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Casa in affitto: come condividere le bollette tra coinquilini?

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La condivisione di un appartamento è comune tra studenti e permette di poter vivere in una casa più grande dividendo tutti i costi di gestione e delle utenze. Un buon coinquilino deve rispettare le regole sia per i pagamenti dell'affitto così come per le bollette di luce e gas.

Come è possibile ripartire le bollette dell'energia e gas? Come fare al momento dell'arrivo o della partenza di un coinquilino con il contratto delle utenze? Ecco i nostri consigli per dividere i costi tra coinquilini e gestire al meglio i contratti senza problemi.

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Come ripartire la bolletta tra coinquilini?

La ripartizione delle spese delle bollette di luce e gas tra coinquilini

In un appartamento dove vivono più persone è necessario dividere le spese. Sia nel caso in cui tu stia affittando un intero appartamento con amici oppure ti stia trasferendo in una casa già occupata da altri è importante mettere in chiaro la suddivisione delle spese da subito.
All'inizio della convivenza si devono stabilire le regole per la spartizione dei costi e queste dovrebbero essere indicate anche nel contratto di locazione.
Il canone di affitto di una stanza può essere tutto incluso oppure con le spese di energia elettrica, gas, condominio e internet da pagare a parte.
In genere quando le spese non sono incluse nel costo dell'affitto vengono ripartite in maniera uguale tra tutti i coniquilini. Una suddivisione precisa delle spese di ognuno è pressoché impossibile.

Quale nome inserire sul contratto di luce o gas?

A differenza di altri paesi, come ad esempio in Francia dove è consentito avere più nominativi, ossia più titolari su una stessa bolletta, qui non è possibile.

In Italia l'intestatario di un'utenza di luce o di gas può essere solo una persona.

A volte le bollette rimangono intestate al proprietario dell'immobile che gestisce i conti e poi ne richiede il pagamento agli affittuari. In questo caso il proprietario è il responsabile dei pagamenti di costi che non dipendono da lui. La maggior parte delle volte quindi il proprietario della casa non sceglie questa situazione e chiede che uno tra gli inquilini si intesti le utenze. E' necessario quindi stabilire quale inquilino sarà l'intestatario del contratto di fornitura
In occasione del trascloco in una nuova casa ci sono due possibilità a seconda delle quali sarà necessario:

  1. Attivare il contatore di luce o gas con un subentro
    Se le utenze sono state cessate dal precedente inquilino (contatori chiusi)
  2. Fare la voltura, modificando il nome sui contratti di luce e gas
    Se le utenze sono ancora attive, si dovrà solo cambiare l'intestatario

Per attivare o fare la voltura di un contratto di luce o gas chiama lo 010.848.01.61 costo chiamata nazionale   o fatti richiamare gratuitamente.

Le tempistiche per la riattivazione di un'utenza cessata sono pari a massimo 7 giorni lavorativi per la luce e 12 per il gas. Naturalmente anche le spese per la riattivazione, in genere addebitate nella prima bolletta, saranno da dividere tra tutti gli occupanti della casa.

Nuova casa in affitto: a quale inquilino intestare le bollette di luce?

E' importante stabilire chi sarà l'intestatario delle bollette di luce, poiché quest'ultimo è il responsabile del loro pagamento.
In questo caso deve esserci una perfetta intesa tra l'intestatario e gli altri inquilini della casa. Il coinquilino prescelto paga la spesa dell'utenza e successivamente dovrà richiedere la quota a ciascun abitante.

Per quanto riguarda l'utenza dell'energia elettrica è preferibile intestare il contratto ad una persona residente nell'abitazione.

Alcune spese presenti nella bolletta della luce, come le spese per il trasporto e gli oneri di sistema, sono inferiori se il contratto è un'utenza domestica residente.
Le agevolazioni sono previste solo per i residenti, quindi se il contratto luce è da "non residente" la bolletta, a parità di consumo, sarà più elevata.
Da gennaio 2017 con la riforma della tariffa gli oneri di sistema sono cambiati e per le utenze non residenti la quota fissa di tale spesa è diventata considerevole rispetto a prima.
Se nessun inquilino ha la residenza nella casa allora la soluzione più idonea è intestare la bolletta alla persona che rimane per più tempo, in modo tale da non pagare i costi di voltura ogni volta tutte le volte che uno degli intestatari cambia casa.

Nuova casa in affitto: a quale inquilino intestare le bollette di gas?

Per l'utenza del gas metano non cambia nulla avere la residenza o meno nell'abitazione. Gli oneri e le imposte della bolletta del gas cambiano infatti in base alla zona geografica e alla Regione nella quale si trova la casa.
A volte gli inquilini possono decidere di intestare il contratto del gas a una persona diversa da quello dell'energia elettrica, in modo tale da dividere anche la responsabilità dei pagamenti.

Arrivo di un nuovo coinquilino nella casa in affitto

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In occasione dell'arrivo di una nuova persona è necessario informarla della situazione delle utenze. Qualora il titolare delle utenze rimanga nella casa, dovrà semplicemente richiedere la quota competente al nuovo arrivato secondo la suddivisione.
Per una ripartizione precisa della spesa il calcolo è complicato, quindi in genere si possono fare delle stime. Ad esempio se un coinquilino lascia la casa a fine gennaio e la bolletta arriva a fine febbraio con i consumi totali di gennaio e febbraio si potrà dividere l'importo totale per due e poi suddividerlo per gli abitanti, in modo da calcolare la quota che compete all'inquilino solo per un mese.

Se invece la persona che va via dalla casa era l'intestatario di una delle due utenze si dovrà individuare tra i coinquilini il nuovo intestatario. La procedura più semplice in questa situazione è la voltura, ossia la variazione del nominativo sul contratto. In occasione della voltura puoi anche valutare un cambio di fornitore, per risparmiare sulla spesa con una tariffa luce o gas più conveniente.

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