Bolletta Gas Dicembre: stangata per il Mercato Tutelato, +23,3%

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Prezzo gas dicembre.
Le bollette gas del tutelato si fanno più pesanti a inizio 2023.

Pubblicato da Francesco Ursino il 04/01/2023

Non si può dire che l’anno sia iniziato nel migliore dei modi. ARERA, infatti, ha certificato che a dicembre 2022 i prezzi del gas hanno subito una vera e propria stangata, con aumenti in bolletta per il mercato tutelato del 23,3%. Andiamo a scoprire tutti i dettagli, analizzando quali sono le contromosse del Governo e operando un confronto con la situazione del 2021.


Se il buongiorno si vede dal mattino, le notizie non sembrano essere proprio delle migliori. Il 2023 si apre portandosi dietro gli strascichi del 2022, che si concretizzano in bollette del gas decisamente salate per gli utenti del regime a maggior tutela.

Rispetto a novembre 2022, infatti, il balzo in alto a dicembre 2022 è stato del 23,3%, frutto soprattutto delle alte quotazioni del prezzo del gas nelle prime settimane del mese. Vediamo di capirci di più.

La brutta sorpresa di fine anno: la bolletta del gas torna a farsi pesante

  • ARERA, mercato libero e tutelato, PSV: definizioni
  • ARERA: acronimo di Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, favorisce lo sviluppo di mercati concorrenziali stabilendo, tra le altre cose, le condizioni dei contratti luce e gas nella maggior tutela;
  • Maggior Tutela: si tratta del regime tariffario regolato da ARERA. Se non ha mai cambiato fornitore, rientri in questo scenario;
  • Mercato libero: nel mercato libero puoi scegliere il fornitore di energia elettrica e metano sulla base delle offerte delle varie compagnie;
  • PSV: il prezzo del gas all'ingrosso scambiato sui mercati internazionali;
  • PUN: il prezzo della luce all'ingrosso scambiato alla borsa elettrica italiana.

Con un comunicato diffuso nelle scorse ore, ARERA ha ufficializzato l’aumento del valore della componente CMEMm, che dai 91,2 €/MWh di novembre ha toccato quota 116,6 €/MWh a dicembre.

La sigla CMEMm va a identificare la componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento. Tale costo viene applicato ai clienti in regime di maggior tutela, e viene aggiornato da ARERA come media mensile del prezzo sul mercato all'ingrosso italiano (il PSV day ahead). In altre parole, si tratta di una delle componenti che vanno a formare il prezzo che poi vedi in bolletta, insieme a spese per contatori e trasporto, imposte e altri oneri. L’aumento, spiega ancora ARERA, è dovuto soprattutto all’impennata avuta dalle quotazioni del gas a inizio dicembre, dove si è arrivati a toccare i 135 €/MWh.

Per un beffardo gioco di calcoli e metodologie, la situazione sarebbe potuta andare ancora peggio. Secondo l’Autorità, infatti, se si fosse utilizzato il vecchio metodo di aggiornamento delle tariffe (su base trimestrale anziché mensile), il valore di CMEMm avrebbe toccato quota 240 €/MWh. Tale accorgimento, peraltro, ha consentito di tenere bassi i prezzi a ottobre e novembre, dove le quotazioni erano pari a 78 €/MWh e 91,2€/MWh.

E il prezzo della luce invece com’è? A dicembre anche l’energia elettrica è tornata a salire dopo un periodo di calo. E anche in questo caso, uno dei fattori che hanno determinato la risalita dei prezzi è stato il gas. Scopri di più con il nostro articolo sul costo della luce a dicembre 2022.

Dai mercati internazionali, però, sembra provenire un timido raggio di sole. Le quotazioni del gas all’ingrosso, infatti, continuano a calare. Il dato più recente parla di 71,36 €/MWh. Il costo del gas scende, quindi, e le bollette no. Perché? Cerchiamo di spiegarlo in questa news dedicata al prezzo del metano.

Una situazione stravolta: l’impietoso confronto tra 2021 e 2022

I dati relativi all’aumento delle bollette gas nel regime tutelato sono ancora più difficili da digerire se si effettua un confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. È la stessa ARERA ad ammettere che, nonostante tutti gli sforzi profusi da istituzioni e Governi (Draghi prima, Meloni adesso), il quadro è decisamente complesso:

Malgrado questi risparmi, tuttavia, in termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell'anno scorrevole (gennaio-dicembre 2022) è di circa 1.866 euro, +64,8% rispetto al 2021.

ARERAArera.it, comunicato stampa “Gas: bolletta in aumento (+23,3%) per i consumi di dicembre 2022”

Per rincarare ancora di più la dose, l'Unione nazionale consumatori (Unc) ha calcolato che mettendo insieme i rincari gas e quelli luce, la spesa complessiva è aumentata di ben 3.547 euro per famiglia. Uno vero e proprio salasso, che richiede interventi concreti per essere limitato. Fa ben sperare il prezzo che la luce avrà nel primo trimestre del 2023, con un calo del 19%, ma anche il prezzo del gas a gennaio 2023, per l'indice del TTF e del PSV, inizia una drastica calata verso i prezzi pre guerra.

