Cambio fornitore energia non sarà sempre gratis: quando è prevista la nuova penale?

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oneri recesso anticipato
Scopri la novità che smuoverà il mercato: presto il cambio fornitore luce non sarà più gratuito in tutte le situazioni.

Pubblicato da Marina Lanzone il 23 giugno 2023  e aggiornato il 19 luglio 2023|| ⏳ tempo di lettura 9 min.

A partire dal 2024, il cambio fornitore luce potrebbe non essere più sempre gratuito: le aziende potranno decidere se inserire nei propri contratti a prezzo fisso gli oneri di recesso anticipato, in caso il cliente finale decidesse di chiudere l'accordo o cambiare gestore prima della scadenza naturale delle offerte. Come cambieranno il mercato dell'energia elettrica e le scelte dei consumatori, dopo l'introduzione di questa novità? Scoprilo in questo articolo. 

Il mercato libero è nato con l'obiettivo di garantire lo sviluppo della concorrenza nel settore luce e gas. Ma...

Cos'è la concorrenza?

"Si tratta della situazione di mercato con ampia libertà di accesso all’attività d’impresa, possibilità di libera scelta per gli acquirenti (in particolare, i consumatori) e, in generale, la possibilità per ciascuno di cogliere le migliori opportunità disponibili sul mercato, o proporre nuove opportunità, senza imposizioni da parte dello Stato o vincoli imposti da coalizioni d’imprese".

Dal sito treccani.it.

Questa è la definizione generale che l'enciclopedia Treccani dà del concetto di concorrenza. Per i consumatori italiani, finora, questo principio si è trasformato nella concreta possibilità di cambiare fornitore in ogni momento, senza nessun onere diretto, potendo sottoscrivere l'offerta più conveniente gratuitamente.

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Tra pochi mesi, però, questa possibilità di cambiare fornitore liberamente potrebbe venire meno (almeno in parte). Ecco quello che sta per accadere nel mercato libero dell'energia elettrica

A chi verrà applicata la penale degli Oneri di recesso anticipato?

L'ARERA (Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente), con la delibera 250/2023/R/COM del 6 giugno 2023, ha stabilito che a partire da gennaio 2024, i fornitori luce potranno decidere di inserire gli oneri di recesso anticipato nei contratti a prezzo fisso destinati ai clienti di piccole dimensioni (domestici e microimprese con meno di 50 dipendenti e che realizzano un fatturato/totale di bilancio che non superi i 10 milioni di euro). 

Cos'è l'onere di recesso anticipato? È una "penale" che il consumatore finale paga al fornitore, nel momento in cui decide di cambiarlo con un altro o di recedere il contratto prima della scadenza della sua offerta luce, arrecandogli un evidente danno economico.

Questi oneri sono stati previsti dall'Autorità solo per due tipi specifici di contratto luce a prezzo fisso:

  1. a tempo determinato
  2. a tempo indeterminato per cui però sono previste condizioni economiche a tempo determinato (rientrano in questa categoria le offerte "classiche", che si trovano solitamente in commercio). 

Quando un fornitore decide di aggiungere in listino una tariffa simile, è costretto a fare una stima delle spese che dovrà sostenere in un certo arco di tempo (solitamente 12 o 24 mesi) per stabilire un prezzo. Le sue previsioni, però, potrebbero essere disattese, quindi le offerte a prezzo bloccato rappresentano sempre un "rischio" per il fornitore, specie in periodi come questo, caratterizzati da grande volatilità. Lo scopo degli oneri di recesso anticipato, quindi, sarà quello di "risarcire" il fornitore per le perdite subite a causa dell'eventuale disdetta prematura di un contratto da parte del cliente.  

Ricorda: gli oneri di recesso anticipato non sono obbligatori! Come specificato anche nella delibera ARERA, quella di aggiungere al contratto gli oneri di recesso anticipato è solo una possibilità data ai fornitori di energia elettrica in Italia. Questo significa che alcune aziende potrebbero decidere di non applicarli ai loro contratti luce. Qualora, però, optassero per aggiungerli, devono assolutamente riportare la voce "in maniera espressa, chiara e agevolmente comprensibile", sia nei documenti informativi prima della firma del contratto sia nei contratti stessi, come ribadito nella stessa delibera ARERA del 6 giugno e nel decreto legislativo 210/21. Da parte sua, il consumatore deve, invece, approvare e sottoscrivere l'onere al momento della firma. Se tutto ciò non dovesse avvenire, il fornitore non avrebbe nessun diritto di richiederlo in un secondo momento

A quanto ammonterà l'onere di recesso anticipato? 

