Nucleare sì o no? Potrà tornare in Italia?

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nucleare in Italia

Pubblicato da Federica Scaramuzzi il 23 gennaio 2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

In questi giorni il ministro dell'energia Gilberto Pichetto Fratin si trova ad affrontare la difficile questione legata all'approvvigionamento dell'energia per il nostro Paese, ereditata dal suo predecessore Roberto Cingolani. Quattro mesi fa, l'Italia e l'Europa hanno dovuto far fronte a prezzi dell'energia esorbitanti a causa dei rincari del gas, causati dalla guerra di Putin all'Ucraina, dagli attacchi al gasdotto Nord Stream, dalla corsa della Germania a riempire gli stoccaggi e dalle decisioni dell'Ue.

Tuttavia, Fratin ha ottenuto una "vittoria" sull'imposizione di un tetto al prezzo del gas, un "bazooka" per frenare la speculazione.

Tra le proposte per far fronte a una richiesta sempre maggiore di energia diversificata, il ministro ha riacceso il dibattito sul nucleare.

Fratin sostiene che investire in una innovativa produzione di energia nucleare di ultima generazione potrebbe:

  • contribuire a ridurre i costi; 
  • garantire maggiore sicurezza energetica.

La fissione di quarta generazione, che non è parente di quella votata nel referendum, dovrebbe essere seriamente considerata dal momento che offre maggiori margini di sicurezza e potrebbe essere il futuro del paese. Si tratta di una tecnologia ancora in fase di sviluppo che mira a produrre energia attraverso la fusione di nuclei leggeri in condizioni più avanzate rispetto alle tecnologie attuali. In particolare, si stanno esplorando metodi per raggiungere la fusione utilizzando nuclei di idrogeno pesante, come il deuterio e il tritio, e temperature e pressioni più elevate. Una delle sfide principali per la realizzazione della fusione nucleare di quarta generazione è quella di sviluppare materiali capaci di resistere alle condizioni estreme necessarie per la reazione di fusione. 

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Di tutt'altra opinione è Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha espresso la sua posizione fortemente contraria all'utilizzo dell'energia nucleare in un tweet e un articolo sul suo blog. Grillo sostiene che l'energia nucleare è una tecnologia obsoleta di venti anni fa e che non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che sia una soluzione per il futuro. Inoltre, menziona che non è necessario fare riferimento a incidenti nucleari come Chernobyl o Fukushima per capire che sarebbe un errore introdurre l'energia nucleare in Italia. "Ogni tecnologia ha costi e benefici. I fan del nucleare tendono a enfatizzare i benefici, dimenticandosi dei costi mentre gli estremisti del no esagerano le paure delle persone per propagandare le proprie tesi", queste alcune delle parole scritte sul suo blog. 

Solo quattro reattori sono stati completati dal 2000 e cinque sono in costruzione: all'interno dello stesso articolo viene quindi posta la domanda sulla fattibilità di un programma nucleare in Italia che prevedrebbe la costruzione di un numero maggiore di reattori rispetto a quelli fabbricati in tutta l'Unione europea negli ultimi 20 anni. Scrive Grillo nel blog: "Dalla decisione alla produzione di energia passerebbero realisticamente non meno di 15-20 anni. Con costi che nel caso peggiore, ma tutt’altro irrealistico, (15 reattori per 19 miliardi l’uno se succedesse come a Flamanville) potrebbero arrivare a sfiorare i 300 miliardi, l’equivalente di 10 manovre economiche dedicate esclusivamente al nucleare". 

Le opinioni politiche sono basate su una valutazione dei vantaggi e degli svantaggi oggettivi, che dovrebbero essere analizzati attentamente e con un'approfondita ricerca. Per fornire una panoramica il più ampia possibile abbiamo provato a rispondere ad alcune delle domande più frequenti e a evidenziare i possibili pro e contro della produzione di energia nucleare. 

Come funziona la produzione di energia nucleare? 

La produzione di energia nucleare si basa sulla fissione nucleare, ovvero la divisione del nucleo di un atomo pesante in due o più particelle più leggere. Questa reazione libera un'enorme quantità di energia, che viene poi convertita in energia elettrica. La produzione di energia nucleare presenta anche alcuni rischi, come la possibilità di incidenti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Per questo motivo, le centrali nucleari devono soddisfare rigorosi standard di sicurezza e di protezione ambientale.

Pro e contro del nucleare

Abbiamo qui riassunto alcune delle motivazioni a favore e contro la produzione di energia nucleare. 

Pro Contro
Indipendenza energetica: l'utilizzo dell'energia nucleare può aiutare a ridurre la dipendenza dalle fonti di energia esterne. Rischi per la salute e l'ambiente: l'esposizione ai raggi ionizzanti può causare danni alla salute umana e gli incidenti nucleari possono causare danni ambientali irreversibili.
Energia pulita: la produzione di energia elettrica tramite reazioni nucleari non emette gas serra o inquinanti atmosferici. Costi elevati: la costruzione e la manutenzione di una centrale nucleare sono costose.
Alta efficienza: le centrali nucleari sono in grado di produrre grandi quantità di energia elettrica con una quantità limitata di combustibile nucleare. Rifiuti radioattivi: la produzione di energia nucleare genera rifiuti radioattivi che devono essere gestiti in modo sicuro per lungo periodo di tempo.

Ci sono centrali nucleari in Italia? 

No, attualmente non ci sono centrali nucleari in funzione in Italia. Nel 1987, il referendum abrogativo ha stabilito l'abbandono della produzione di energia elettrica tramite fonti nucleari. Successivamente ci sono stati ben due referendum (2011 e del 2017) che riguardavano sempre l'abrogazione della legge che autorizzava la ripresa dello sviluppo del nucleare in Italia. In entrambi i casi, nonostante la maggioranza dei votanti si fosse espressa a favore dell'abrogazione, non fu raggiunto il quorum perché non era stato raggiunto il numero minimo di votanti. In Italia i referendum "abrogativi" per avere effetto legislativo devono raggiungere il quorum del 50% +1 dei votanti.

Le centrali nucleari esistenti sono state chiuse e non ci sono piani per costruirne di nuove. L'Italia si è quindi orientata verso fonti di energia rinnovabili e verso l'utilizzo di fonti fossili per la produzione di energia elettrica.

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