Riforma tariffa elettrica rinviata: non scatterà a gennaio 2018

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Il Governo ascolta il suggerimento arrivato dall'Autorità e annuncia il rinvio dell'ultima fase della riforma della tariffa previsto per gennaio 2018 che avrebbe portato dei rincari sulla bolletta delle famiglie italiane.


La riforma della luce è rinviata

L'Autorità per l'energia e il gas aveva avvisato il Governo sulla possibilità di pesanti rincari sulle bollette da gennaio 2018.
Gli aumenti sarebbero stati causati dall'effetto combinato di due provvedimenti diversi:

  • la norma energivori
  • la riforma della tariffa

La cosiddetta norma energivori coinvolge le imprese con consumi elettrici elevati, prevedendo delle agevolazioni sugli oneri. Il minor introito che deriva da questa misura ricadrà sugli altri contribuenti. Questo effetto, sommato all'impatto previsto dalla riforma per gli utenti con consumi bassi, avrebbe portato ad aumenti significativi in bolletta.
Per scongiurare la situazione ecco il rinvio dell'ultimo step che elimina in maniera completa la progressività della bolletta e che sarà rimandato probabilmente di un anno.


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L'ultimo step della riforma delle tariffe è rinviato

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato di voler rinviare la terza e ultima fase della riforma della tariffa, che doveva scattare proprio con il nuovo anno, da gennaio 2018.
Con uno specifico ordine del giorno approvato alla Camera, il Governo si impegna a dare incarico all'Autorità competente di estendere la gradualità temporale della riforma per i clienti domestici.
Probabilmente il mandato all'Autorità per rinviare il provvedimento arriverà attraverso il nuovo Milleproroghe.

Il rinvio dell'ultimo step della riforma della tariffa, che sarebbe scattato da gennaio 2018, riguarda solo i clienti domestici.

La riforma della tariffa ha l'obiettivo di eliminare completamente la progressività degli oneri della bolletta. Lo scopo finale è quello di incentivare le tecnologie energetiche efficienti che aumentano i consumi elettrici. Il cambiamento della tariffa è già iniziato nel 2016 e doveva entrare nel pieno regime nel 2018.
La riforma degli oneri per i clienti non domestici scatta comunque dal 1° gennaio 2018, come previsto.
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Altre risorse destinate ai clienti domestici

Un'altra buona notizia è che gli oneri provenienti dalle agevolazioni alle rinnovabili saranno destinati ai clienti domestici.
Una decisione della Commisione europea 2017, approvata recentemente, stabilisce che almeno il 50% del denaro rivolto agli incentivi alle rinnovabili che si libera, deve essere destinato a quegli utenti che sosterranno gli oneri legati agli sgravi per gli energivori.
Questo per tutelare gli utenti domestici dagli aumenti che si avranno con gli sconti alle imprese energivore. La componente A3 per le rinnovabili, per gli anni 2018, 2019 e 2020, andrà direttamente a ridurre la tariffa elettrica dei domestici.

L'Autorità aveva proposto il rinvio della riforma

I rincari dell'effetto combinato dei due provvedimenti avrebbero colpito 22 milioni di utenti domestici, su un totale di 29 milioni.
All'inizio di novembre 2017 l'Autorità dell'energia ed il gas aveva mandato una segnalazione a Governo e Parlamento sul rischio dell'impatto di tali aumenti sulla bolletta di molte famiglie con consumi bassi. Per evitare pesanti disagi ai consumatori l'Autorità aveva suggerito un rinvio di un anno dell'ultimo step della riforma. Da gennaio 2018 la progressività degli oneri di sistema della bolletta, già avviata parzialmente nel 2017, avrebbe dovuto completarsi.
Inoltre, oltre al rinvio della tariffa, l'Autorità chiedeva un rafforzamento del bonus sociale, per alleggerire l'impatto del rincaro sulle fasce più deboli.

Come cambia la spesa in bolletta per gli utenti

La variazione della spesa in bolletta prevista dovuta solo alla "norma energivori" dipende dalla tipologia di utenza. Per una famiglia di 3-4 persone residente (3kW e consumi pari a 2700 kWh) l'aumento è di circa 10 euro all'anno al netto di tasse e imposte. L'aumento sale a circa 15 euro per un nucleo più numeroso non residente con consumi pari a 4000 kWh ed ad oltre 21 euro se l'utenza è una casa con sistemi elettrici, con 6 kW di potenza impegnata e consumi di 6000 kWh residente.
Con la riforma della tariffa per la prima categoria l'aumento sarebbe lievitato di altri 13 euro circa e addirittura di 20 euro per un single con bassi consumi pari a 1500 kWh.

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