Bonus Bollette 600€: ecco come i Dipendenti possono riceverlo!

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Bonus Bollette 600 €.
Il bonus bollette 600 euro rappresenta un nuovo aiuto per pagare le utenze luce e gas.

Pubblicato da Francesco Ursino il 07/11/2022

Un nuovo aiuto per i lavoratori dipendenti in questi tempi così complicati: si tratta del bonus bollette 600 euro, totalmente esente da IRPEF e INPS, che le aziende possono corrispondere con evidenti vantaggi fiscali. Scopriamo allora a chi spetta, come si richiede e tutti gli altri dettagli utili.


Il bonus bollette 600 euro arriva in soccorso dei lavoratori dipendenti sempre più alle prese con i prezzi alti di prodotti e servizi. Nelle ultime ore Agenzia delle Entrate ha illustrato tutti i dettagli di tale iniziativa, specificando la disciplina che regola questi benefici relativi all’anno di imposta 2022. Vediamo subito i dettagli principali dell’operazione, per poi approfondire tutti gli aspetti più importanti.

Aggiornamento: con il nuovo decreto, il bonus arriva a 3.000 euro per i dipendenti. Letti tutte le misure messe in atto dal decreto aiuti Quater.

Bonus bollette 600 euro dipendenti: a chi spetta, come richiederlo
A chi spetta Come richiederlo Qual è l'importo

Ai lavoratori dipendenti delle aziende che scelgono di erogarlo.

Il singolo lavoratore non deve fare niente. Saranno le aziende ad attivarsi per l'eventuale erogazione del bonus. L'importo può arrivare fino a un massimo di 600 euro per l'anno d'imposta 2022.

Bonus dipendenti: cos’è e a chi spetta

Il testo della circolare di Agenzia delle Entrate sul bonus 600 euro Per un approfondimento sugli aiuti destinati ai lavoratori dipendenti, leggi pure il testo integrale della circolare 35/E di Agenzia delle Entrate in PDF.

La disciplina del bonus dipendenti da 600 euro viene chiarita dalla circolare n. 35/E di Agenzia delle Entrate, quella con oggetto “Misure fiscali per il welfare aziendale – Articolo 12 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115”. Nella premessa del documento citato, in particolare, si può leggere:

Attesa la straordinaria necessità e urgenza di adottare misure per contenere il costo dell’energia elettrica e del gas naturale nonché per contrastare l’emergenza idrica, l’articolo 12 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 1151 (da ora decreto Aiuti-bis), convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2022, n. 1422, dispone, soltanto per il periodo d’imposta 2022, che il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate al medesimo dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) nel limite complessivo di euro 600.

Agenzia delle EntrateCircolare 35/E, Misure fiscali per il welfare aziendale – Articolo 12 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115

In parole povere, viene confermato quello che già veniva stabilito dal Decreto Aiuti Bis: per l’anno d’imposta 2022, il tetto massimo dei fringe benefit viene innalzato a 600 euro (rispetto ai classici 258,23 euro, previsti per gli anni precedenti). Questa cifra include:

  • L’uso di beni aziendali (cellulare, auto di servizio e via così);
  • Servizi che non rientrano tra i redditi imponibili di lavoro dipendente;
  • Somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento di utenze domestiche di acqua, luce e gas. Ecco perché si parla di “bonus bollette 600 euro”.

Cosa sono i fringe benefit? In termini generali, per fringe benefit (o beneficio accessorio in italiano) si intende una forma di retribuzione corrisposta ai lavoratori dipendenti e che va ad aggiungersi al salario di base.

Riguardo l’ultimo punto, Agenzia delle Entrate ribadisce che le bollette devono riguardare immobili a uso abitativo posseduti o detenuti dal dipendente, oppure dal coniuge o dai familiari (purché questi ne sostengano le spese). Le utenze domestiche su cui insiste il bonus sono quelle intestate al condominio, e quindi ripartite fra i condomini, così come quelle intestate al proprietario dell’immobile ma addebitate al lavoratore in forma analitica.

Si comprende quindi come si tratti di una iniziativa che viene incontro sia a lavoratori che alle aziende. In particolare, è necessario sottolineare che:

  • I lavoratori, come specifica la stessa circolare, possono ottenere maggiori risorse per pagare le bollette, diventate sempre più care a causa della crisi energetica;
  • Le aziende possono corrispondere bonus senza preoccuparsi delle varie ricadute fiscali, visto che il beneficio è completamente esente da IRPEF e INPS.

È altrettanto chiaro che l’erogazione del bonus non è automatica, e non dipende nemmeno da una richiesta dei lavoratori dipendenti. Sono le singole aziende che, sulla base delle loro politiche di welfare, provvedono a distribuire gli eventuali benefici.

Cosa succede se si supera il limite dei 600 euro?

