Rete Unica: Enel cede Open Fiber? Facciamo il punto!

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Il 50% delle quote andrà al gruppo Macquarie?
Rete unica, conti in rosso e progetti da portare a termine entro il 2023: Open Fiber è in un momento cruciale. Cederà le quote al fondo Macquarie?

La quota parte di Open Fiber, detenuta da Enel, è nel mirino di Macquarie, che avanza una proposta per ottenere il 50% delle quote. Una volta confermata la trattativa, si potrà procedere con la realizzazione, in collaborazione con Tim, della rete unica nazionale in fibra ottica.


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Realizzare una rete nazionale ultra veloce non è più solo un'idea, ma un progetto che potrebbe concretizzarsi in breve tempo. E che ha già un nome: FiberCop. Ma di questo ne parleremo, forse, nei prossimi giorni. Le difficoltà risiedono negli equilibri tra le parti coinvolte: Enel, Tim, Cdp e Kkr, fondo americano. Non è semplice, ma un "colpo di scena" potrebbe rendere più stabile la situazione.

Macquarie, ente che si occupa della gestione di fondi di investimento per aziende, ha avanzato una proposta di acquisto per il 50% delle quote di Oper Fiber. L'azienda di Franco Bassanini, Presidente, e Elisabetta Ripa, AD, ha chiuso il 2019 con una perdita di 117 milioni, e questo, di sicuro, è un segnale che rivela l'esigenza di un cambiamento.

Che cos'è Open Fiber?

Open Fiber è la società italiana che si occupa di realizzare infrastrutture di rete a banda ultra larga in fibra ottica FTTH, Fiber To The Home. L'obiettivo dell'azienda è riuscire a portare in tutto il Paese internet ad alta velocità per contribuire allo sviluppo di servizi digitali sul territorio.

Le quote dell'azienda sono attualmente divise tra Enel e Cdp Equity.

Che cos'è Cdp Equity? La società per azioni di Cassa Depositi e Prestiti. Il suo ruolo è quello di mantenere l'equilibrio tra gli interessi delle aziende private coinvolte in progetti di interesse nazionale. Per farlo, acquisisce quote di minoranza di queste imprese e ne tutela lo sviluppo.

Macquarie presenta un'offerta per acquistare il 50% detenuto da Enel!

Il fondo australiano Macquarie ha presentato i primi di settembre una proposta per acquisire il 50% della joint Enel-Cdp. Le quote richieste hanno un valore attuale di 384 milioni, meno 10 milioni rispetto all'anno precedente.

A quanto ammonta, invece, l'offerta? 3,5 miliari di euro, quasi la metà della stima complessiva dell'impresa. Il valore totale è, quindi, di 7,7 miliardi in totale (6 di equity, il resto di debito).

Che cos'è il Gruppo Macquarie?Definito anche la Fabbrica dei Milionari, è un gruppo bancario australiano che si occupa di investimenti, servizi finanziari e fondi di investimento.

Il fondo infrastrutturale, inoltre, sta già preparando una contro proposta vincolante che sarà messa sul tavolo ed esposta 17 settembre, durante il prossimo Cda, consiglio di amministrazione. Accettarla potrebbe diventare il primo passo verso la realizzazione della rete unica nazionale in fibra ottica. Che sarà, presumibilmente, presa in mano dalla newco FiberCop, di cui farà la parte del leone Tim.

Fibra ottica nazionale entro il 2021?

Il 31 agosto è stata annunciata la nascita di AccessCo, la società Tim e Cdp, che si occuperà della creazione della rete unica nazionale.

Il progetto punta alla nascita di AccessCo, società aperta anche ad altri investitori e destinata a gestire la rete unica nazionale. AccessCo verrà costituita mediante la fusione di Fibercop, società comprensiva della rete di accesso primaria e secondaria di Tim, e di Open Fiber, società dedicata alla fibra ottica e partecipata da Cdp e Enel

Comunicato stampa Cdp

Open Fiber è, quindi, una parte imprescindibile di questo progetto proprio grazie alle competenze tecniche ed esperienza nel settore. Però, le perdite che l'azienda ha riscontrato negli ultimi anni (nel 2018 l'azienda ha perso 97,3 milioni, mentre quest'anno 117 milioni di euro) potrebbero essere un ostacolo nella realizzazione finale.

A rendere ancora più complessa la situazione sono i rapporti tra Tim e Open Fiber, peggiorati dalla causa di 1,5 miliardi che l'azienda dell'ultra fibra ha mosso verso l'impresa di telecomunicazioni.

Lo stesso Ceo di Enel, Francesco Starace, non si è sbilanciato su come la situazione potrebbe evolversi, ribadendo, durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio, i reali obiettivi del gruppo:

A me interessa cablare, tutto il resto un po' meno.

Francesco Starace CEO Enel

Inoltre, anche Rai si è fatta avanti per garantire la neutralità del progetto e farne parte. La proposta è stata avanzata dopo l'audizione di Stefano Ciccotti, Chief Tecnology Officer di Rai in cui affermato che:

Ha approfondito i temi relativi allo sviluppo della banda ultralarga attraverso le varie iniziative sulle quali la Rai è impegnata, tra cui la content delivery network, la sperimentazione del trasporto attraverso la partnership di Open Fiber dei contenuti in altissima definizione su reti in fibra ottica, l'estensione dei servizi Rai nelle cosiddette 'aree bianche' del Paese e la partecipazione dell'azienda nelle attività di sviluppo del 5G nonché i rischi e le opportunità future che il progetto di Rete Unica UBB rappresenta per la Rai.

E Mediaset non poteva mancare di conseguenza, visto che il futuro dei contenuti si sta evolvendo verso una direzione sempre più legata alle reti d'avanguardia.

La prospettiva di realizzare una rete unica ultra veloce, rafforzare la governance, coinvolgere il Gruppo Macquarie e Rai potrebbe cambiare le sorti di Open Fiber e risolvere la competitività tra le aziende coinvolte.
Rimaniamo in attesa di ulteriori dettagli sulle trattative. Iscriviti al nostro canale Telegram per rimanere aggiornato in tempo reale!

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