ARERA: nel 2019 erogate sanzioni per 63 milioni di euro

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63 milioni di euro le sanzioni irrogate da ARERA nel 2019 verso fornitori e produttori di energia elettrica e gas..
63 milioni di euro di sanzioni stimate da ARERA per il 2019, tra fornitori e produttori energetici non a norma.

Stando alla relazione annuale di ARERA per il 2019, gli illeciti in materia di forniture per energia elettrica, gas e acqua si aggirerebbero attorno al valore di 63 milioni di euro, tra rimborsi agli utenti e sanzioni ecologiche.


L'attività sanzionatoria dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) è proseguita nel 2019, a danno di fornitori e produttori energetici non adempienti rispetto agli standard ecologici previsti nel paese, a favore dei molti utenti che avevano fatto ricorso per bollette dalle eccessive spese di gestione, a fronte di bassi livelli di consumo.

Fornitori poco professionali? Le sanzioni

Arera (qui trovi i due volumi della relazione annuale 2020) ha quindi irrogato per l'anno concluso un totale di 47 sanzioni, per l'ammontare di 63 milioni di euro, di cui ben 13 milioni a titolo di rimborso per i clienti intestatari di forniture luce e gas, incrementati di oltre 3 milioni dall'anno precedente.

Fornitori poco professionali? La scelta di un fornitore di energia elettrica e gas a scatola chiusa ha portato molti clienti a lamentarsi del servizio assistenza, quanto a costi di gestione e spese di trasporto eccessivi e non adeguatamente motivati. Cambiare fornitore è un diritto dell'utente, che può esercitare a titolo gratuito. Scegli il fornitore più adatto per le tue utenze domestiche e business.

L'autorità ha esercitato il potere il potere di prescrivere ai venditori la cessazione di comportamenti lesivi dei diritti dei clienti nonché l'obbligo di erogare indennizzi eventuali, tra i quali la restituzione delle somme illegittimamente addebitate ai clienti per quanto concerne energia elettrica e del gas.

Per quanto riguarda i rimborsi avvenuti durante l'anno precedente, 10 milioni di euro, a favore di clienti e utenti finali con contratti principalmente di tipologia domestica, buona parte di questi valori è avvenuta tramite conciliazione con i fornitori, con un tempo medio di chiusura delle pratiche di 55 giorni.

Di seguito, un estratto della Relazione Annuale sui contenziosi con i clienti:

[...]anche nel 2019 l’Autorità ha esercitato il potere di prescrivere agli operatori la cessazione di comportamenti lesivi dei diritti degli utenti e l’obbligo di corrispondere indennizzi, per esempio ordinando a un venditore la restituzione ai clienti dell’energia elettrica e del gas delle somme illegittimamente addebitate a titolo di corrispettivo a copertura di cosiddetti “costi di gestione amministrativa”, per un valore di circa 13 milioni di euro.

La maggioranza delle contestazioni legate alle bollette di energia elettrica, gas e acqua è risultata derivante dalle elevate spese di trasporto e oneri di sistema da parte dei fornitori, spesso a fronte di consumi rilevati molto bassi e una mancata o parziale spiegazione agli utenti.

Non c'è da stupirsi, quindi, se nel giro di appena un anno le chiamate gestite dal servizio clienti della stessa ARERA sia aumentato del 45%, con conseguente aumento dei rimborsi effettivi.

50 Milioni di euro di sanzioni "Green": Ilva al primo posto

La porzione più consistente delle sanzioni per il 2019 è strettamente collegata alle normative ecologiche legate al settore energetico, per un totale di 50 milioni di euro. Tra le strutture più sanzionate, anche l'Ex Ilva.

Il numero totale di avvii e di chiusure dei procedimenti sanzionatori e prescrittivi, rispettivamente di 50 e 37, risulta linea con gli anni precedenti ma 4 sono state le sanzioni irrogate nei confronti delle società di un primario gruppo a livello mondiale attivo nel settore dell’attività siderurgica per mancato acquisto di certificati verdi.

Il focus principale delle sanzioni Green, senza grande sorpresa per gli esperti del settore, è stato comminato alla Taranto Energia (Ex Ilva in Amministrazione Straordinaria, oggi ArcelorMitta Italy Energy) ed all’Ex Ilva spa, per il mancato rispetto dell’obbligo di acquisto di certificati verdi negli anni dal 2012 al 2015.

L'importanza dei certificati verdiL'obbligo per fornitori e venditori di ottenere certificati verdi è fondamentale, una tutela dell'interesse pubblico posta a difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, volta a promuovere l'utilizzo delle fonti rinnovabili.

Dei 57 procedimenti conclusi, 47 sono terminati con l’accertamento delle responsabilità e la conseguente irrogazione di sanzioni.

L'attività sanzionatoria di ARERA ha svolto un ruolo rilevante negli ultimi anni affinché venisse rispettata l'attuazione delle attuali situazioni a rischio, non riuscendo però a diminuirne il volume già presente, quanto invece evitando che si creassero nuovi casi limite.

Conosci la classifica dei fornitori più Green per il 2019?Nella Relazione Annuale di ARERA molti sono i punti trattati, tra cui la classifica dei fornitori più attenti alle tematiche di ecosostenibilità e fonti rinnovabili, impegnati nell'erogazione di energia pulita.

Delle molte attività dell'Autorità Nazionale riportate dalla relazione annuale del 2019, indubbiamente la restituzione del maltolto agli utenti di luce, gas e acqua risulta uno strumento fondamentale di supporto economico in un periodo di forte crisi.

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