Climatizzatori e Coronavirus: Consigli per la casa e per gli uffici

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Gli impianti di climatizzazione e ventilazione contribuiscono alla diffusione del virus? AICARR sfata i miti e offre suggerimenti utili per la prevenzione.
Gli impianti di climatizzazione e ventilazione contribuiscono alla diffusione del virus? AICARR sfata i miti e offre suggerimenti utili per la prevenzione.

Il caldo sta arrivando, e dopo le criticità degli ultimi mesi, anche un impianto di climatizzazione può sembrare pericoloso. AICARR, però, sfata tutti i miti al riguardo e spiega come usare il climatizzatore in totale sicurezza in questa fase delicata post quarantena.


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Giugno si è rivelato un mese di ripresa. In Italia, i casi di Coronavirus continuano a diminuire, con alcune naturali inflessioni, e le restrizioni si allentano giorno dopo giorno.

Nonostante questo, però, sono ancora molte le preoccupazioni legate al contagio e alla diffusione. Tra queste, non mancano i dubbi e le diffidenze riguardo i climatizzatori, nonostante gli incentivi e le detrazioni previsti quest'anno.

I climatizzatori possono diffondere il virus?

Tra il timore del contagio e i pregiudizi sulla diffusione, interviene AICARR.
Tra il timore del contagio e i pregiudizi sulla diffusione, interviene AICARR.

Medici, ricercatori ed esperti si sono impegnati per scoprire come il virus SARS-CoV2-19 sia riuscito a diffondersi così rapidamente. Tra le ipotesi, c'è anche la possibilità che il contagio avvenga tramite l'inalazione di goccioline provenienti dall'apparato respiratorio di un individuo che ha contratto la patologia (bio-aerosol) o da un infetto asintomatico. Questo ha destato numerose preoccupazioni, spingendo le persone ad adottare diverse misure per proteggersi senza tralasciare alcun dettaglio.

Mascherine e distanza di sicurezza sono norme che, a prescindere dallo Stato, hanno fatto la differenza nella riduzione dei contagi. I più scrupolosi e attenti, però, si sono chiesti se il proprio impianto di climatizzazione e anche gli altri presenti nelle strutture che frequentano con assiduità possano essere considerati sicuri oppure veicoli di contagio.

Di quali impianti di climatizzazione stiamo parlando? Gli impianti esistenti installati in qualsiasi edificio, a eccezione delle strutture sanitarie. Queste strutture, infatti, devono rispondere a esigenze diverse e attuare procedure più specifiche.

Non ci sono studi che attestano che gli impianti di climatizzazione possano trasmettere il virus, ma in tempi così difficili e con l'estate alle porte, è importante informarsi e adottare qualsiasi tipo di precauzione.

Climatizzatori a tutta aria e a impianto ad aria primaria: le precauzioni post quarantena e pre estate

L'estate è alle porte: mandiamo il coronavirus in vacanza facendo prevenzione.
L'estate è alle porte: mandiamo il coronavirus in vacanza facendo prevenzione.

Un condizionatore è un sollievo d'estate e un conforto d'inverno. Quando però c'è in atto una pandemia, può diventare oggetto di preoccupazioni, soprattutto nella fase in cui ancora gli esperti discutono sulle dinamiche di contagio. Per questo AICARR, Associazione italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Rifregerazione, ha spiegato in modo chiaro la sua posizione condividendo informazioni tecniche, consigli e suggerimenti per utilizzare gli impianti in totale sicurezza.

Nel caso in cui in casa non ci siano stati contagiati, accendere l'impianto di climatizzazione per raggiungere la temperatura ottimanale non rappresenta alcuna minaccia per la salute. In alcuni casi, però, le persone che hanno contratto il virus non hanno manifestato sintomi, oppure, il virus si è rivelato in forma lieve senza destare sospetti. In una situazione del genere, accendere l'impianto di climatizzazione può suscitare delle perplessità. Per ridurre al minimo le insicurezze, aprire le finestre e far cambiare aria con frequenza è una buona strategia di prevenzione. In assenza di impianto VMC-ventilazione meccanica controllata con portata d'aria esterna sufficiente, far arieggiare gli ambienti è un suggerimento caldamente consigliato.

