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Impianto Biogas e Biometano: Incentivi e Decreto

Forse non tutti sanno che l'Italia è un paese all'avanguardia nel settore del biogas e del biometano, seconda in Europa, dopo la Germania, per impianti installati e quarta nel mondo. Materiali di scarto, sottoprodotti agricoli e rifiuti organici vengono convertiti mediante digestione in biogas, da usare per la produzione di energia e calore, e poi in biometano per l'immissione nella rete nazionale del gas naturale e anche per l'autotrasporto.

Cos'è il Biogas e il Biometano?

biogas
Il biogas è rinnovabile

Il biogas è una fonte alternativa di energia rinnovabile che deriva dagli scarti agricoli, alimentari e dai rifiuti organici. In Italia l'energia da biogas rientra nella strategia di decarbonizzazione, poiché è un gas sostenibile e "CO2 neutro".

Questo tipo di gas proviene dalla digestione anaerobica delle biomasse. Il processo anaerobico avviene all'interno di un digestore, in assenza di ossigeno, e provoca la degradazione delle sostanze organiche attraverso i batteri. L'energia sprigionata dai legami chimici è rilasciata sotto forma di biogas: costituito principalmente da metano e anidride carbonica e in parti minori da ossido di carbonio, idrogeno, azoto, vapore acqueo e idrogeno solforato.

Per la produzione del biometano si possono utilizzare le biomasse agricole, sia da colture dedicate (mais e sorgo) che da sottoprodotti agricoli, gli scarti agroindustriali (compresi letami e liquami), derivati dalla lavorazione della filiera alimentare, i reflui e i fanghi fognari, rifiuti alimentari, residui da giardinaggio e la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (cosiddetta FORSU).

Che differenza c'è tra biogas e biometano?Il biogas è il gas grezzo prodotto dalla fermentazione che esce dal digestore, mentre il biometano è un derivato del biogas che è stato sottoposto ad un processo di raffinazione e purificazione (upgrading).

Come avviene la Produzione in un Impianto Biogas?

impianto biogas
Digestore di un impianto biogas

In realtà il primo prodotto di un impianto derivante dalla decomposizione delle sostanze organiche si chiama biogas, una miscela di gas che può essere utilizzata in una centrale di cogenerazione, per la produzione contemporanea di energia elettrica e calore. Questo è un gas grezzo, con un alto potere calorifico, composto da metano (55%-65%), CO2 e tracce di altri gas.

Il processo successivo consiste in una raffinazione chiamata upgrading del biogas che diventa così biometano. In questa fase il gas viene privato delle impurità presenti e delle componenti indesiderate (anidride carbonica CO2, vapore acqueo, azoto, ammoniaca, particelle solide ecc.).

Il risultato della purificazione è il biometano (95% metano), completamente assimilabile al gas naturale di origine fossile. Il biometano può essere immesso nella rete nazionale di distribuzione che arriva nelle nostre case, gestita da Snam, oppure può essere utilizzato per l'autotrazione di camion, auto e bus.

Da un impianto di produzione di biogas viene prodotto come residuo della fermentazione anche il digestato, un materiale inodore, liquido o solido, che una volta trattato viene usato nelle coltivazioni come un concime di alta qualità.
In Italia le principali aziende che operano nel settore sono IES Biogas e BTS Biogas, che offrono consulenza e soluzioni "chiavi in mano" per la realizzazione di un impianto di produzione di biogas.

produzione biogas

Qual è il Decreto sul Biogas 2019?

Grazie alla Legge n. 145/2018, gli impianti alimentati a biogas con potenza inferiore a 300 kW possono continuare ad accedere agli incentivi seguendo le modalità previste dal decreto ministeriale DM 23 giugno 2016, "Incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico", che ha sostituito il DM 6 luglio 2012. L'accesso a questi incentivi è condizionato però all'autoconsumo in sito dell'energia termica prodotta, a servizio del processo aziendale.
Queste tariffe incentivanti per il biogas dipendono dalla potenza dell'impianto di produzione e anche dall'origine biologica del gas.

Le altre tipologie di impianti a biogas, che erano escluse dal Decreto FER 1, possono accedere invece al nuovo Decreto FER 2. In vigore dal 10 agosto 2019, il DM 4 luglio 2019, introduce nuovi meccanismi per gli incentivi per impianti fotovoltaici, eolici on-shore, idroelettrici e a gas di depurazione. Rientrano quindi nel recente decreto gli impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione o potenziamento.

Quali sono gli Incentivi per il Biogas?

Gli impianti di produzione di energia elettrica a biogas rientrano tra le fonti di energia rinnovabile, e come tali godono degli incentivi previsti dallo Stato. Nel corso degli anni i meccanismi di incentivazione, gestiti sempre dal GSE, sono cambiati e quindi gli impianti esistenti godono di diverse tipologie di agevolazioni: SSP Scambio sul Posto, qualifica impianti IAFR, alimentati da fonte rinnovabile, TO Tariffa Onnicomprensiva o CV Certificati Verdi, Incentivi GRIN o CIP6/92.