La disciplina del bonus per dipendenti presenta alcune sfumature che è consigliabile conoscere. In particolare, è bene considerare i casi limite, ad esempio quello nel quale l’azienda sceglie di erogare una quota di bonus bollette superiore al lavoratore. Si tratta di un'eventualità che, paradossalmente, va contro il dipendente stesso. Ecco perché:

  • Se l’azienda eroga una somma inferiore ai 600 euro, ad esempio 500 euro, l’intera somma è esclusa dalla disciplina IRPEF e INPS;
  • Se l’azienda eroga una somma superiore ai 600 euro, ad esempio 700 euro, sulla cifra andranno a insistere le aliquote di riferimento IRPEF e i contributi INPS. Col risultato che la cifra risulterebbe inferiore (anche fino alla metà di quella riconosciuta dall’azienda).

Nel momento in cui si supera il valore dei 600 euro di bonus, pertanto, sarà tassato l’intero importo corrisposto, non solo la cifra eccedente la soglia prevista!

La circolare spiega anche che, per evitare che un lavoratore possa usufruire di più benefici per le stesse spese, l’azienda dovrà attivarsi per acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In questo modo verrà attestato che il rimborso non è già stato richiesto, e che soprattutto il dipendente non lo ha già ottenuto dallo stesso datore di lavoro (così come da altri).

Chi può beneficiare del bonus dipendenti?

La circolare n. 35/E di Agenzia delle Entrate specifica chi sono i beneficiari del bonus bollette 600 euro. Per comprenderlo, basta leggere questo passaggio:

Si ritiene che, in assenza di ulteriori limiti soggettivi, i lavoratori beneficiari della disposizione in commento siano quelli già individuati in base alle regole generali stabilite dal predetto articolo 51, comma 3, del TUIR. In altri termini, tale disposizione si applica ai titolari di redditi di lavoro dipendente e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali il reddito è determinato secondo le disposizioni contenute nell’articolo 51 del TUIR.

Agenzia delle EntrateCircolare 35/E, Misure fiscali per il welfare aziendale – Articolo 12 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115

Pertanto, si tratta di lavoratori che risultano titolari di contratti di lavoro dipendente e assimilati, per i quali il reddito viene determinato secondo quanto disposto nell’articolo 51 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

A essere al centro dell'azione del Governo, in ogni caso, non ci sono solo i lavoratori dipendenti. Leggi i nostri speciali per conoscere tutte le iniziative introdotte negli ultimi mesi:

Quali spese rientrano nella disciplina del bonus bollette 600 euro?

Bonus bollette e bonus benzina sono due cose diverse! Agenzia delle Entrate chiarisce che il bonus benzina e il bonus bollette sono due cose diverse. Per il primo, la quota raggiungibile è di 200 euro, mentre per il secondo è 600 euro. All’interno dei fringe benefit, e quindi dei 600 euro totali, possono essere inclusi però altri buoni benzina. Resta comunque la regola che prevede che una volta superati i limiti segnalati, gli importi vengono tassati secondo il regime di riferimento.

Come anticipato, il bonus bollette 600 euro si riferisce ai fringe benefit concessi ai lavoratori, comprese le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas. Nella categoria dei fringe benefit, in ogni caso, possono rientrare tanti altri benefici, ad esempio:

  • Servizi di assistenza sanitaria;
  • Sottoscrizioni di polizze assicurative;
  • Concessione di prestiti;
  • Acquisti di azioni societarie (ovvero le stock option);
  • Alloggi, veicoli o smartphone messi a disposizione dei dipendenti.

Si tratta di beni che possono essere concessi anche al singolo dipendente: per questo motivo, di norma i fringe benefit vengono disciplinati da contratti individuali.

Per quanto vale questo bonus?

Il bonus bollette 600 euro si riferisce esclusivamente all’anno di imposta 2022. Secondo il principio di imposta allargato, nello specifico, si considerano percepiti nell’anno di imposta i valori corrisposti entro il 12 gennaio del periodo successivo a quello di riferimento. Il termine vale sia per la consegna di denaro che per le erogazioni di servizi. In quest’ultimo caso rientra l’assegnazione di voucher, chiaramente citata nella circolare di Agenzia delle Entrate:

In tema di benefit erogati mediante voucher è stato precisato che il benefit si considera percepito dal dipendente, ed assume quindi rilevanza reddituale, nel momento in cui tale utilità entra nella disponibilità del lavoratore, a prescindere dal fatto che il servizio venga fruito in un momento successivo.

Agenzia delle EntrateCircolare 35/E, Misure fiscali per il welfare aziendale – Articolo 12 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115

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Il bonus bollette 600 euro rappresenta sicuramente una buona notizia per tutti i lavoratori dipendenti. Oltre ai provvedimenti del Governo, però, esiste un altro modo per alleggerire le fatture di luce e gas. Si tratta di trovare la tariffa più giusta per le proprie esigenze.

Se non sai da dove cominciare, un buon punto d’inizio è la tabella che trovi poco più in basso. Ti indica le offerte più interessanti del momento, attivabili online con pochi clic:

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*La spesa mensile è stata calcolata con una stima del prezzo medio del PUN (luce) e del PSV (gas) del prossimo anno realizzata dall'Autorità e con un consumo di 1800 kWh/anno per la luce e 800 Smc/anno per il gas ad uso riscaldamento di una famiglia di 3 persone.

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