Non è l'impianto a favorire il contagio, ma l'affollamento e il contatto diretto.
Non è l'impianto a favorire il contagio, ma l'affollamento e il contatto diretto.

Quando si tratta di un'abitazione è molto più semplice prevenire e contenere il contagio: sai come stanno le persone che ci vivono e conosci anche le condizioni dei congiunti che vengono a trovarti. Invece, quando si tratta di edifici dalla grande affluenza è più difficile controllare il contagio. Per questo nelle strutture che hanno impianti a tutta aria a servizio di un unico ambiente (come supermercati e  ristoranti) si dovrebbe aumentare la portata d'aria esterna di rinnovo chiudendo il ricircolo interno e favorendo quello esterno.

Invece, in quelle che hanno impianti a tutta aria che collegano diverse zone (come accade nei medi e grandi edifici) si dovrebbero contingentare gli spostamenti e il numero delle persone che si aggirano in una determinata area per prevenire il rischio di contagio diretto (l'unico potenziale rischio che si può generare in questo tipo di struttura).

Inoltre, negli impianti a tutta aria con ricircolo di zona dedicato a un numero esiguo di ambienti di una stessa proprietà (come gli uffici) il pericolo maggiore proviene dagli spazi più ridotti, come gli ascensori e i servizi igenici, perché è difficile riuscire a garantire il cambio d'aria necessario per ridurre le possibilità di contagio. In questo caso, fare Smart Working è la soluzione migliore per evitare che il virus si diffonda.

Impianti a tutta aria con ricircolo di zonaLe cariche virali che possono essere trasportate e diffuse da questo specifico impianto di climatizzazione si ripartiscono nell'intera area. In base alle dimensioni dello spazio le cariche possono diventare addirittura irrisorie e, di conseguenza, non contribuire al contagio.

Un discorso a parte va fatto per gli impianti ad aria primaria. Questi climatizzatori non garantiscono che il virus venga filtrato o diffuso, per questo non ha senso chiudere o manterenere in costante attività questo sistema per contenere la diffusione del virus. Anche in questo caso, mettere in pratica le norme di sicurezza ed evitare l'assembramento continuano ad essere la soluzione più valida ed efficace contro il contagio.

In conclusione, qualsiasi sia l'impianto di climatizzazione installato nella struttura, il consiglio per ridurre al minimo la possibilità di contagio è attuare le misure di prevenzione individuale, evitare situazioni di affollamento e lavorare in Smart Working. In più, mantenere in salute il proprio impianto, tramite manutenzione e pulizia dei filtri, abbatte ulteriormente le possibilità di contagio.

  • Consigli di prevenizione in base all'impianto
  • Impianti a tutta aria a servizio di un unico ambiente: aumentare la portata d'aria esterna e tenere il ricircolo interno chiuso.
  • Impianti a tutta aria a servizio dei grandi edifici: chiudere la serranda di ricircolo dell'aria:
  • Impianti a tutta aria con ricircolo di zona: contingentare persone e spostamenti;
  • Impianti ad aria primaria: aumentare la portata d'aria esterna di rinnovo.

Sfatiamo i miti!

Nessuna paura: gli impianti di climatizzazione sono difficilmente portatori di virus!
Nessuna paura: gli impianti di climatizzazione sono difficilmente portatori di virus!

Per quanto possa venire spontaneo pensare che gli impianti di climatizzazione possano aumentare il rischio di contagio, in realtà in alcuni casi possono addirittura contenerlo perché contribuiscono a rinnovare l'aria di un ambiente e, quindi, ridurre le possibilità di diffusione del virus. Inoltre, non ci sono prove scientifiche a supporto della diffusione tramite questi impianti.

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