto progressi significativi nell'aumento dell'utilizzo di fonti di energia rinnovabile e provenienti da altri giacimenti “non russi”. Tuttavia non possiamo definirci ancora indipendenti dalla stessa, dal momento che la Russia rimane ancora un importante fornitore di energia per molti paesi europei. 

Vogliamo l’indipendenza energetica, la soluzione è quindi nel rinnovabile?

La risposta è “dipende”: scegliere fonti di energia rinnovabili come il solare, l'eolico, l'idroelettrico e la geotermia può essere una scelta migliore per diversi motivi. Sono fonti di energia inesauribili, e a differenza delle fonti di energia non rinnovabili come il petrolio, il carbone e il gas naturale possono renderci per davvero indipendenti su qualsiasi fronte geopolitico. 
Tuttavia non esiste una soluzione unica per la produzione di energia e ogni paese o regione ha le proprie esigenze e sfide. Per esempio in alcune aree geografiche potrebbero non esserci le condizioni ottimali per la produzione di energia solare o eolica, o potrebbero non esserci abbastanza risorse idriche per l'idroelettrico. Inoltre, l'integrazione delle fonti rinnovabili nella rete elettrica può presentare sfide tecniche e richiedere investimenti in infrastrutture e tecnologie adeguate.
Quindi un equilibrio tra i due potrebbe essere una buona soluzione. 

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