Cos'è la Neutralità tecnologica? Può abbattere le emissioni?

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neutralità tecnologica

Pubblicato da Federica Scaramuzzi e revisionato da Marina Lanzone il 10 febbraio 2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

Creare e installare impianti green ha sempre un impatto sull'ambiente; non possiamo quindi parlare di un futuro da "zero emissioni" se prima non rivediamo il nostro modus operandi in materia. A parlare di questo interessante tema ci pensa lo studio della European House Ambrosetti con Eni. Per farlo è necessario introdurre il concetto di "neutralità tecnologica" ovvero la promozione dell'utilizzo di diverse tecnologie (senza favorirne una specifica) per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

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Il rapporto precedentemente citato è chiamato "Proposta di piano per una tecnologia a zero emissioni". Vediamolo nello specifico. 

Quante tecnologie servono per diminuire le emissioni?

Lo studio della European House Ambrosetti e di Eni ha mappato 100 tecnologie che possono essere utilizzate per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2050.

Sorprende leggere come l'idrogeno e la bioenergia possano contribuire in piccolissima parte alla riduzione delle emissioni, rispettivamente per l'8% e il 7%. 

Guardando tra le altre tecnologie, i sistemi "più virtuosi" in materia di riduzione delle emissioni sono: 

  • l'elettrificazione per il 22%;
  • gli impianti eolici e solari per il 21% del totale;
  • gli impianti di cattura, stoccaggio e riutilizzo di CO2 (Cccus) e quelli impiegati nelle tecnologie di rimozione dell'anidride carbonica (Cdr) per il 14%. 

Cosa frena la transizione energetica in Europa?

La dipendenza dai materiali sta diventando una vera e propria "area di rischio" per la transizione energetica europea: la creazione di nuovi impianti, nuovi macchinari e nuove infrastrutture richiede necessariamente il consumo di risorse che, purtroppo per noi e l'ambiente, non sono infinite. Si prevede che entro il 2030 la domanda di importazioni di componenti per i pannelli solari aumenterà di 7 volte, quella di celle a combustibile per l'idrogeno di 47 volte e quella di componenti per le turbine eoliche di 44 volte. Per intenderci, per la creazione di impianti come le turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici è necessario utilizzare quei materiali indicati come "terre rare". Vista la domanda sempre più crescente, stiamo assistendo a una vera e propria dipendenza da queste materie prime: ciò è estremamente incompatibile con un futuro a zero emissioni! 

Ridurre il consumo e migliorare la produzione per abbattere le emissioni

Lo stesso rapporto suggerisce di concentrarsi sui settori in cui è più complesso ridurre le emissioni, come i trasporti pesanti e la produzione di energia. Questo richiederà un approccio integrato che combini l'utilizzo di tecnologie pulite con soluzioni di efficienza energetica, politiche fiscali e di mercato e una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori. 

La soluzione migliore, e applicabile in qualsiasi campo e dimensione, è quella di ridurre gli sprechi e rimodellare le proprie abitudini in favore di un risparmio energetico concreto e di massa. 

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