Acqua Calda Sanitaria (pompe di calore): cos'è e temperatura ottimale

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Acqua Calda Sanitaria.
Cos'è l'acqua calda sanitaria e a che temperatura deve essere impostata.

L'acqua calda sanitaria è l'acqua riscaldata che usiamo in casa destinata all'igiene. Quali sono le soluzioni per la produzione di ACS oltre a caldaia e pompe di calore? Come si raggiunge la temperatura ottimale per usi sanitari, e che differenza c'è con l'acqua degli impianti di riscaldamento? Qui trovi tutte le risposte.


Qual è la definizione di acqua calda sanitaria? L’acqua calda sanitaria è destinata all’igiene personale, in parole povere è l'acqua riscaldata che esce dai rubinetti e usiamo in bagno o in cucina.
Che si tratti di una comodità essenziale è piuttosto semplice da comprendere. È più interessante approfondire come deve essere regolata e in che modo è possibile produrla tramite le pompe di calore e altri impianti appositi. Scopriamolo.

Acqua calda sanitaria definizione: cosa si intende per ACS?

Acqua calda sanitaria, spesso abbreviata in ACS

Si tratta dell’acqua calda prodotta da pompe di calore, caldaie o altri apparecchi all’interno degli ambienti domestici e non solo per l'utilizzo sanitario in bagno o in cucina. Non va confusa con l’acqua calda destinata al riscaldamento, che invece presenta caratteristiche differenti.

La differenza tra ACS e gli altri tipi di acqua viene confermata anche quando vai a scegliere una nuova tariffa per il metano. Tutti gli operatori gas, infatti, richiedono di specificare l'utilizzo della fornitura di gas, distinguendo chiaramente tra l'uso:

  • Cottura di cibi;
  • Riscaldamento di ambienti;
  • Produzione di acqua calda sanitaria.

Le ultime due voci, in particolare, coinvolgono in maniera diretta l’utilizzo di acqua, ma di due categorie differenti.

Devi attivare un contratto per il gas e non sai se inserire l'acqua calda sanitaria?Per maggiori informazioni sul contratto gas o per un aiuto nella pratica di attivazione del gas chiama lo 02 8295 809702 8295 8097prendi un appuntamento e un esperto ti aiuterà in modo gratuito.

Quale deve essere la temperatura corretta dell’acqua calda per usi sanitari?

Per essere certi di regolare al meglio la temperatura dell’acqua calda per uso sanitario, bisogna considerare la tipologia di impianto. In particolare, è necessario sapere se il sistema di produzione di ACS è istantaneo o ad accumulo (nel caso di utilizzo di scaldabagni e caldaie a condensazione):

  • Nel caso di sistemi di produzione istantanea, la temperatura corretta dovrebbe rientrare in un intervallo ristretto che va da 38° C a 40° C, adeguato a una doccia o a un bagno;
  • Nei sistemi ad accumulo, la temperatura dovrebbe essere costante ed elevata. In questo modo, è possibile ottenere una resa migliore. L'acqua viene poi miscelata nel rubinetto per raggiungere la temperatura desiderata.

Oltre a godere di una piacevole temperatura durante docce e bagni, impostare una temperatura corretta dell’acqua calda per usi sanitari porta ad altri benefici evidenti:

  • Risparmi economici: regolando la temperatura dell’acqua calda a livelli ottimali puoi ottimizzare i consumi;
  • Benefici per la salute: con una temperatura sufficientemente alta si vanno ad eliminare impurità e batteri, riducendo così il rischio di contrarre patologie come la legionella.

L’acqua calda sanitaria è potabile? In linea di massima, l’acqua calda sanitaria viene prodotta riscaldando l’acqua fredda proveniente dall’acquedotto locale. Pertanto è potabile, almeno a livello teorico. Devi considerare che durante la fase di riscaldamento potrebbe comunque subire delle alterazioni, e ciò ne sconsiglia l’utilizzo per la preparazione di cibi.

