Mercato Libero Luce e Gas: battaglia tra fornitori per i clienti del tutelato e l'iscrizione all'Albo Gestori

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Albo dei fornitori
Un Albo dei Fornitori più restrittivo potrebbe evitare problemi derivanti dalla gestione improvvisa di un gran numero di clienti finali da parte dei piccoli fornitori.

È guerra aperta sul destino degli utenti del Servizio di Maggior Tutela tra i fornitori del Mercato Libero, legato alla futura normativa per l'adesione all'Albo dei Trader Energia, ancora in fase di creazione: molti i nomi in campo a discutere se sia o meno presente il rischio di creare disservizi al cliente finale nel caso in cui piccoli fornitori si trovino a dover gestire un improvviso aumento esponenziale delle forniture ad essi registrate, con tutte le criticità del caso.


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Principale tema di dibattito sono quindi le future aste per stabilire i fornitori che sostituiranno il Servizio di Maggior Tutela entro i termini di scadenza previsti ad oggi, con la concreta possibilità che l'adesione al futuro Albo dei Fornitori sia una prerogativa imprescindibile. Forti perplessità in merito alla capacità dei piccoli fornitori di riuscire a gestire grandi volumi di clienti e che questo possa creare disservizi e malcontento nel passaggio al Mercato Libero: un totale di 17 milioni di utenti passerà entro il 2023 al mercato libero, e la gestione logistica delle fatture di un grande numero di clienti in più (anche nell'ordine delle decine di migliaia), così come riuscire a garantire un servizio clienti adeguato a tutte le necessità degli utenti, sembra essere una grande sfida da affrontare per le piccole e medie imprese.

Illumia e AIGET chiedono norme più restrittive per le aste

In un paese con 700 operatori che forniscono energia elettrica e gas alle famiglie italiane appare evidente a molti tecnici del settore che le piccole e medie aziende di fornitura, abituate a poche migliaia di clienti, possano trovare delle difficoltà nella gestione di un numero molto alto di utenze

Il rischio sottolineato da molti è che le infrastrutture necessarie a gestire decine di migliaia di utenti in più rispetto ai precedenti piccoli numeri porti disservizi e un forte malcontento nel cliente finale, che arriverà magari a rimpiangere la Maggior Tutela, nonostante la possibilità di una bolletta più economica.

Tra questi, si è espresso in merito per primo Marco Bernardi, presidente di Illumia, il quale appare molto perplesso rispetto alle capacità di gestione delle piccole aziende, operando spesso solo a livello locale:

Trattandosi di tanti clienti, sarà importante operare una selezione degli operatori più solidi e affidabili. Altrimenti, il rischio è che alcune aste possano essere vinte da operatori privi dell’infrastruttura e dell’esperienza necessarie a gestire un alto numero di utenze, parliamo di quote di mercato da milioni di consumatori: serviranno sistemi gestionali e di fatturazione tutt’altro che banali, è un passo importante e non si fa in pochi giorni.

Marco Bernardi, Presidente di Illumia

Si unisce al coro dei dissensi anche Massimo Bello, presidente di AIGET, l'Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader, di cui fa parte anche Illumia, apparendo però ottimista rispetto alle future restrizioni nell'iscriversi all'Albo dei Fornitori, requisito fondamentale per la partecipazione alla già citate aste:

L’Albo stabilirà, tra le altre cose, criteri minimi sia finanziari che tecnici per poter fornire energia ai clienti finali. Sarà una garanzia per tutto il sistema ma anche per i clienti stessi, i quali avrebbero la certezza di poter scegliere tra gestori in grado di fornire un servizio efficiente e di qualità.

Massimo Bello, Presidente AIGET

17 milioni di utenti passeranno al Mercato Libero nel 2023

La necessità di conoscere al più presto le metriche con le quali verrà decisa l'adesione al nuovo Albo Gestori è impellente per tutti gli attori presenti nell'operazione, poiché da qui a poco più di un anno, oltre 17 milioni di utenti si troveranno a passare al Mercato Libero, con la conseguente necessità per i fornitori più piccoli di avere il tempo di adeguarsi a numeri ben diversi da quanti affrontati fino ad ora.

Le cosiddette "infrastrutture" comprenderebbero un'implementazione del personale per supportare il ruolo cardine del servizio clienti, delle eventuali strutture ricettive, sia per  eventuali sportelli fisici per i clienti che in ambito gestionale del personale, con nuovi server online per rispettare i tempi di consegna della bolletta, senza errori di calcolo fatturato.