Nel mercato libero ogni fornitore può stabilire i prezzi delle sue offerte, siano esse fisse o indicizzate. Lo stesso varrà probabilmente per l'onere di recesso anticipato, che però non potrà essere rappresentato da una quota fissa, ma varierà in base a quando avverrà effettivamente il recesso.

Nulla ancora si conosce su come sarà possibile "calcolarlo". Per ora l'ARERA ha dichiarato che:

  • la somma richiesta dal fornitore non potrà essere superiore rispetto alla perdita economica direttamente subita dal venditore a causa dello scioglimento anticipato del contratto; 
  • dovrà essere stabilito "in conformità con i criteri dell’articolo 7, comma 5, del decreto legislativo 210/2021"; 
  • cambierà a seconda del "numero di mesi o giorni intercorrenti tra il recesso e il termine del contratto o delle condizioni economiche a tempo determinato". Detto in parole più semplici, se farai il recesso o il cambio fornitore due mesi prima della naturale scadenza dell'offerta, la penale sarà più bassa, rispetto a se verrà fatta richiesta di una di queste operazioni cinque mesi prima del termine.  

A questo punto, per non correre il rischio di trovarsi davanti a brutte sorprese, diventa molto importante rivolgersi a venditori affidabili e che hanno fatto della "trasparenza" il loro motto, come sottolineato anche da Leonardo Santi, presidente dell'Aiget (Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader) in un commento esclusivo per luce-gas.it:

"La norma attuale non prevede suoi specifici algoritmi di calcolo sui quali basare la definizione dei corrispettivi di uscita da offerte a prezzo fisso, ma stabilisce che questi dovranno comunque esser commisurati al danno subito dal venditore, e che è onere del venditore stesso fornire elementi che provano che quanto applicato sia congruo. È anche in tal senso certamente importante che i consumatori si affidino a venditori affidabili, e comunque le Autorità sono impegnate a vigilare che ciò non comporti alcun tipo di abuso".

Dove sarà indicata la penale nel contratto luce?

Sul contratto e sulla scheda sintetica delle offerte a prezzo fisso (a tempo determinato o indeterminato ma con condizioni economiche a tempo determinato), qualora sia stato previsto l'onere di recesso anticipato, dovrà essere riportata una voce che riporta "la somma massima di denaro complessivamente dovuta", esplicitando che si tratti di una cifra limite e non dell'effettiva penale che invece verrà calcolata sulla base del numero di mesi (o giorni) che passano tra il recesso e il termine del contratto o delle condizioni economiche a tempo determinato.

box dedicato agli oneri di recesso anticipato nella scheda sintetica offerte
Ecco dove troveremo indicati gli oneri di recesso anticipato nelle schede sintetiche delle offerte.

Vicino a questo dato, i fornitori luce potrebbero anche riportare, una volta stabilito, il meccanismo di calcolo per ottenere l'esatto valore del proprio onere di recesso anticipato, che terrà conto di quando avverrà il recesso. In questo modo, prima di disdire un contratto o cambiare fornitore, il consumatore potrà calcolare in autonomia questa spesa, per capire a quanto ammonterà l'effettivo onere e prendere la decisione consapevolmente, solo dopo aver valutato l'effettiva convenienza. 

Oneri di recesso anticipato: sono un limite o un'opportunità per il mercato? 

L'introduzione di questa voce nel contratto rappresenta una novità importante che rischia di influenzare l'agire delle aziende e le decisioni dei clienti finali.

È bastata la diffusione di questa notizia per spaccare in due gruppi i rappresentati del settore energetico (venditori, associazioni, comparatori e i consumatori) tra chi è a favore e chi contro l'introduzione di questa nuova penale. 

Cosa faresti tu, trovandoti davanti un'offerta a prezzo fisso abbastanza conveniente, ma che prevede gli oneri di recesso anticipato?

"Assolutamente la attiverei. Ovviamente prima di scegliere un'offerta a prezzo fisso studio i prezzi: se il mercato tende a scendere scelgo un'offerta a prezzo variabile, se i prezzi sono buoni, stabili o a rischio risalita, allora scelgo un'offerta a prezzo fisso. In questo caso andrò a vedere le condizioni, di cui gli oneri di recesso anticipato che mi auguro saranno inquadrati dall'ARERA per evitare costi eccessivi. Per i consumatori, questa nuova voce rappresenta una complessità ma serve a proporre prezzi buoni e non si applica per sempre e a tutte le offerte sul mercato".

Antoine Arel, co-fondatore Selectra Italia.

Non ha dubbi Antoine Arel, fondatore di Selectra Italia: non è assolutamente detto che l'aggiunta di un onere di recesso anticipato possa incidere sulla convenienza di una tariffa a prezzo fisso. 