Produzione acqua calda sanitaria con pompe di calore: la soluzione che evita la caldaia

La soluzione per ottenere acqua calda sanitaria senza utilizzare la caldaia o lo scaldabagno è facile da identificare: si tratta delle pompe di calore. Gli apparecchi di questo tipo sfruttano il potenziale geotermico della tua abitazione in maniera efficiente per riscaldare l’acqua destinata all’igiene personale.

Nel concreto, alla pompa di calore viene collegato un serbatoio di accumulo. I due componenti sono separati, in modo che durante l’estate l’impianto riesca a scaldare l’acqua mentre il circuito di riscaldamento rimane chiuso. Ciò riduce i consumi, e conferma come questa tipologia di impianti abbia un impatto ambientale di molto inferiore a quello delle classiche caldaie.

Sul mercato esistono differenti tipologie di pompe di calore. Il risultato, ovvero fornire riscaldamento e acqua calda sanitaria, è sempre lo stesso. A cambiare è il modo in cui si arriva a questo obiettivo, ovvero la fonte primaria impiegata. Per questo, sul mercato sono disponibili alterative come:

Il funzionamento delle pompe di calore è sostanzialmente inverso a quello di un frigorifero. Questi apparecchi sfruttano il calore contenuto nell'aria, acqua o nel terreno trasmettendolo all’acqua da riscaldare. Nel concreto, si può arrivare a un risparmio dei consumi elettrici del 75%.

Quali altri sistemi esistono per la produzione di acqua calda sanitaria?

Quando si parla di riscaldamento in genere, un dubbio che può sorgere è: “Come posso produrre acqua calda sanitaria all’interno della mia abitazione?” Una risposta, come anticipato nel paragrafo precedente, è rappresentata dalle pompe di calore, particolarmente efficienti e rispettose dell’ambiente.

Tralasciando questa opzione e gli scaldabagni tradizionali, elettrici o a gas, le alternative rimaste disposizione sono la caldaia e il solare termico. Riepiloghiamo allora brevemente le caratteristiche di tutte queste opzioni:

Come produrre acqua calda sanitaria: pompe di calore, scaldabagni, caldaia
Tipo di impianto Descrizione
Pompa di calore Impianto che utilizza l'energia di aria, acqua o terra per estrarre il calore necessario al riscaldamento degli ambienti domestici e dell'acqua.
Caldaie a condensazione Soluzione che riscalda gli ambienti e produce acqua calda sfruttando il calore contenuto nei fumi di scarico. Può erogare ACS in due modi, ovvero in maniera istantanea o ad accumulo.
Solare termico Opzione particolarmente ecosostenibile, sfrutta l’energia solare per riscaldare l’acqua contenuta in un bollitore posto sul tetto dell’abitazione.
Scaldabagno a gas Gli impianti di questo tipo riscaldano l'acqua sfruttando l'azione di combustibili fossili come gas metano, GPL o propano.
Scaldabagno elettrico Soluzione che prevede il riscaldamento dell'acqua contenuta in un serbatoio tramite una resistenza elettrica.

Differenze tra sistemi a produzione istantanea e ad accumulo

Tra le soluzioni per la produzione di acqua calda per usi sanitari si identificano due tipologie di impianti: quelli a produzione istantanea e quelli ad accumulo. Si tratta di sistemi legati soprattutto all’impiego di caldaie e scaldabagni, e perciò piuttosto diffusi. Per questo motivo, vale la pena riepilogare le differenze principali tra le due alternative:

  • Sistemi a produzione istantanea: in questi impianti, l’acqua calda viene riscaldata nel momento in cui viene richiesta dall’utilizzatore. Di norma si tratta di soluzioni adatte ad abitazioni singole;
  • Sistemi ad accumulo: queste soluzioni prevedono l’accumulo di acqua calda in contenitori appositi, chiamati serbatoi di accumulo. L’acqua viene poi rilasciata nel momento della richiesta dell’utilizzatore.

Come risparmiare sulla produzione di acqua calda sanitaria?

Riuscire a produrre acqua calda sanitaria a basso costo e in modo sostenibile è un obiettivo sicuramente raggiungibile. Impostare la giusta temperatura e scegliere gli impianti più efficaci, in questo senso, è un ottimo inizio. Ad esempio, installare una pompa di calore consente di risparmiare e rispettare l'ambiente.

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