Tu stesso puoi cercare di arginare i rincari passando al mercato libero. Se non sai da dove cominciare e vuoi l’aiuto di un esperto, chiama lo 02 8295 809702 8295 8097prendi un appuntamento. Potrai approfittare di una consulenza del tutto gratuita e senza impegno.

A che punto sono gli stoccaggi per l’inverno?

Piangere sul latte versato serve a poco, verrebbe da dire. Nel senso che gli aumenti che vedremo in bolletta a gennaio si rifanno a dinamiche dei mercati relative a dicembre 2022, e pertanto già determinate. Se si volge lo sguardo al futuro, con oltre due mesi e mezzo di inverno ancora da trascorrere, com’è invece la situazione?

In questo ambito, la parola d’ordine da tenere in considerazione è “stoccaggi”. Tutte le nazioni europee, prime tra tutte l’Italia, stanno cercando di accaparrarsi riserve di gas per superare in maniera adeguata i mesi più freddi dell’anno. La situazione sembra essere relativamente positiva. Secondo gli ultimi dati, gli stoccaggi europei di gas sono pari a 934,68 TWh (terawattora), che corrispondono all'83,5% della capacità di riempimento totale. Il trend è positivo, con un aumento dello 0,15%.

Stando poi ai dati della piattaforma Gie-Agsi, diffusi da Ansa, l'Italia ha accumulato scorte per 159,57 TWh, con i depositi pieni all'82,49%. Anche qui, però, si tratta di una notizia positiva che lascia l’amaro in bocca. Il buon livello degli stoccaggi, infatti, è dovuto al fatto che l’Italia ha saputo accaparrarsi un buon numero di forniture. Ma anche al fatto che di gas, in parole povere, se ne usa di meno. Questo è dovuto a due fattori:

  • Clima mite: i primi giorni di inverno sono stati particolarmente miti in gran parte d’Italia. Se fa più caldo, anche per via del riscaldamento globale, i termosifoni rimangono spenti;
  • Meno imprese attive: le attività imprenditoriali attive diminuiscono, viste le grandi difficoltà economiche da affrontare. Se le aziende attive sono di meno, il consumo di gas diminuisce.

Le azioni del Governo e il punto di vista di ARERA

Nel comunicato di ARERA, il passaggio finale è dedicato alle iniziative messe in campo per cercare di arginare questi ennesimi rincari:

Si ricorda che, come previsto dalla 'Legge Bilancio', per il I trimestre 2023 ARERA ha già azzerato gli oneri generali di sistema anche per il gas. Confermata anche la componente negativa UG2 per i consumi gas fino a 5.000 smc/anno e la riduzione Iva sul gas al 5%.

ARERAArera.it, comunicato stampa “Gas: bolletta in aumento (+23,3%) per i consumi di dicembre 2022”

Questa non è comunque l’unica operazione che cerca di mitigare l’importo delle bollette. Tra le iniziative più recenti c’è il tetto al prezzo del gas, di cui ha parlato diffusamente il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dalle pagine di Ansa. La misura viene definita così:

È un bazooka per intervenire qualora gli speculatori facciano oscillare il prezzo internazionale, probabilmente non verrà mai applicato ma serve per dire 'se vai oltre ti sparo'.

Gilberto Pichetto FratinAnsa.it, articolo “Aumenta bolletta del gas, 1.866 euro a famiglia nel 2022”

ARERA, tramite il presidente Stefano Besseghini, sottolinea invece come la situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi, quando gli effetti positivi della diversificazione delle fonti di approvvigionamento dovrebbero iniziare a farsi sentire. A meno di eventi imprevedibili, pertanto, si dovrebbero avvertire “stabili segnali di riduzione”.

Non mancano comunque le voci dissidenti. Come Codacons, che invita il Governo Meloni ad adottare misure più urgenti. L’Unione Nazionale Consumatori, che definisce l’esecutivo “inadeguato ad affrontare questa emergenza nazionale”, invoca il rinvio della fine del mercato tutelato (previsto per il termine del 2023). Federconsumatori, infine, richiede di ampliare la platea di beneficiari del bonus energia.

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Con il prezzo delle tariffe gas del mercato tutelato sempre più in salita, appare fin troppo semplice consigliare di passare al mercato libero. Non si tratta, però, solo di convenienza economica: le offerte dei diversi gestori si differenziano per tanti altri dettagli. I motivi di interesse sono molti, dalla presenza di bonus alle differenti strutture di costo (prezzo fisso o variabile), senza dimenticare le molteplici opportunità di gestione online.

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Terza Posizione
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Tariffa prezzo fisso
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*La spesa mensile è stata calcolata con una stima del prezzo medio del PUN (luce) e del PSV (gas) del prossimo anno realizzata dall'Autorità e con un consumo di 1800 kWh/anno per la luce e 800 Smc/anno per il gas ad uso riscaldamento di una famiglia di 3 persone.

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