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Costo Passaggio Monofase Trifase: come fare?

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Il contatore elettronico è diverso per un impianto monofase o trifase? La risposta è affermativa! Quindi come procedere quando è necessario passare da impianto monofase a trifase o viceversa. Scopri tutti i dettagli, quant'è il costo e chi contattare per l'avvio della pratica.

Quando si parla di contatori e di impianti elettrici si sente spesso parlare di corrente elettrica monofase e corrente elettrica trifase, ma non è facile avere informazioni approfondite su come fare il passaggio di potenza da un impianto all’altro.

Ad esempio, se ti sei accorto che la potenza che è disponibile nella tua casa non è più sufficiente a soddisfare il bisogno energetico della tua famiglia, allora puoi pensare a cambiare la potenza impegnata del tuo contatore per evitare che salti la corrente di continuo. Continua a leggere questo articolo per capire come e a chi richiedere il passaggio e quanto tempo occorre per realizzarlo.


Impianto Monofase o Trifase: qual è la differenza?

Stabiliamo intanto qual è la differenza tra un impianto trifase e uno monofase. Nel primo caso, come suggerisce anche il nome, il sistema di impianto elettrico si basa su tre cavi di fase a cui si associa la presenza del cosiddetto cavo di neutro. Dalla connessione trifase può derivare la connessione monofase impiegando un unico cavo di fase ed il neutro, cioè il conduttore che chiude il circuito.

passaggio monofase trifase
Passare da impianto trifase a monofase

In genere, gli impianti trifase vengono utilizzati per una potenza energetica elevata superiore a 6 kW e per questo vengono impiegati soprattutto per la produzione di energia elettrica nelle grandi centrali o comunque in contesti industriali o artigianali. Non è escluso che un sistema trifase possa essere utilizzato anche in utenze domestiche, quando si hanno consumi elettrici elevati o ad esempio quando viene installata in casa una pompa di calore per il riscaldamento dell’abitazione.

Il sistema trifase è di norma un generatore molto affidabile e funzionale, ma non è conveniente nei casi di soli impieghi domestici, in cui la potenza utilizzata non si avvicina ai 6 kW perché impiegata per l’illuminazione o per il riscaldamento. Negli impianti domestici normalmente si utilizza infatti un sistema monofase, derivato dalla corrente trifase, perché si hanno notevoli risparmi economici sulla bolletta in quanto i consumi in casa si riducono generalmente all'illuminazione e a tutti i comuni elettrodomestici. Con l'alimentazione monofase, infatti, la potenza impegnata è relativamente bassa, il valore contrattuale più comune è di 3 kW ma è anche possibile avere una fornitura di 1,5 kW, 4,5 kW fino ad un massimo di 6 kW (in casi eccezionali 10 kW).

Come fare il Passaggio da Monofase a Trifase

Se la potenza disponibile del tuo contatore risulta insufficiente alle esigenze di consumo energetico, puoi inoltrare al tuo fornitore una richiesta di aumento di potenza. Al contrario, se pensi che un sistema trifase sia troppo rispetto al tuo reale consumo energetico potrai richiedere una diminuzione della potenza. Per procedere al passaggio da un’alimentazione monofase a quella trifase ci sono due possibilità: sostituire il contatore oppure aggiungere al contatore monofase un altro contatore con alimentazione trifase, in modo che su questo si riversino i consumi superiori.

Se il contatore della tua abitazione è attivo o è chiuso e devi solo riattivarlo, puoi contattare direttamente il tuo fornitore (ad esempio Enel Energia, Eni o Acea) per avanzare la tua richiesta. Nel caso in cui volessi attivare un impianto trifase, il tuo fornitore, qualunque esso sia, provvederà a sua volta a metterti in contatto con il distributore di zona che invierà un tecnico a sostituire il contatore oppure a installare il nuovo contatore trifase, con cui utilizzerai i vari macchinari che necessitano l’alimentazione trifase.

Come fare il Passaggio da Trifase a Monofase

Se invece ti sei trasferito in un’abitazione in cui è già presente un impianto trifase, installato dal vecchio proprietario, e vorresti fare il passaggio ad un sistema monofase perché pensi di non sfruttare tutta la potenza disponibile, dovrai riflettere sul fatto che potrebbe convenire comunque lasciare la fornitura trifase esistente. Questo perché, a parità di potenza contrattuale, non c’è differenza nel costo della bolletta. Per questo, se la potenza necessaria è la stessa, non conviene procedere con la sostituzione del contatore con l’aggiunta di costi dovuti alla sostituzione o all'installazione di un nuovo contatore.

Chi Contattare per inoltrare la Richiesta?

Il contatore della luce appartiene al distributore e dunque per qualsiasi intervento tecnico o telematico sul contatore è lui che deve intervenire per modificare la potenza del contatore. L’unica cosa che dovrai fare è metterti in contatto con il tuo fornitore che provvederà a segnalare la tua esigenza al distributore. Qui trovi il link ai principali fornitori con i relativi recapiti telefonici per richiedere il passaggio di fase del tuo contatore.

Quanto costa modificare potenza o tensione del contatore?

Fare il passaggio di fase del contatore può significare cambiare le tue condizioni economiche contrattuali attuali: installare nella tua abitazione un contatore trifase o monofase ha lo stesso costo ma a variare è invece il costo della quota di potenza che troverai in bolletta perché si modifica in base alla potenza impegnata in casa. Chiaramente con un sistema trifase la quota della potenza è più alta.

Nel caso di sostituzione del contatore, ricorda che il distributore di zona è tenuto a farti avere un preventivo con i tempi per eseguire il lavoro, che se non vengono rispettati ti permetteranno di avere un indennizzo automatico stabilito dall'ARERA di:

  • 35 € se è passato il doppio del tempo previsto;
  • 70 € per il triplo;
  • 105 € oltre il triplo del previsto.

Quanto tempo occorre per fare il cambio di potenza?

Per procedere al cambiamento della potenza dovrai modificare le condizioni tecniche del tuo contratto che hai stipulato con il tuo fornitore, che una volta ricevuta la domanda di aumento della potenza la trasmette al distributore di zona entro 2 giorni lavorativi.

Il distributore dovrà aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta avanzata dal fornitore. Questi tempi si potrebbero prolungare anche a 20 giorni lavorativi, perché nel caso del passaggio da un impianto monofase a trifase bisogna provvedere a sostituire anche il contatore.

Posso Modificare la Potenza in caso di Subentro o Voltura

Per ottenere maggiori informazioni puoi contattarci al numero 010.848.01.61 e parlare con un nostro esperto, che ti aiuterà a vederci chiaro su tempistici, costi e modalità per il passaggio da monofase a trifase o viceversa. Qui un paio di piccole anticipazioni.

In caso di voltura (ovvero il passaggio di intestatario del contratto dal vecchio inquilino a te) è possibile procedere contestualmente al cambiamento della potenza del tuo contatore? La risposta è no, perché non puoi richiedere la modifica della potenza/tensione in fase di realizzazione della voltura. Potrai però chiedere l'aumento di potenza desiderata una volta ultimata la voltura, ovvero quando la pratica sarà conclusa ed il contatore è ufficialmente intestato a tuo nome.

Diverso il caso del subentro (ovvero quando trovi il contatore della tua nuova casa disattivato e devi procedere a riattivarlo), in cui è possibile attivare il contatore alla potenza desiderata. In caso di subentro potrai richiedere l'aumento o la variazione di tensione del contatore, tuttavia è possibile che tale richiesta possa posticipare l'attivazione della fornitura, superando i 7 giorni lavorativi.