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Come Aprire un Asilo Nido: ecco tutti i Requisiti

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Prendersi cura dei bambini in tenera età significa garantire un futuro migliore al nostro Paese. Un asilo nido è quel luogo di formazione, condivisione e crescita dove si forgia l’animo, la personalità ed il carattere delle generazioni a venire. Non è un semplice parking dove lasciare i nostri figli quando dobbiamo tornare a lavoro dopo la maternità/paternità. Va considerato come il primo step dell’educazione, dell’iter scolastico e della sociabilità.

Oggi prenderemo in esame tutti i requisiti necessari per aprire un asilo nido privato. Oltre, ovviamente, ad una panoramica dettagliata su costi e finanziamenti ed un’analisi certosina sulle spese relative alle utenze elettriche di un asilo nido.


Cos’è un asilo nido?

Si fa riferimento al termine asilo nido in relazione ad un servizio educativo e sociale che accoglie i bambini da 3 mesi sino ai 3 anni di età. È il luogo che consente, insieme all’apporto familiare, lo sviluppo psico-fisico dei più piccoli, aiutando i bambini ad acquisire le prime abilità, le conoscenze e i legami affettivo-relazionali utili ad uno sviluppo sano durante la crescita.

In fatto di leggi un asilo nido si muove nel rispetto della legge istitutiva n. 1044 del 6 dicembre 1971. L’articolo 6 della suddetta legge afferma che ogni Regione dovrà fissare le linee guida generali per la costruzione, gestione e controllo attivo degli asili. Un asilo nido (sia esso pubblico che privato) dovrà essere gestito da personale qualificato, seguire le norme di accessibilità e possedere requisiti tecnici utili a garantire lo sviluppo del bambino.

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Requisiti Apertura Asilo Nido

Si tratta di un vero e proprio microcosmo con una netta suddivisione interna: i bambini, infatti, verranno divisi in gruppi in base all'età: dai 3 mesi ai 12 mesi, dai 13 ai 24 e dai 25 e ai 36 mesi d’età. Un modo molto utile per creare dei gruppi umani con esigenze simili e con le stesse fasi di sviluppo, di gioco e di formazione. Gli arredi di un asilo nido dovranno garantire sempre accessibilità, sicurezza, funzionalità e soprattutto igiene. Una giornata tipo di un bambino in un asilo nido si articolerà in varie fasi che si ripeteranno nel corso delle ore: arrivo, fase di gioco, cambio pannolino, pranzo, riposo, merenda, ecc.

Come Aprire un Asilo Nido Privato?

Senti dentro di te il desiderio di lavorare a contatto con il mondo dell’infanzia? Allora aprire un asilo nido privato potrebbe essere l’investimento giusto per unire la tua passione alla crescente domanda del mercato. Perché, molto spesso, gli asili pubblici hanno liste di attesa molto lunghe che diventano incompatibili con la vita frenetica e lavorativi dei genitori di oggi. Di seguito gli step burocratici per aprire un asilo nido privato:

  1. Apertura di una partita IVA
  2. Apertura relative posizioni INPS
  3. Autorizzazione certificata del Comune dove si aprirà il centro presso lo Sportello per le Attività Produttive. Tale autorizzazione andrà rinnovata ogni 3 anni ed i requisiti variano da città a città
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Deducibilità Spese per Partita IVA

Sapevi che se possiedi una Partita IVA puoi richiedere la deduzione delle bollette luce e gas?

Asilo nido: quali sono i requisiti?

Se l’iter burocratico che sottende l’apertura di un asilo nido privato è abbastanza semplice e “scorrevole”, molti e diversificati sono i requisiti previ. Ovviamente, trattandosi di una struttura atta ad ospitare i più piccoli, dovrà avere delle caratteristiche fondamentali che renderanno questo spazio unico e soprattutto accessibile e armonioso da vivere per i baby ospiti. Analizziamo, in primis, come deve essere la struttura di un asilo nido:

