Arrivano le Comunità Energetiche! Si potrà risparmiare e vendere luce

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Le comunità energetiche contribuiscono alla green economy
Grazie alle Comunità Energetiche i condomini possono installare pannelli fotovoltaici e vendere la luce prodotta

Con il Decreto Milleproroghe si dà il via libera alla produzione, all’accumulo e alla diffusione nella rete di energia proveniente da fonti rinnovabili attraverso l’istituzione di comunità energetiche. Quest’energia, però, non dovrà essere l’attività commerciale o professionale principale di chi la produce e non potrà superare i 200 kW.


Benvenute in Italia comunità energetiche ecosostenibili

Nel resto d'Europa non è una novità che si prediligano fonti di energia rinnovabili. Non è nemmeno una novità che vengano supportate e incoraggiate iniziative comunitarie come l’autoconsumo e l’energia condivisa.
Con un po’ di ritardo, anche l’Italia volge lo sguardo in questa direzione grazie a un emendamento aggiunto al Decreto Milleproroghe, approvato di recente dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio.

E nonostante i numerosi dubbi, il possibile rialzo dei costi e la difficoltà di orientarsi nello sconfinato mercato libero dell’energia siano solo le prime problematiche da affrontare, la nuova norma ha ribaltato la situazione e ha portato in Italia una bella novità tutta green.

Di cosa si trattaQuesto provvedimento, avanzato da Legambiente e Italia Solare lo scorso novembre, consente e incentiva, attraverso l’istituzione di comunità energetiche, la produzione, lo scambio e l’accumulo di energia proveniente da fonti rinnovabili tra i cittadini.

Appartamenti e condomini finalmente saranno liberi di associarsi e diventare a tutti gli effetti prosumer (produttori e consumatori) installando nelle proprie abitazioni impianti fotovoltaici o altri sistemi che permettono la produzione di energia rinnovabile. Anche le aziende e gli imprenditori che vorranno alimentare la propria attività in un'area specifica potranno scambiarsi energia nella stessa modalità.

Leggi la nostra guida completa sulle comunità energetiche: "Comunità Energetiche: cosa sono, vantaggi e come realizzarle"

Qualche dettaglio in più e il contribuito di Legambiente

L’energia prodotta dagli impianti ecosostenibili e immessa nella rete di distribuzione non dovrà superare la potenza di 200 kW. Questa novità a favore dell’ambiente e a tutela del cittadino, però, ha delle limitazioni: l’energia autoprodotta, condivisa e accumulata non dovrà essere fonte di sostentamento principale, né per i privati né per le aziende

Parte la Green Economy?E se prima d’ora le comunità energetiche erano vietate, Legambiente oggi si pone un obiettivo ancora più alto di quello appena raggiunto: ampliare questo progetto e allargarlo a tutta Italia coinvolgendo le comunità nella realizzazione di impianti eolici, solari, idroelettrici, da biomasse per valorizzare le risorse specifiche in base al luogo di residenza e per creare consensi tra le persone in questa transizione energetica. Questo processo darà vita a un circolo virtuoso di green economy.

Finalmente i cittadini potranno constatare in prima persona i benefici economici e per l’ambiente che scaturiscono dalle fonti di energia rinnovabile. I cittadini saranno così responsabili delle proprie utenze e di quelle degli altri, scoprendosi capaci di soddisfare il proprio fabbisogno energetico e di quello della rete, senza ripercussioni sull'ecosistema e riducendo addirittura le emissioni nocive.

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Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, è fiducioso nei confronti dell'emendamento e su come influirà sull'Italia e nel suo modo di produrre energia. Infatti, è convinto che questo tipo di scambio sarà capace di generare un forte senso di comunità, appartenenza e aiuterà le persone a legarsi al territorio e a comprendere l'importanza di preservarlo prendendo scelte ecofriendly. Una volta entrati in quest'ottica, saranno le persone stesse a cercare un modo per ridurre gli sprechi e limitare l’impatto ambientale. 

Queste le sue parole: 
 

“Finalmente sarà possibile produrre e scambiare l’energia pulita nei condomini e tra imprese, tra edifici pubblici e attività commerciali. In questo modo si apre la strada per progetti locali di impianti solari in autoproduzione ma anche per scambiare localmente l’energia in eccesso, con riduzione di sprechi e vantaggi tanto ambientali quanto economici per imprese, famiglie e comunità”.

Edoardo Zanchini Vicepresidente Legambiente

Questa non è solo una scelta a favore della limitazione dei consumi e dei danni per l’ambiente. Legambiente ha stimato che quest’autonomia accrescerà la scelta e l’uso delle energie rinnovabili aumentando di conseguenza gli utili (stimati oltre i 5 miliardi di euro l’anno) e creando circa 3 milioni di nuovi posti di lavoro

Non sono numeri indifferenti considerando il panorama di crisi attuale in cui viviamo.

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