Eni e Snam: stretta alleanza per gasdotti Italia-Algeria

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Eni e Snam gasdotti Italia Algeria

Pubblicato da Carmela Maggio il 11/01/2023  ||  ⏳ tempo di lettura 2 min.

Eni e Snam hanno stretto una alleanza a favore dei gasdotti tra Italia e Algeria. Una connessione, quella tra l'Europa e il Nord Africa, che rappresenta una parte fondamentale per il processo mondiale di decarbonizzazione. L'operazione è costata circa 405 milioni di euro. Dall'unione di Snam e Eni è nata la SeaCorridor. È proprio questo il nome del progetto che unisce il gasdotto africano con quello italiano. 

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Nel dettaglio, Snam ha versato a Eni esattamente 405 milioni di euro per perfezionare la compravendita delle partecipazioni detenute direttamente e indirettamente da Eni nelle società che gestiscono i gasdotti onshore che si estendono dal confine tra Algeria e Tunisia fino alla costa tunisina (cd. gasdotto TTPC), e i gasdotti offshore che collegano la costa tunisina all'Italia (cd. gasdotto TMPC). Tali partecipazioni sono state conferite dal gruppo Eni in una società italiana di nuova costituzione (la SeaCorridor appunto). In pratica, i due gruppi si sono divisi la società e vi eserciteranno un controllo congiunto: Snam detiene il 49,9 del capitale sociale, mentre ad Eni rimane la restante parte della SeaCorridor (pari al 50,1%).

L'Antitrust ha autorizzato la procedura e le autorizzazioni, per questo le due società hanno il via libera per iniziare questa connessione tra i gasdotti di Italia e Algeria.

Questo progetto porta verso una strategia di approvvigionamento del gas in Italia a favore della transizione energetica, grazie alle risorse di idrogeno naturali provenienti dall'Africa.

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