La Cop21: a Parigi la Conferenza internazionale sul Clima

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Il riscaldamento globale è uno tra i problemi più rilevanti che affligge il nostro pianeta. Agisce lentamente apportando cambiamenti climatici sempre più considerevoli che condurranno con il passare degli anni al verificarsi di gravi ed irreparabili disastri ambientali.

Da qui l’esigenza di diminuire l'effetto serra, causa del riscaldamento globale, di cui le emissioni di COsono le principali responsabili. Tale sfida chiama in campo un concreto intervento da parte dei governi di ciascun Paese affinché adottino misure correttive per limitare il fenomeno del surriscaldamento globale. Passi in tal senso sono stati fatti, e le trattative tra i diversi Paesi sono tuttora in corso per giungere alla sottoscrizione di un trattato internazionale in materia di riscaldamento globale.

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La COP21 si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.

Sarà giustappunto questo lo scopo della ventunesima Conferenza delle Parti COP21 che si terrà dal 30 novembre all'11 dicembre 2015 a Parigi e vedrà la presenza di circa 40.000 partecipanti tra delegati di ciascun Paese, osservatori e civili.

La COP21, chiamata anche Parigi 2015, è organizzata dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), un trattato prodotto dalla Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED), meglio conosciuto come Summit della Terra...

...andiamo con ordine e vediamo assieme alcuni cenni storici!

Il Summit della Terra si tenne a Rio de Janeiro nel 1992  e portò alla stipula di un trattato per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il trattatato non era però vincolante e prevedeva successivi protocolli per stabilire limiti obbligatori a ciascun Paese sottoscrivente.

Il protocollo più importante fu quello di Kyoto, redatto nel dicembre del 1997 da più di 180 Paesi in occasione della terza Conferenza delle Parti (COP3) , ed entrato in vigore ufficialmente nel febbraio 2005, in seguito alla sottoscrizione anche da parte della Russia. Il protocollo prevedeva meccanismi di acquisizione crediti attraverso logiche di compensazione di emissioni di CO2 tra Paesi, in particolare tra quelli industrializzati e quelli in via di sviluppo o tra Paesi appartenenti alla medesima categoria.

Ed ora…?

Nel dicembre del 2014, si è svolta la ventesima Conferenza delle Parti (COP20) a Lima con l’obiettivo di preparare le trattative in vista appunto dei negoziati internazionali sui cambiamenti climatici di Parigi 2015.

La posta in gioco è quindi alta: COP21 avrà l’obiettivo di raggiungere, per la prima volta nella storia, un accordo internazionale giuridicamente vincolante che favorisca la transizione verso una società ed un’economia a basso livello di emissioni ed un elevato utilizzo di energia rinnovabile.

Le fonti rinnovabili producono energia da risorse naturali e contribuiscono allo sviluppo sostenibile. Sopri le fonti rinnovabili in Italia.

A tale scopo, la trattativa dovrà concentrarsi in maniera eguale su obiettivi di:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici, cioè ridurre il riscaldamento globale al di sotto di 2 ° C
  2. Adattamento per i già esistenti mutamenti del clima (si dibatterà la concessione di 100 miliardi di dollari ai paesi poveri che subiscono direttamente i danni dei cambiamenti climatici pur non essendone responsabili).

Sapevi che... nel 2011 negli Stati Uniti sono state prodotte 17 tonnellate pro capite di C02 mentre in Marocco 1.7 tonnellate pro capite?

L'accordo, se raggiunto, entrerà in vigore nel 2020 con validità nel lungo termine. Per la prima volta nell'ambito delle negoziazioni internazionali sul clima, ciascun Paese avrà il compito di presentare il contributo nazionale alla lotta al cambiamento climatico. 

Anche papa Francesco... nella sua ultima enciclica Laudato si', invita tutti al rispetto dell'ambiente.

La Francia offrirà aiuto a quei Paesi che si trovano in difficoltà nella preparazione del proprio contributo ed avrà infatti il duplice ruolo di ospite e facilitatore per la COP21 e diverse sono le sfide in campo:

  1. Creare un punto di incontro accogliente ed ospitale per i partecipanti della comunità internazionale;
  2. Realizzare una conferenza che sia eco-friendly, ovvero con un minimo impatto ambientale;
  3. Facilitare il dibattito, creando le giuste condizioni per la conversione delle opinioni divergenti in un accordo unanime;
  4. Promuovere la discussione e la mobilitazione dell’opinione pubblica.

Quanti Paesi parteciperanno?

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La COP21 riunirà quasi tutti i paesi del mondo!

A partecipare saranno 195 Paesi tra cui anche Cina e Stati Uniti che all'epoca del trattato di Kyoto furono tra i più refrattari alla sottoscrizione.

Quale sarà il ruolo dei cittadini?

Al dibattito tra governi si affianca la mobilitazione dal basso dell’opinione pubblica. Al via una serie di iniziative in grado di incrementare la partecipazione dei cittadini e permettere loro di far sentire la propria voce nell'ambito del dibattito internazionale.

E' partita martedì la campagna #WeAreTheClimateGeneration, un’iniziativa no profit che permette ai cittadini di sette Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Danimarca e Turchia) di inviare il proprio messaggio alla COP21 di Parigi.

Parigi 2015 sarà dunque un evento internazionale in cui tutti siamo chiamati a partecipare nell'interesse della salvaguardia del nostro pianeta. Affinché si giunga ad un accordo unanime occorre la comparcecipazione di tutti, cittadini ed istituzioni compresi. Le decisioni importanti richiedono impegno collettivo e voglia di essere presenti.

Siete pronti a metterci del vostro?

Noi rimarremo sintonizzati su quello che accadrà, aggiornandovi in maniera puntula ed auspicando il reale concretizzarsi degli obiettivi e delle sfide prefissate.

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