Recesso anticipato: il cambio fornitore luce sarà sempre gratis nel 2024?

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Oneri di recesso anticipato 2024
La normativa ARERA sugli oneri di recesso anticipato ha diviso associazioni dei consumatori, famiglie e aziende. Scopriamo insieme cosa cambia.

A partire da gennaio 2024, secondo le disposizioni introdotte dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) l'estate scorsa, i fornitori di energia ora possono imporre oneri di recesso anticipato ai clienti che decidono di interrompere il loro contratto prima della scadenza.

Con l'inizio del 2024 stanno per cambiare molte cose. Tra queste, il funzionamento del recesso anticipato per i contratti di energia elettrica. Cosa significa? Che, in base ai fornitori, richiedere una disdetta prima dei tempi previsti dal contratto può non essere più gratis, ma avere un costo regolamentato da ARERA.

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Che Cos'è il Recesso Anticipato?

Il recesso anticipato si verifica quando un cliente, sia esso domestico o business, sceglie di terminare il suo contratto di fornitura prima della scadenza stipulata. Questa azione, ora, è soggetta a nuove regole nel settore elettrico, e può comportare un aggravio finanziario per il consumatore.

Come si recede da un contratto?

Finora, per cambiare offerta di energia, era sufficiente contattare il nuovo fornitore e richiedere l'attivazione della nuova soluzione, un processo che non comportava alcun costo aggiuntivo. Tuttavia, ora, questa procedura potrebbe comportare dei costi, ma soltanto in determinate circostanze.

Va specificato però che questa non è una scelta obbligata da parte del fornitore: infatti è il venditore stesso che decide se la disdetta anticipata sia gratuita o meno.

Quando è possibile applicare gli oneri di recesso anticipato?

La delibera ARERA dello scorso giugno stabilisce che gli oneri di recesso anticipato possono essere applicati solo in specifici casi:

  • contratti a durata determinata e prezzo fisso.
  • contratti a tempo indeterminato per cui sono previste condizioni economiche a tempo determinato.

L'onere, però, è limitato al periodo di validità delle condizioni economiche a prezzo fisso che vengono chiaramente definite, infatti, nella delibera ARERA stessa:

"Esclusivamente nei contratti di durata determinata e a prezzo fisso che allo scadere di tale prezzo, prevedono un passaggio a un prezzo variabile, in entrambi i casi, tali oneri potranno comunque essere imposti solo limitatamente al periodo di validità delle condizioni economiche a prezzo fisso."

DELIBERA ARERA, 6 giugno 2024.

È importante, però, tenere a mente che nel caso in cui il fornitore cambi le condizioni in modo unilaterale, le condizioni di recesso, compresi gli oneri, decadono.

Trasparenza e obblighi dei fornitori

Un altro aspetto chiave della delibera del 6 giugno 2023 è la trasparenza. I fornitori devono indicare "in maniera chiara, espressa e agevolmente comprensibile" nel contratto di energia elettrica l’importo massimo dell’onere, che deve essere "specificamente approvato e sottoscritto dal cliente". 

ARERA ha imposto delle norme per regolare il massimo importo per tutelare i consumatori ed evitare, quindi, che il costo in fase di disdetta possa essere eccessivo e causare un danno alle persone. 

"La somma richiesta deve, in ogni caso, essere proporzionata e non può eccedere la perdita economica derivante dal recesso anticipato".

DELIBERA ARERA, 6 giugno 2024.

A questo, si aggiunge l'obbligo del fornitore di spiegare e mettere luce su tutti i dettagli in un paragrafo del contratto di energia elettrica, dedicato alle modalità e oneri per il recesso. Questa misura mira a proteggere i consumatori in fase di cambio offerta da sorprese indesiderate e a garantire una scelta consapevole.

Quindi, nel caso in cui il tuo fornitore luce aggiunga un onere in caso di disdetta anticipata, nei contratti e nelle schede riassuntive delle offerte di energia a prezzo fisso, troverai ora una nuova sezione dedicata ai costi di recesso anticipato. Qui, sarà indicata la "somma massima" che potresti dover pagare se decidi di terminare il contratto prima del tempo. Questo importo è solo una cifra massima, non la penale effettiva che verrà calcolata in base a quanto tempo manca alla fine del contratto.

Accanto a questa informazione, i fornitori di energia spiegheranno come calcolano la penale esatta per il recesso anticipato. Così, prima di decidere di cambiare fornitore o annullare il contratto, potrai calcolare da solo quanto ti costerà, aiutandoti a fare una scelta informata e consapevole.

Reazione e impatto sul mercato

Le associazioni dei consumatori hanno sollevato preoccupazioni, temendo che tali oneri possano limitare la concorrenza e restringere la libertà di scelta delle persone. Allo stesso tempo, i fornitori vedono in questa normativa un modo per ridurre il rischio economico associato ai recessi anticipati in questo periodo di grande volatilità dei prezzi

Vediamo nel dettaglio cosa dicono le associazioni dei consumatori:

"Una vergogna! Abbiamo chiesto inutilmente e ripetutamente a Governo e Parlamento, depositando le osservazioni al disegno di legge sulla concorrenza appena varata, di abrogare la norma che prevede che il fornitore di energia elettrica possa far pagare ai clienti una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura a tempo determinato o a prezzo fisso."

MARCO VIGNOLA, Responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Anche gli altri enti hanno reagito con veemenza. Assouenti chiede l'intervento dell'Antitrust e di Mister Prezzi (cioè il Garante per la sorveglianza dei prezzi); Consumerismo definisce gli oneri un limite per il mercato detto libero, "una misura a favore degli operatori che non vogliono più assumersi il rischio di mercato, ribaltato adesso interamente sul consumatore finale" mentre, il Codacons vuole fare ricorso al Tar del Lazio.

Equilibrio tra tutela e libertà di scelta

L'introduzione degli oneri di recesso anticipato in Italia rappresenta un equilibrio delicato tra la tutela dei fornitori e la libertà di scelta dei consumatori. Mentre queste misure possono stabilizzare il mercato energetico, esse sollevano domande importanti sulla mobilità del consumatore nel libero mercato. La situazione merita un'attenzione continua per assicurare che i benefici per i fornitori non superino i diritti e le opportunità dei consumatori.

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