26 milioni di italiani potrebbero produrre elettricità nel 2050

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nel 2050 produrre elettricità fai da te rinnovabili

Fonte: Greenpeace

Nel 2050 ventisei milioni di italiani potrebbero produrre autonomamente energia elettrica. Nell'Unione Europea gli energy citizens arriverebbero a 264 milioni di persone. Questo scenario si vedrà solo se gli Stati metteranno in campo norme a favore delle fonti rinnovabili


Le parole chiave per comprendere bene quest'articolo: "energy citizens" e "leggi pro-rinnovabili".

Chi sono gli energy citizens? Si intendono gli individui o le famiglie che producono energia o gestiscono in maniera flessibile, individuale o collettiva, la propria domanda di energia.
Rientrano in questa definizione anche gli enti pubblici, come scuole ed ospedali, così come le piccole e medie imprese con meno di 50 dipendenti.

Prendendo in considerazione quanti sono oggi gli energy citizens in Italia e quanti potrebbere essere nel 2050, dal report scientifico "The potential for energy citizens in the European Union", redatto dall'istituto olandese di ricerca ambientale "CE Delft", è emerso che tra 34 anni due italiani su cinque produrranno autonomamente elettricità dalle fonti rinnovabili. In totale l'energia elettrica fai-da-te potrebbe essere la soluzione per 26 milioni di cittadini. In relazione alla suddivisione delle categorie, il 25% verrà prodotta dalle piccole e medie imprese, mentre il contributo maggiore arriverà dagli impianti domestici e dalle cooperative, con un impatto rispettivo del 37%. Solo l'1% sarà legato agli enti pubblici.

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Fonte: Greenpeace

Questo scenario si realizzerà a una precisa condizione

Non sarà un'evoluzione naturale. Questi numeri sono frutto di una stima. Sono una proiezione. L'Italia potrà essere sempre più indipendente dalle fonti fossili a vantaggio di energie 100% rinnovabili solo se il governo di turno metterà in campo "le giuste norme legislative". È questo l'avvertimento scritto nero su bianco dai ricercatori che hanno elaborato i dati.

Purtroppo il governo, con provvedimenti specifici come la riforma della tariffa elettrica, sta mettendo in ginocchio il settore delle energie rinnovabili, e in particolare quello dei piccoli produttori domestici. Matteo Renzi ha dichiarato che entro fine mandato il 50% dell’elettricità nazionale sarà prodotta da fonti rinnovabili e, se non vuole che questo rimanga solo un annuncio, la direzione da prendere è chiara: incentivare tutti i cittadini a produrre la propria energia.
Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima e Energia di Greenpeace

Al momento queste parole trovano un drammatico riscontro. Greenpeace Italia ha fatto notare che nel 2012 "sono entrati in esercizio quasi 150mila impianti fotovoltaici, mentre nel 2014 i nuovi impianti sono stati solo 722".
"Un crollo che rispecchia la scarsa appetibilità dell'Italia per gli investitori",
ha aggiunto il movimento ambientalista, "causata dall'incertezza normativa che regna sovrana da anni in tema di energie rinnovabili più che dalla mancanza di incentivi", ha concluso Greenpeace.

Elettricità fai-da-te per il 50% della popolazione dell'UE nel 2050

Lo studio ha preso in considerazione tutti gli energy citizens dell'Unione Europea. Il risultato finale è sorprendente: nel 2050 circa la metà dei cittadini di tutti gli Stati membri potrebbe essere in grado di produrre autonomamente l'energia elettrica. Precisamente: 611 Twh di elettricità nel 2030 e 1557 Twh nel 2050. In termini percentuali: tra 14 anni la produzione domestica potrebbe soddisfare il 19% della domanda di elettricità dell'Unione Europea, quota che salirebbe al 45% nel 2050.

Svezia e Lettonia i paesi con maggiore energy citizens

Dal report sugli energy citizens attuali e futuri dell'Unione Europea è possibile anche scoprire la classifica dei Paesi leader del settore. Al primo posto si è piazzata la Svezia con il 79% degli abitanti come possibili "generatori" di energia elettrica nel 2050, mentre la Lettonia si è dimostrata con il più alto potenziale in termini di capacità di generazione nella mani dei cittadini e con la produzione domestica che potrebbe soddisfare l'83% della domanda di elettricità.
E anche in questi due casi, leggi pro-rinnovabili permettendo...

La ricetta di Greenpeace

Ci sono due grandi opportunità quest'anno affinché vengano approvate adeguate norme per dare lo slancio agli energy citizens: la revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili e l'iniziativa di Market design. Questa è la ricetta indicata da Greenpeace:

  1. Garantire il diritto all'autoproduzione e all'autoconsumo.
  2. Garantire priorità di accesso alla rete a tutti i progetti presentati da energy citizens.
  3. Continuare a prevedere l'esenzione dagli aiuti di Stato per progetti legati alla generazione distribuita, a prescindere dalla grandezza del progetto.
  4. Semplificare le procedure amministrative per chi vuole produrre la propria energia in maniera diretta o tramite cooperative energetiche.
  5. Incoraggiare metodi di finanziamento innovativi per progetti di generazione diffusa.

In attesa di vedere se le proposte di Greenpeace vengano raccolte dal governo, noi continueremo a seguire l'argomento. Il consiglio per restare aggiornati sul tema è quello di iscrivervi alla newsletter.

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