Prima di richiedere una verifica dell'impianto a un tecnico specializzato, deve essere chiara la differenza tra manutenzione della caldaia e controllo dei fumi: nel primo caso, ci si riferisce al corretto funzionamento dell'impianto e alla pulizia del bruciatore e dello scambiatore di regolazione; quando si parla di controllo dei fumi invece, ci si riferisce all'analisi della combustione e dell'ossido di carbonio che si concentra nell'impianto.

Da luglio 2013 è entrata in vigore la normativa relativa ai controlli per le caldaie: la periodicità della verifica dell'impianto e della manutenzione della caldaia non è più annuale ma deve essere effettuata conformemente alle prescrizioni e con la periodicità indicate direttamente nel libretto di istruzioni tecniche, ai sensi della normativa vigente.

Quindi è ancora obbligatorio richiedere la manutenzione della caldaia a tecnici specializzati, ma la periodicità dei controlli varia in base a quanto stabilito dalle istruzioni tecniche della caldaia. E se non abbiamo le istruzioni dell'impianto, come dobbiamo procedere? In questo caso, se non siamo in possesso del libretto in cui viene indicata la periodicità della manutenzione, sarà la ditta specializzata che si è occupata della prima manutenzione a consigliare al cliente con quale frequenza procedere al controllo della caldaia.

Come funziona invece per il controllo dell'efficienza energetica, il controllo dei fumi della caldaia e del rendimento di combustione? A stabilire la periodicità di questi controlli è la legge di riferimento, che prevede le seguenti scadenze:

  • ogni 2 anni per impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100 kW;
  • ogni 4 anni per impianti a gas metano o GPL con potenza inferiore o uguale a 100 kW;
  • ogni anno per impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100 kW;
  • ogni 2 anni per impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100 kW.

Controllo dei fumi: cos'è e chi lo effettua?

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Effettuare periodicamente il controllo dei fumi.

La normativa nazionale di riferimento prevede l'obbligo di controllare i fumi ogni 2 anni per potenze inferiori ai 35 kW se l'impianto è alimentato a combustibile liquido o solido. I controlli sono invece previsti ogni 4 anni se l'impianto è alimentato a GPL, per tutti i tipi di caldaie domestiche e condominiali fino a 100 kW.

Il controllo dei fumi della caldaia consiste nell'analisi della combustione dei fumi, per verificarne il rendimento, la concentrazione di ossido di carbonio (CO) e l'indice di fumosità. Un tecnico specializzato è l'incaricato di prelevare i prodotti di combustione e misurare se i valori sono conformi a quelli indicati dalla normativa.

Come regolare la caldaia?
È importante effettuare la regolare manutenzione dell'impianto, ma anche sapere quando accendere e come regolare la caldaia per ridurre i consumi e risparmiare qualcosa a fine mese.

Cos'è la manutenzione e quando farla?

Manutenzione dell'impianto
Manutenzione dell'impianto.

Nel libretto tecnico della tua caldaia è indicata la frequenza con cui deve essere fatta la manutenzione dell'impianto. Il controllo annuale della caldaia, come dicevamo, non è più obbligatorio per legge, ma tenere sotto controllo l'impianto è comunque importante per garantire sempre un corretto funzionamento. Al fine di ottimizzare il rendimento dell'impianto termico, con una riduzione sia dei consumi sia dell'inquinamento atmosferico, è consigliabile comunque fare la manutenzione dell'impianto una volta all'anno, nel periodo autunnale prima dell'accensione del riscaldamento.

Ti consigliamo di concordare con il tuo tecnico di fiducia un contratto di manutenzione che comprenda il controllo dei fumi pluriennale e la manutenzione della caldaia con cadenza regolare: in questo modo ti potrà garantire una corretta revisione di tutto l'impianto. Oltre alla manutenzione, è importante svolgere regolarmente anche la pulizia annuale, che però non è obbligatoria per legge: questo ti permette di mantenere la caldaia efficiente e prevenire i guasti. Consiste in un intervento di pulizia accurato della caldaia e nella verifica dei suoi parametri di funzionamento e delle varie regolazioni: un tecnico si incaricherà di smontare le parti rimovibili esterne della caldaia per procedere ai vari controlli.

Cos'è il bollino blu e come ottenerlo?