"La accetto se l'offerta è molto conveniente economicamente (anche in vista di un futuro calo dei prezzi) e se magari nell'offerta è previsto un servizio scontato in più, come per esempio la fibra FTTH a 22€."

Niccolò Carlieri,co-fondatore Selectra Italia.

Più cauto, Niccolò Carlieri, l'altro fondatore di Selectra Italia. Ma anche lui non si farebbe assolutamente intimorire dalla presenza di questa penale, soprattutto davanti a sconti e servizi aggiuntivi davvero vantaggiosi.

Questa penale, quindi, potrebbe non essere un vero limite per lo sviluppo della concorrenza, ma anzi un incentivo.

"La concorrenza funziona se le aziende sono in grado di offrire prezzi interessanti e competitivi ai loro clienti. A oggi, con i prezzi più alti e ballerini di prima, un fornitore non può offrire un prezzo fisso a condizioni vantaggiose, se il suo cliente può andare via in qualsiasi momento. Ecco un esempio semplice per capire bene questo concetto: immaginiamo un benzinaio che offre ai suoi clienti un abbonamento di 50 litri al mese al prezzo di 1,8 €/litro, valido per 12 mesi. Questo benzinaio prende un impegno, compra la benzina in anticipo. Se il costo della benzina scende e i suoi "abbonati" vanno a rifornirsi altrove, allora il nostro benzinaio "ad abbonamento" ci rimette. L'onere di recesso anticipato serve proprio a garantire forniture a prezzo fisso e competitivo, che sono le offerte più apprezzate dai consumatori, quindi alla fine è un bene per la concorrenza".

Antoine Arel, co-fondatore Selectra Italia.

È innegabile, specie in periodi come questo, caratterizzato da continui sali e scendi dei prezzi, che le offerte a prezzo fisso siano un po' come la "coperta di Linus" che ogni consumatore desidera per sè. D'altra parte anche i venditori sono alla ricerca di garanzie:

"Le offerte a prezzo fisso incontrano la preferenza di molti consumatori avversi al rischio, esprimendo tra l'altro anche i massimi potenziali di protezione per i clienti nelle fasi di rialzo dei prezzi. D’altra parte, la necessità per i venditori di effettuarne i relativi approvvigionamenti e coperture crea degli specifici costi e vincoli (e gli elevati livelli di volatilità dei prezzi registrati a seguito della crisi hanno ulteriormente incrementato costi e rischi per i venditori legati alla somministrazione di offerte a prezzo fisso). Un quadro regolatorio che consenta un’equa allocazione del rischio, come la possibilità di applicare corrispettivi di recesso anticipato proporzionali al danno eventualmente subito dai venditori a seguito di interruzioni anticipate dei contratti da parte dei clienti, può certamente favorire una più ampia diffusione delle offerte a prezzo fisso a costi più bassi".

Leonardo Santi, Presidente AIGET.

C'è però un aspetto interessante, messo in evidenza da Niccolò Carlieri:

"L'esperienza del mercato delle telecomunicazioni ci fa vedere un altro aspetto:da quando sono state tolte le penali di recesso anticipato, tanti consumatori hanno potuto facilmente switchare verso offerte non solo più convenienti ma anche tecnicamente più efficienti. Per esempio un ADSL poteva switchare verso un FTTH senza dover aspettare magari 1 anno per la scadenza del contratto. Per l'energia il tema delle diversa tecnologia non esiste, ma esistono altri servizi offerti insieme all'elettricità che potrebbero portare un cliente a cambiare fornitore, aldilà del semplice prezzo (penso a offerte luce+fibra o luce+climatizzatore/caldaia o gas+manutenzione caldaia). Quindi in sintesi, sono d'accordo che il fornitore debba rientrare dell'investimento iniziale di acquisizione del cliente, dandogli la flessibilità e un prezzo più alto o "bloccando" il cliente per un anno o due, ma offrendo un prezzo molto competitivo e comunque per un periodo di tempo non superiore a un anno".

Il mercato ne beneficerà realmente? È ancora un po' presto per dirlo. Segui le novità grazie alla nostra newsletter! Ci impegniamo a seguire la vicenda per te e comunicarti tutti gli eventuali sviluppi

Se sei interessato all'argomento, leggi anche l'aggiornamento di gennaio 2024 sugli oneri di recesso anticipato!

Altre novità in arrivo per il settore luce! Quella dell'introduzione degli oneri di recesso anticipato non è l'unica rivoluzione in arrivo nel mercato elettrico. Infatti, a partire dal 2026, pare che sarà possibile effettuare il cambio fornitore entro 24 ore dalla richiesta. Scopri i dettagli.

Fonti Articolo

Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente

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