Secondo Diego Pellegrino, portavoce di Arte, l'Associazione dei Reseller e Trader dell’Energia con oltre 120 associati medio piccoli (di cui alcuni che superano i 50 milioni di fatturato che, aggregato, ammonta a 2 miliardi), il problema non sarà tanto di logistica, quanto finanziario, unendosi quindi al coro degli altri fornitori, i grandi nomi del mercato dell'energia, per la medesima necessità di vedere una normativa adeguata al grande passo in tempi brevi:

I gestionali sono l’ultimo dei problemi, noi ad esempio abbiamo una soluzione web-based gestibile da remoto. Se domani dovessimo aggiudicarci un’asta e i miei clienti dovessero decuplicare, basterebbe acquistare uno o più server ma certo non sarebbe necessario un investimento multimilionario. Per poter raddoppiare il numero dei clienti bisogna essere in grado di garantire fideiussioni milionarie che nessuna banca ci concede, perché il nostro giro di affari non ci consente di ottenere più garanzie di quante già abbiamo. Fideiussioni che servono non per garantire gli acquisti della nostra materia prima, ma le enormi tasse tra le quali gli oneri di sistema, che dobbiamo coprire noi per conto dei nostri clienti finali.

Diego Pellegrino, portavoce di ARTE

Quale sarà la regolamentazione per accedere all'Albo dei Trader Energia?Attualmente non è stato ancora varato un regolamento apposito in vista della creazione dell'Albo dei Fornitori, per cui ci sono molte ipotesi sullo sviluppo di particolari requisiti e sugli eventuali privilegi, sebbene sia in discussione dal 2 marzo del 2018 tramite decreto del Ministro Calenda. L'ipotesi più avvalorata finora il regolamento dell'Albo seguirà la falsa riga dell'attuale regolamentazione dell'elenco degli operatori ammessi al mercato di ARERA, riscontrabile nell'articolo 16, comma16.3, del Testo integrato della Disciplina del mercato elettrico approvato con D.M. 19/12/2003.

Come influirà l'Albo dei Venditori?

L'Albo Gestori, o Albo dei Venditori, è il progetto di regolamentazione del mercato dell'energia in Italia, attualmente ancora in fase di creazione, che servirà a limitare, tra le altre funzioni, l'accesso ai bandi di gara da parte dei fornitori di energia elettrica e gas per quanto riguarda l'operazione di passaggio obbligatorio al mercato libero del 2023.

Una volta scaduto il termine (assicurato per inizio 2023 per le utenze domestiche, sotto richiesta dell'Unione Europea), tutte le forniture per cui non si abbia esplicitamente effettuato un cambio di fornitore, rimarranno per ulteriori 6 mesi con il precedente fornitore (es. da Servizio Elettrico Nazionale a Enel Energia), in regime però di mercato libero, con la tariffa regolamentata dal fornitore stesso. Una volta scaduto il semestre, se l'utente non avrà ancora espresso preferenze, rientrerà in un asta locale cui potranno partecipare tutti i fornitori iscritti all'Albo dei Venditori.

In attesa dei prossimi decreti governativi, sviluppati attraverso le consultazioni di ARERA, i fornitori continuano a fare ipotesi sul come muterà la normativa inerente la regolamentazione dell'Albo e sul come partecipare concorrenzialmente alle gare locali senza creare dissapori per i clienti finali.

Ad oggi non si sa ancora come questo processo sarà gestito al 100%, ma noi di Selectra continueremo a seguirlo. Per ora, i dati più quotati sul progetto di adesione dei fornitori al nuovo Albo dei Trader prevedono tra le altre cose 12 mesi per i fornitori per adeguarsi alle future regolamentazioni e, oltre a garanzie di tipo finanziario, è molto probabile che saranno richieste esplicite garanzie di tipo tecnico e di integrità morale, tra cui:

  • Un'adeguata esperienza pregressa nel settore energetico (ancora da quantificare e/o qualificare);
  • Riconosciuti valori di integrità per i fornitori aderenti: no a procedure di fallimento/concorsuali, amministratori "impeccabili" (es. assoluto stop in caso di conclamati reati mafiosi pregressi);
  • Nessuna sanzione da parte di ARERA a partire dalla creazione dell'Albo.

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