La manutenzione caldaia è obbligatoria per legge
Chiama un esperto Selectra al 02 8295 8097 (lun-ven dalle 8:30 alle 20) per ottenere maggiori informazioni o utilizza il servizio di richiamata gratuita.

Il bollino blu viene rilasciato nel momento in cui si effettua un controllo sull'efficienza energetica della caldaia: in base a quanto stabilito nel decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, solamente un tecnico specializzato può procedere alla verifica dell'impianto e al conseguente rilascio del bollino. Il tecnico potrà consegnarti questo bollino solo dopo aver effettuato un controllo sui fumi di scarico e un check sul funzionamento dell'impianto. Per il bollino blu è previsto il rilascio del rapporto energetico dell'impianto e il pagamento di un bollettino che varia in base alla caldaia, ma che solitamente ha un prezzo che si aggira sui 5-10 €. Il bollino si rinnova in automatico? La risposta è no, perché dovrai sottoporre la caldaia a nuovi controlli riguardanti le emissioni di sostanze inquinanti e dei fumi: se l'esito sarà ancora positivo, il tecnico specializzato ti consegnerà un nuovo bollino blu.

Manutenzione ordinaria e controllo dei fumi a confronto
Operazione Cosa prevede Documento rilasciato
Manutenzione ordinaria Pulizia bruciatore e scambiatore, verifica del corretto funzionamento dell'impianto Rapporto di controllo tecnico sul libretto
Controllo dei fumi (bollino blu) Analisi della combustione, rendimento e indice di fumosità Rapporto di efficienza energetica e bollino blu

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Quali rischi si corrono in caso di mancata revisione e verifica fumi della caldaia?

La revisione della caldaia e il controllo dei fumi sono di fondamentale importanza per il corretto funzionamento dell'impianto. Nel caso in cui questi controlli non vengano effettuati, i rischi più frequenti che si corrono sono i seguenti:

  1. Perdita di gas dell'impianto: nel caso l'apparecchio sia alimentato a gas, metano oppure GPL, esiste la possibilità che ci sia una fuoriuscita di gas. Questa può essere molto pericolosa, poiché può causare un'intossicazione o uno scoppio della caldaia;
  2. Monossido di carbonio: questo tipo di incidente può avvenire con tutti i tipi di combustibile e può derivare sia dal fatto che le fiammelle bruciano l'ossigeno senza che nelle stanze ci sia un ricambio d'aria, sia dall'intasamento dei tubi di scarico dei fumi;
  3. Incendio del combustibile: questo rischio è molto alto per impianti a caldaia a gasolio;
  4. Fulminazioni o incendi, provocati da corto circuiti degli impianti elettrici che alimentano la caldaia.
Attenzione alle sanzioni
Oltre ai rischi tecnici, la mancata manutenzione comporta anche delle sanzioni amministrative. Scopri quali sono i rischi e le sanzioni previsti dalla normativa.

Domande frequenti su manutenzione e controllo fumi

La manutenzione riguarda il corretto funzionamento dell'impianto e include la pulizia del bruciatore e dello scambiatore. Il controllo dei fumi, invece, consiste nell'analisi della combustione e dell'ossido di carbonio prodotti dalla caldaia per verificarne l'efficienza energetica.

La periodicità del controllo dei fumi dipende dal combustibile e dalla potenza dell'impianto: ogni 2 anni per impianti a combustibile liquido o solido fino a 100 kW, ogni 4 anni per impianti a gas metano o GPL fino a 100 kW. Le frequenze sono ridotte per gli impianti con potenza superiore.

Il controllo annuale non è più obbligatorio per legge: la periodicità è quella indicata nel libretto di istruzioni tecniche della caldaia. Tuttavia, è consigliabile fare la manutenzione una volta all'anno, nel periodo autunnale prima dell'accensione del riscaldamento, per garantire rendimento e sicurezza dell'impianto.

Il prezzo del bollettino del bollino blu varia in base alla caldaia, ma in genere si aggira sui 5-10 €. A questo si aggiunge il costo dell'intervento del tecnico specializzato che effettua la verifica dell'impianto e rilascia il rapporto di controllo dell'efficienza energetica.

I rischi principali sono perdite di gas, intossicazione da monossido di carbonio, incendio del combustibile e cortocircuiti dell'impianto elettrico. A questi si aggiungono le sanzioni amministrative previste in caso di ispezione. Per richieste editoriali scrivi a contenuti@selectra.net.