  • L’immobile scelto dovrà essere ampio, spazioso e soprattutto luminoso. Sarà impossibile aprire un asilo nido in un seminterrato o una struttura con poca illuminazione naturale
  • Andranno evitati tutti gli “angoli vivi” con accurati paraspigoli in ogni stanza e in ogni pezzo d’arredamento
  • Gli impianti elettrici, a gas e dell’acqua devono essere a norma, con relative utenze attive (analizzeremo il tutto più avanti)
  • Divisione netta tra area gioco, area pasti ed area riposo
  • In base alla grandezza della struttura un asilo nido potrà ospitare, in linea di massima, tra i 20 ed i 50 bambini
  • Un asilo nido privato dovrà avere un minimo di 6 metri quadri per bambino, 8 metri quadri per bambino per ciò che concerne i bagni
  • Un asilo nido dovrà garantire 42 settimane di apertura, dal lunedì al venerdì in linea di massima, dalle 6 alle 11 quotidiane

Va da sé che, in questi determinati tipi di strutture, si dovranno prendere in considerazione ulteriori requisiti. In primis quelli riferiti agli operatori che lavoreranno a contatto con i bambini. Un educatore di un asilo nido dovrà essere in possesso di uno o più dei seguenti titoli di studio:

  • Maturità conseguita presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico
  • Diploma di Tecnico dei Servizi Sociali
  • Laurea in Pedagogia
  • Laurea in Scienze dell’Educazione
  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria
  • Master per la Formazione della Prima Infanzia

Aprire un Asilo Nido senza LaureaÈ possibile aprire un asilo nido senza essere in possesso di una Laurea? La risposta è sì! Come abbiamo visto sopra il requisito minimo è possedere un diploma di indirizzo socio-psico-pedagogico. Qualora non si fosse in possesso nemmeno di questo primo requisito potrete aprire un asilo nido come direttori ma non come operatori. Dovrete, quindi, assumere un team di esperti nel settore per poter lavorare a stretto contatto con i bambini.

Aprire un Asilo a Casa: è legale?

Altro dubbio che fughiamo subito: è possibile aprire un asilo nido privato in casa? Anche in questo caso la risposta è affermativa. Un asilo nido nel proprio domicilio viene denominato nido famiglia. In questo caso specifico non ci sarà bisogno di un titolo di studio ad hoc: basterà seguire un corso di 250h seguito da un tirocinio professionalizzante. Solo 6 potranno essere i bambini ospitati da queste particolari strutture.

Inoltre una casa da adibire ad asilo nido deve possedere tutti i requisiti necessari a ospitare i bambini. Andrà quindi organizzato seguendo i dettami delle normative comunali. In linea di massima, comunque, la casa dovrà avere una stanza per il riposo dei bambini con tutte le attrezzature necessario. Inoltre una sala giochi e/o uno spazio all’aperto, una cucina ed un bagno. Come nel caso di un asilo nido privato canonico anche per quello domiciliare si dovrà aprire regolare partita IVA e seguire la burocrazia determinata dal Comune/Regione.

Utenze elettriche asilo nido: tutte le informazioni utili

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Requisiti Impianti e Attivazione Contatore

Tra i costi fissi della tua nuova attività andranno presi in considerazione l'affitto della sede, eventuali rate per mutui e prestiti, le assicurazione, le utenze elettriche e del gas, ecc. Innanzitutto, serve sapere che il contatore della luce e quello del gas andranno attivati sottoscrivendo un'offerta per clienti con partita IVA; e ancora una volta acquistato o affittato l’immobile in cui aprire l'asilo nido dovrete tener in considerazioni molteplici questioni relative alla sicurezza degli impianti.

Il Ministero dell’Interno ha infatti emanato una Regola Tecnica che prevede una serie di norme per la sicurezza degli impianti elettrici degli asili. Dovranno sempre essere installati degli impianti di sicurezza in caso di fumo e/o incendio per garantire l’incolumità dei più piccoli.

Una volta installato un impianto elettrico a norma, seguendo i dettami della Regola Tecnica, non ti resta che richiedere l'attivazione del contatore contattando un qualsiasi fornitore che opera sul territorio nazionale. Il consiglio è quello di scegliere un'offerta competitiva, con un prezzo dell'energia basso in grado di farti risparmiare in bolletta. A prescindere dal fornitore scelto, ricorda inoltre che puoi godere dell'agevolazione sull'IVA in bolletta, riservata ad un particolare tipo di aziende, tra cui appunto le scuole.

In fase di attivazione del contatore, avrai bisogno di alcuni dati per procedere alla sottoscrizione del contratto, guardiamoli insieme:

  • Ragione sociale dell'attività;
  • Dati anagrafici del legale rappresentante;
  • il numero della Partita IVA;
  • Codice POD per l’energia elettrica e PDR per il gas metano;
  • Indirizzo esatto di fornitura;
  • Eventuale documentazione per richiedere agevolazioni fiscali.

