Le accise sono imposte indirette sul consumo: nella bolletta della luce si applicano alla quantità di energia elettrica consumata (in kWh), a prescindere dal fornitore. L'IVA, invece, è l'imposta sul valore aggiunto e si calcola sul valore economico complessivo della fornitura (in €), accisa compresa. La differenza principale, quindi, è che l'IVA dipende dal valore del servizio mentre l'accisa dipende dalla quantità di bene acquistato.

Accisa e IVA a confronto: le principali differenze
Caratteristica Accisa IVA
Su cosa si calcola Quantità di energia (kWh) Valore della fornitura (€), accisa inclusa
Ente di riferimento Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Agenzia delle Entrate
Quanto vale (uso domestico) 0,0227 €/kWh oltre soglia 10%
Dipende dal fornitore No, uguale per tutti No, uguale per tutti

Accisa sull'energia elettrica

L'imposta indiretta sul consumo, chiamata anche accisa, è un'imposta che viene applicata alla quantità di energia consumata indipendentemente dal contratto o dal fornitore scelto.

L'accisa è gestita dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è destinata allo Stato. Le accise sono differenziate per tipologia di consumi: usi domestici e usi non domestici (dal 2026 questa distinzione ha sostituito la vecchia suddivisione tra usi civili e industriali, senza però variare le aliquote). Per i clienti con uso domestico è prevista un'agevolazione se l'abitazione è di residenza anagrafica in caso di bassi consumi, precisamente fino a 1.800 kWh/anno.

Nella tabella trovi le aliquote delle accise sull'energia elettrica in vigore nel 2026:

Aliquote accisa sull'energia elettrica per tipologia di fornitura
Tipo di fornitura Accisa (€/kWh)
Usi domestici
Forniture abitazione di residenza ("prima casa") Consumi fino a 150 kWh/mese * -
Consumi oltre 150 kWh/mese * 0,0227
Forniture di residenza ("prima casa") con potenza impegnata oltre 3 kW 0,0227
Forniture per non residenti ("seconde case") 0,0227
Usi diversi dalle abitazioni (non domestici)
Consumi fino a 200.000 kWh/mese 0,0125
Consumi eccedenti 200.000 kWh/mese 0,0075

Fonte: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) - Aliquote nazionali 2026

*Per forniture con potenza fino a 1,5 kW: se si consuma fino a 150 kWh/mese, le imposte non vengono applicate. Con potenza impegnata tra 1,5 kW e 3 kW: se si consuma fino a 220 kWh/mese, ossia 2.640 kWh/anno, le imposte non vengono applicate sempre ai primi 150 kWh. In entrambi i casi, se invece si consuma di più, i kWh esenti da imposte vengono gradualmente ridotti.

Esempio di calcolo delle accise

Una seconda casa (non residente) che consuma 1.500 kWh in un anno paga un'accisa pari a 1.500 × 0,0227 = 34,05 € all'anno, a cui si aggiunge l'IVA al 10%. Per l'abitazione di residenza (prima casa), invece, i primi 150 kWh consumati ogni mese sono esenti da accisa.

L'IVA sull'energia elettrica

L'imposta sul valore aggiunto, l'IVA, è applicata al costo complessivo del servizio, compresi tutti i corrispettivi della bolletta della luce (quota energia, quota potenza e quota fissa) e compresa la stessa accisa: si tratta quindi di un'imposta che si applica anche sopra un'altra imposta. L'aliquota applicata dipende dal tipo di utenza:

  • Usi domestici: IVA al 10%, sia per l'abitazione di residenza sia per le seconde case;
  • Altri usi (attività professionali e imprese): IVA al 22%.

A differenza dell'accisa, che dipende solo dai kWh consumati, l'IVA cresce insieme all'importo della bolletta: più alta è la spesa, maggiore è l'imposta pagata in valore assoluto. Ridurre il costo della materia energia, quindi, fa diminuire anche l'IVA versata.

Quanto pesano le imposte sulla bolletta?

Le imposte — accise e IVA — incidono per circa il 10% (il 9,8%) sul totale della bolletta di un cliente domestico tipo, ossia il cliente vulnerabile servito in Maggior Tutela con consumo di 2.000 kWh/anno e potenza di 3 kW. Le altre voci sono costituite dalla spesa per la materia energia, dai costi di trasporto e gestione contatore e dagli oneri di sistema.

Composizione del prezzo di riferimento della luce (cliente vulnerabile in Maggior Tutela)
Voce di spesa €cent/kWh Peso
Materia energia19,0360,2%
Trasporto e gestione contatore6,1819,5%
Oneri di sistema3,3210,5%
Imposte (accise e IVA)3,109,8%
Totale (tasse incluse)31,63100%

Fonte: elaborazione su dati ARERA - Maggior Tutela III trimestre 2026 (luglio-settembre)

Rispetto al secondo trimestre 2026 il prezzo di riferimento è aumentato del 4,6%, soprattutto per il rialzo dei prezzi all'ingrosso e l'adeguamento degli oneri di sistema, ma il peso delle imposte sul totale resta comunque intorno al 10%. Cos'è invece il PCV (Prezzo Commercializzazione Vendita)? Scoprilo nella guida dedicata: PCV (Prezzo Commercializzazione Vendita): definizione, costo e come risparmiare.

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Domande frequenti su accise e IVA in bolletta

Le accise sono imposte indirette sul consumo, gestite dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e destinate allo Stato. Si applicano alla quantità di energia elettrica consumata (in kWh) e sono uguali per tutti i fornitori: cambiare offerta non le riduce.

L'accisa dipende dalla quantità di energia consumata (kWh), mentre l'IVA dipende dal valore economico della fornitura (€). Inoltre l'IVA si calcola anche sull'accisa stessa, applicandosi quindi sopra un'altra imposta.

Per l'uso domestico l'aliquota è di 0,0227 €/kWh sui consumi oltre 150 kWh al mese (i primi 150 kWh dell'abitazione di residenza sono esenti). Per gli usi non domestici è di 0,0125 €/kWh fino a 200.000 kWh al mese.

Si moltiplica l'aliquota (0,0227 €/kWh per l'uso domestico) per i kWh soggetti a imposta. Su una seconda casa che consuma 1.500 kWh l'anno, ad esempio, l'accisa è di circa 34 €, a cui si aggiunge l'IVA al 10%.

Sì. L'IVA si calcola sul totale della bolletta, accisa compresa: è quindi un'imposta che si applica anche sopra un'altra imposta.

No. Il gas ha accise proprie, calcolate in €/Smc e articolate per scaglioni di consumo. Trovi il dettaglio nella guida alle imposte sulla bolletta del gas.

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