Agsm e Aim: a che Punto è la Trattativa?

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AIM Energy ed Agsm Energia: questa fusione s'ha da fare? In pending da più di due anni, la questione è stata discussa recentemente dai sindaci di Vicenza e Verona. Entreranno in gioco altri fornitori d'energia? Cosa comporterà la fusione? Ma soprattutto in che punto si trova: è più statica o dinamica l'aggregazione dei due brand veneti? Scopriamo il futuro di quello che dovrebbe essere a tutti gli effetti un gruppo con un fatturato da oltre 1 milardo di €.


Aggiornamento!La fusione si avvicina, la nuova società si chiamerà Muven che sta per Multiutility del Veneto. Manca ora solo la definizione del terzo partner: Leggi le ultime news!

La liberalizzazione del mercato energetico, con la rispettiva fine del mercato di maggior tutela, ha visto fiorire negli anni una serie di fornitori di luce e gas in ogni angolo del nostro Paese. Quasi ogni capoluogo ha visto nascere dei brand energetici, molti dei quali vere e proprie multiutility con vari campi d'azione. È il caso specifico di AIM Energy e di Agsm, entrambe realtà venete attive su Vicenza e Verona. La fusione dei due brand è data per certa ma... a che punto siamo con le trattative? Scopriamolo insieme...

Fusione AIM Energy e Agsm Energia: i Protagonisti

Chi sono i protagonisti di questa "fusione veneta" che da più di due anni sta appassionando, con colpi di scena e rallentamenti vari, l'universo energetico italiano? Si tratta di due brand storici del Veneto. Da una parte AIM Energy e dall'altra Agsm Energia. Analizziamoli in dettaglio:

  • AIM Energy fa parte dello storico brand vicentino AIM. La società nasce all'inizio del '900 da aziende municipalizzate della città. Si tratta di una multiutility che ha un campo d'azione molto vasto: dalla vendita di energia elettrica e gas metano sia a clienti domestici che ad aziende a partita IVA, passando per la gestione di parcheggi pubblici e trasporto pubblico urbano, fino alla gestione dei rifiuti nella città di Vicenza. Per ciò che concerne l'energia, AIM Energy, fornisce solo energia verde e mette a disposizione dei clienti una vasta scelta di offerte di luce e gas.
  • Agsm Energia nasce da quella che, nel lontano 1898, venne chiamata Azienda Elettrica Comunale della città di Verona. Nel 1931 si trasforma ufficialmente in Azienda Generale dei Servizi Municipalizzati del Comune di Verona, con acronimo Agsm. Ad oggi è tra le prime 10 multiutility italiane ed opera principalmente nei settori energetici, nel teleriscaldamento, nella gestione energetica degli edifici, nelle telecomunicazioni e nella mobilità. Il brand veronese mette a disposizione dei suoi clienti moltissime offerte di luce e gas, un Servizio Clienti all'avanguardia e tanti numeri di telefono per dubbi e disservizi.

Quali sono le Problematiche per la Fusione?

L'idea della fusione AIM-Agsm risale a circa due anni fa, quando venne sottoscritto un accordo finalizzato all’aggregazione dei due gruppi per la nascita di una nuova realtà industriale con un fatturato di oltre 1 miliardo di €. Una multiutility tutta veneta, caratterizzata da un imprinting autoctono fortemente radicato nei territori vicentini e veronesi. E dotata di tutti gli strumenti necessari per affrontare nuove sfide tecnologiche ed etiche, come quelle relative alle energie rinnovabili. Ma cosa è successo in questi due anni? Perché le cose non sono andate nel verso giusto?

Fusione AIM ed Agsm
A che punto è la fusione AIM-Agsm?

Uno dei nodi da sciogliere è stato quello relativo ai rifiuti. A Verona lo smaltimento dei rifiuti urbani è sempre stata gestita dalla società Amia, di proprietà di Agsm. In questi due anni ha preso forma l'idea di creare una società per la gestione dei rifiuti che fosse proprietà Comune in toto. Un'idea che ha messo più volte a rischio la fusione con AIM Vicenza visto che, dall'accordo firmato ma mai messo in atto, la gestione dei rifiuti sarebbe passata proprio al brand vicentino. Oltre a questo problema, ovviamente, se ne sono sommati altri relativi a cambiamenti al vertice e visioni poliche discordanti. Ma sembra che qualcosa si stia muovendo...

Quale Futuro per la Multiutility AIM-Agsm?

Lo scorso 6 novembre, in una tavola rotonda, si sono seduti il sindaco di Vicenza Francesco Rucco ed il sindaco di Verona Federico Sboarina, oltre che i vertici di AIM e Agsm. Sono state prospettate 3 ipotesi fondamentali sul futuro delle aziende: che questa venga bloccata e che le aziende continuino "in solitaria", che si prosegua nella fusione e che all'aggregazione dei due brand se ne aggiunga un terzo. Le problematiche descritte prima non sembrano diminuire, anzi! Da una parte troviamo una Agsm che non vede un futuro chiaro senza una fusione. Soprattutto per il tema dei rifiuti: Verona ha bisogno di un brand (terzo nella fusione) che metta a disposizione un termovalorizzatore. Dall'altra esiste lo spettro della scissione interna di AIM che la indebolirebbe troppo, soprattutto relativamente alla fusione con il brand veronese. Vicenza diventerebbe il terzo incomodo, un personaggio troppo marginale con l'ingresso di un altro brand. E su quest'ultimo pesano ulteriori dubbi: quale verrà scelto? Il controllo resterà pubblico?

A2A ed Hera entrano nella Fusione di AIM ed Agsm?

Chi entrerà nel triumvirato dell'energia veneta? I brand energetici più quotati sono la bresciana A2A e l'emiliana Hera. Due gruppi leader in Italia, conosciutissimi ed apprezzati in tutto lo Stivale. Ma quale potrebbe essere l'intoppo in questa fusione a 3 con i brand veneti? I sindacalisti esigono che il terzo brand non abbia la maggioranza nel gruppo e che, soprattutto, il controllo resti pubblico perché nella fusione rientrano beni pubblici. Il tema del terzo soggetto diventa fondamentale per apportare forza e liquidità al gruppo e per concludere il tema rifiuti a Verona. Per il sindacalista Sergio Benetton, ad esempio, la problematica sul terzo elemento resta in secondo piano: per il segretario generale Filctem Cgil scaligera bisognerà concludere quanto prima la questione Verona-Vicenza.

L'appuntamento è per il prossimo 25 novembre: i vertici delle aziende ed i responsabili sindacali scioglieranno - si spera - i nodi relativi alle tre eventualità sulla fusione. Bloccarla, procedere con l'idea iniziale di una multiutility tutta veneta o inserire un terzo brand.

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