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Il Bitcoin consuma davvero più energia dell'Irlanda?

L’ascesa del fenomeno finanziario e mediatico dei bitcoin, tra luci ed ombre, ha portato con sé una serie di tematiche discusse tra gli appassionati di finanza e non. Tra queste tematiche, è emersa quella ambientale dopo che alcuni esperti hanno stimato che il Bitcoin consumerebbe più elettricità dell'Irlanda. Colpita da questa stima, Selectra ha deciso di rifare i calcoli per chiarire la controversia sul consumo energetico della criptovaluta.

L'attività di mining alla base dei bitcoin

Se apparentemente il tema del consumo energetico a molti può apparire senza alcun nesso con quello dei bitcoin, così non è. Come ogni tecnologia internet, i bitcoin consumano l’energia necessaria al funzionamento di qualsiasi infrastruttura informatica. Inoltre, il sistema Bitcoin si appoggia su una rete di utenti attivi che mettono a disposizione i loro potenti server per trovare i "blocchi" utilizzati per le transazioni bitcoin. Questa attività di calcolo comporta un ingente dispendio energetico e viene retribuita dal sistema Bitcoin tramite la distribuzione della criptovaluta ai cosiddetti “miners”. Alcune aziende hanno allora iniziato a progettare appositi centri di calcolo deputati all’attività di mining, e così, in particolare laddove il costo dell’elettricità è più basso, sono nate delle enormi server farm, fattorie di server dedicate interamente alla criptovaluta.

Una stima del consumo energetico del Bitcoin firmata Selectra

L’analista Alex De Vries, per primo, ha posto nel suo blog Digiconomist l’accento sul fatto che, da soli, tutti i miners del pianeta consumano una certa quantità di elettricità pari o superiore al consumo annuo complessivo di molti Paesi del mondo, tra cui l’Irlanda o l'Ungheria.

Selectra ha effettuato una stima dettagliata sul consumo energetico della rete bitcoin, assumendo l’ipotesi conservatrice che tutte le miniere di bitcoin utilizzino il calcolatore più moderno ed efficiente attualmente sul mercato, l’Antminer S9.

I dati di partenza utilizzati nella stima sono stati, quindi:

  1. l’hashrate totale della rete, misurato in hash per secondo;
  2. la potenza elettrica e di calcolo dell’Antminer S9;
  3. il numero di transazioni effettuate giornalmente.

Con questi valori è stato possibile, quindi, stimare il consumo energetico totale della rete ogni anno e il consumo unitario relativo a ciascuna transazione.

Cos'è l'hashrate?L’hashrate misura la potenza di una macchina per minare bitcoin. Il profitto atteso dei miner è direttamente proporzionale all’hashrate: più il calcolatore è potente, maggiore sarà il profitto che il miner può trarne.

Stima di Selectra del consumo energetico del bitcoin
  Valori Unità
Potenza elettrica di un Antiminer S9 1 375 W
Potenza di calcolo (hashrate) 1,4E+13 hash/s
Hashrate totale della rete 1,5E+19 hash/s
Numero di Antiminer S9 necessari 1 071 428,57 -
Stima del consumo del sistema
Potenza elettrica richiesta 1 473 214 286 W
Consumo della rete all'ora  1 473 MWh
Consumo quotidiano 35 357 MWh
Consumo annuale ca. 13 TWh
Stima del consumo per singola transazione
Transazioni giornaliere 355 791 -
Consumo unitario 99,38 kWh/transazione

Per rispondere alla domanda iniziale, ipotizzando un’efficienza alta del sistema, i bitcoin ancora non consumano quanto l'Irlanda, il cui consumo energetico è di circa 26 TWh all'anno. Infatti, dalla nostra analisi emerge che oggi il sistema Bitcoin consumerebbe "solo" 13 TWh/anno. Si tratta comunque di un ingente quantitativo di energia per un numero di transazioni esiguo. 

consumo bitcoin

Sul sistema bancario tradizionale avvengono circa 2 miliardi di transazioni al giorno VS le 350.000 circa per la rete bitcoin, ossia 5500 volte di più!

Rete bitcoin e consumo energetico italiano

Per fare qualche esempio concreto, i 13 TWh consumati annualmente dalla rete bitcoin superano quelli di molte regioni italiane: Calabria (circa 5 TWh), Basilicata (circa 2,5 TWh), Molise (circa 1,5 TWh) e Umbria (circa 5 TWh), solo se cumulate si avvicinano alla soglia di energia consumata dalla rete bitcoin.

Per dare un'idea di questo consumo energetico, basti pensare che una famiglia-tipo consuma secondo l'Autorità per l'Energia 2.700 kWh all'anno. Il sistema Bitcoin consuma quindi quanto 4,8 milioni di famiglie italiane! Per dare un'idea del costo, il consumo di ogni singola transazione (100 kWh) corrisponde, con l'offerta più economica disponibile oggi, ad un costo di ben 17 €!

Alla luce di queste considerazioni, sorge spontaneo chiedersi se una tale tecnologia possa essere sostenibile a lungo. Solo il tempo fornirà una risposta, per ora possiamo solo dire che se il sistema bitcoin non migliora drasticamente la sua efficienza, il costo energetico associato ad ogni transazione non permette una diffusione della criptovaluta nelle nostre vite quotidiane.

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