Attualmente per accedere agli incentivi del DM 4 luglio 2019, è necessario effettuare:

  • un'Iscrizione ai Registri, se la potenza è superiore a 1 kW e inferiore a 1 MW;
  • partecipare ad una Procedura d'Asta per potenze superiori.

Come fare la richiesta per gli incentivi BIOGAS?Le domande per l'iscrizione ai registri o all'asta e per il successivo accesso agli incentivi sul Biogas devono essere trasmesse esclusivamente tramite il Portale FER-E del GSE, entrando nell'Area Clienti del sito online.

Per inviare la documentazione sono previsti 7 bandi durante il triennio 2019-2021 e solo gli impianti ammessi in posizione utile potranno successivamente presentare domanda di accesso per gli incentivi.
Le tempistiche dei 7 bandi del GSE per partecipare ai Registri e/o alle Aste sono:

Tempistiche Bandi GSE per iscrizione a Registri e/o alle Aste per gli Incentivi sul BIOGAS
Procedura Data di apertura del bando Data di chiusura del bando
1 30 settembre 2019 30 ottobre 2019
2 31 gennaio 2020 1 marzo 2020
3 31 maggio 2020 30 giugno 2020
4 30 settembre 2020 30 ottobre 2020
5 31 gennaio 2021 2 marzo 2021
6 31 maggio 2021 30 giugno 2021
7 30 settembre 2021 30 ottobre 2021

Gli incentivi vengono riconosciuti per l'energia elettrica prodotta netta che viene immessa in rete, con una Tariffa Onnicomprensiva (TO) o con un Incentivo (I), calcolato come differenza tra tariffa spettante e il prezzo zonale orario dell'energia. L'incentivo è erogato dal GSE a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale (entro 18 mesi dall'entrata in esercizio), per un periodo pari alla vita utile dell'impianto.

Decreto Biometano 2018 e Incentivi

Per il biometano utilizzato come carburante esistono altri tipi di incentivi. Nel 2018 è stato pubblicato il nuovo decreto per promuovere l'uso del biometano e degli altri biocarburanti per i trasporti, il D.M. 2 marzo 2018.

Per la qualifica di impianto di produzione e gli incentivi sul biometano Scarica le procedure applicative del DM 2 marzo 2018 del GSE, per capire i requisiti di accesso e come fare la domanda per avere gli incentivi sul biometano.

La richiesta per gli incentivi sul biometano deve essere presentata tramite l'applicazione informatica chiamata "Biometano", che si trova nell'area clienti del GSE.
Il meccanismo prevede i Certificati di Immissione in Consumo (CIC), rilasciati o ritirati ai produttori di biometano. Le aziende che forniscono benzina e gasolio sono obbligati a immettere una quota minima di biocarburanti sostenibili. Per assolvere l'obbligo, le aziende possono immettere biometano o acquistare i certificati (un CIC corrisponde a 10 Gcal di biocarburanti).
Per i produttori di Biometano avanzato l'incentivo è pari a 375€ per ogni CIC riconosciuto, oppure il ritiro da parte del GSE del biometano ad un prezzo pari al 95% del prezzo medio mensile registrato sul mercato a pronti del gas naturale.

Biometano: pro e contro

Le potenzialità del biogas e del biometano sono tante e produrlo attraverso gli scarti alimentari o dell'agricoltura costituisce una grande opportunità.
D'altro canto l'attività degli impianti che producono biogas hanno anche degli svantaggi e se non sono ben progettati e costruiti e manutenuti a regola d'arte, possono anche comportare impatti negativi sull'ambiente.

Benefici e svantaggi del biogas
Vantaggi Svantaggi
  • Flessibile: è usato per la produzione di energia elettrica, di calore, come carburante nei trasporti e il biometano può essere immesso nella rete nazionale di distribuzione del gas.
  • Fonte rinnovabile e programmabile: contribuisce alla riduzione delle emissioni ed è assimilabile al gas naturale.
  • Sostenibile: sfrutta, smaltisce e converte materie di scarto altrimenti destinate in discarica.
  • Incentivi: come fonte rinnovabile gode degli incentivi, gestiti dal GSE, sotto forma di ricompensa economica per la produzione di energia elettrica.
  • Economia circolare: lo scarto diventa risorsa, migliorando la sostenibilità ambientale della filiera e incrementando il reddito degli agricoltori.
  • Impatto ambientale: impianti di produzione sono rumorosi e maleodoranti con un impatto non indifferente sul paesaggio.
  • Consumo di suolo agricolo: occupato dall'impianto e per la coltivazione dedicata da usare direttamente nei digestori; il mais ad esempio ha una resa altissima e è stato prodotto in modo intensivo solo per gli impianti a gas (con uso di concimi chimici e moltissima acqua).
  • Inquinamento ambientale: se l'impianto non è ben gestito e non viene fatta una corretta manutenzione c'è il rischio di sversamenti, contaminazioni e dispersioni di gas che possono inquinare le falde acquifere o l'aria con fumi e cattivi odori.