Per scegliere il fornitore più conveniente per la tua nuova attività, dovrai confrontare le offerte e identificare quella che ti farà risparmiare in bolletta. Per una consulenza gratuita sulla scelta del fornitore luce e/o gas per il tuo asilo nido contattaci allo 010 848 01 61 o fatti ricontattare. Nel frattempo, nelle tabelle di seguito ti segnaliamo alcune tra le migliori offerte di luce e gas per clienti business: 

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  • Prezzo bloccato per 1 anno:   €/Smc
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Quali sono i costi per aprire un asilo nido?

Aprire un asilo nido privato che sia all’altezza di uno pubblico è sicuramente un investimento monetario importante. Bisogna tenere in considerazione, infatti, molti fattori che possono far aumentare (e non di poco) le spese. Soprattutto per ciò che concerne l’importo iniziale per avviare l’attività. In linea di massima per aprire un asilo nido di piccole-medie dimensioni l’investimento iniziale si aggira intorno ai 100.000 €. Circa la metà di questa cifra verrà utilizzata per acquistare mobili, complementi d’arredo ed attrezzature che vanno dai fasciatoi, alle culle passando per i giochi per i più piccoli. L’eventuale canone d’affitto, la ristrutturazione dei locali, le utenze, lo stipendio dello staff e la pubblicità arricchiscono la lista dei costi.

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Costi e Finanziamenti

Per ciò che riguarda i costi annuali relativi all’attività di un asilo nido privato tante sono le variabili da tenere in considerazione. La spesa annuale di mantenimento è la somma, per esempio, dei costi di gestione della partita IVA, dei pagamenti al commercialista, delle spese di manutenzione di strutture e giochi, dell’alimentazione e dei pasti dei bambini, etc. Il totale, orientativamente, si muove sui 15.000 € annuali. Si tratta di costi importanti, molto elevati per un singolo o per un gruppo ristretto di persone che decide di aprire un asilo nido.

Per questo un’opzione da tenere in considerazione può essere il Franchising che permette il pagamento di una una tantum e della sicurezza di una gestione controllata. Qualora aprire un asilo nido sia, oltre che una passione, la futura fonte di entrate monetarie non è consigliabile aprire una struttura del genere come associazione. Un’associazione, inoltre, è un ente no-profit dove i lavoratori sono sempre volontari. Non esiste una ferrea normativa al riguardo ma non è legale aprire un asilo nido come associazione per beneficiare dei vantaggi fiscali e poi perseguire fini a scopo di lucro.

Finanziamenti e Fondi Europei per apertura asilo nido

Aprire un asilo nido privato, come abbiamo visto, presuppone una spesa importante. A volte impossibile da sostenere. Per questo sono stati creati una serie di finanziamenti per aiutare i cittadini ad intraprendere un’attività nell’universo educativo infantile. Elenchiamo di seguito le principali agevolazioni fiscali:

  • Agevolazioni per l’imprenditoria femminile: fa riferimento alla Legge 215 del 1992. Si tratta di un insieme di agevolazioni fiscali per imprese nuove e/o già avviate a gestione prevalentemente femminile
  • Microcredito per PMI (piccole e medie imprese)
  • Contributi Regionali per Asilo Nido: i contributi assegnati dalle regioni italiane possono essere utilizzati per l’acquisto e/o ristrutturazione dell’immobile, l’acquisto di materiale ed attrezzature e alla manutenzione di queste
  • Contributi per asili nido aziendali ed agricoli: con queste speciali agevolazioni sarà possibile creare asili nido in ambienti particolari come le aziende - un modo interessante per conciliare famiglia e lavoro - e in contesti agricoli per avvicinare il mondo dell’infanzia a quello della natura
  • Prestito d’onore: favorisce l'autoimpiego per le nuove partite IVA. È pensato per disoccupati o inoccupati che vogliano aprire la partita IVA che potranno giovare di mutui agevolati, contributi a fondo perduto, ecc.
  • Fondi Europei: si tratta di speciali sovvenzioni atte a creare progetti transnazionali. Non fanno, quindi, riferimento ad agevolazioni fiscali all’interno degli Stati Membri.