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Quanto risparmio in bolletta con il fotovoltaico?

Risparmia con il fotovoltaico!

In Italia negli ultimi anni abbiamo assistito a grandi trasformazioni in questo settore, dettate soprattutto dai ripetuti cambiamenti normativi e dallo sviluppo del mercato mondiale dei produttori dei pannelli fotovoltaici. Gli eventi hanno contribuito ad una crescita esponenziale del fotovoltaico, purtroppo in alcuni casi anche con l’apporto degli speculatori.

Ultimamente il mercato si è stabilizzato ed a livello normativo si è cercato di favorire i piccoli impianti e la generazione distribuita, bloccando gli incentivi agli impianti a terra.

Lo sapevi che...
E’ iniziata la fase di sviluppo dei piccoli impianti domestici destinati principalmente all’autoconsumo, fattore che, insieme alla detrazione fiscale, comporta il maggior risparmio!

Come funziona un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico produce energia elettrica utilizzando la radiazione solare attraverso i moduli fotovoltaici in grado di convertire appunto l'energia solare in elettrica. La corrente prodotta è continua e quindi è necessario collegare l'impianto ad un inverter, elemento che trasforma la corrente in alternata per poterne permettere l'uso in un'abitazione.

L’impianto è in genere connesso sia all’utenza finale, ossia l’impianto elettrico della casa, che alla rete elettrica nazionale in bassa tensione attraverso un contatore bidirezionale. In questo modo è possibile consumare direttamente l'energia autoprodotta per alimentare gli i consumi dell'abitazione, oppure immetterla in rete quando è in eccedenza.

Si risparmia con l’installazione di un impianto fotovoltaico?

Il guadagno per una famiglia non è sempre scontato, perché le variabili in gioco sono molte ed il calcolo non è immediato. Per essere sicuri di guadagnarci, l'importante è di scegliere un impianto dimensionato correttamente rispetto ai consumi.

Il primo fattore di risparmio: l’autoconsumo

L'autoconsumo consiste nel consumare istantaneamente l’energia che produce l'impianto. In questo modo non si preleva dalla rete la corrente necessaria al fabbisogno, e si evita di pagarla al fornitore. Il primo risultato è quindi una sostanziale riduzione (non eliminazione!) della bolletta della luce. Ovviamente l'entità del risparmio dipende da quanto si paga l'energia elettrica al fornitore e del costo dell'impianto fotovoltaico.

Grazie all'autoconsumo si risparmia sia sul costo dell'energia consumata che sugli oneri di rete, oneri di sistema e le tasse legati al consumo di energia elettrica

Al giorno d'oggi gli impianti fotovoltaici sono economicamente molto più accessibili rispetto a prima, poichè il prezzo di un impianto si è ridotto di quasi un terzo rispetto a qualche anno fa. Per analizzare il possibile risparmio derivante da un fotovoltaico bisogna calcolare tutti i costi da sostenere esposti di seguito:

  • Fornitura dell’impianto: moduli, inverter, quadri, connettori, struttura ... circa il 50% della spesa totale
  • Installazione: progettazione, messa in opera, collaudo ... circa il 30% della spesa totale
  • Costi amministrativi: gestione pratiche per l’allacciamento con il distributore e per gli incentivi con il GSE, circa il 20% della spesa totale

Naturalmente le percentuali sopra espresse sono indicative e dipendono dalla taglia dell'impianto e dalla qualità dei prodotti.

  • I parametri essenziali per la valutazione dell'impianto fotovoltaico
  • Potenza dell'impianto
  • Qualità degli elementi: principalmente dei moduli e dell'inverter
  • Producibilità dell'impianto in base alla localizzazione geografica, l'orientamento ed l'inclinazione dei moduli
  • Modalità di consumo dell'energia prodotta: più alto sarà l'autoconsumo, più alti saranno i risparmi

Per stimare quanto possa produrre il tuo impianto, ti consigliamo questo sito gestito dalla Commissione Europea. E' molto completo e preciso!

Durata di un impianto fotovoltaico

E' importante sottolineare che i costi sovraesposti devono essere ammortizzati su un periodo di almeno 20 anni. Quasi tutti i produttori offrono una garanzia sul rendimento e quindi sulla produzione dei pannelli per 20 o 25 anni, dopo questo periodo il nostro impianto continuerà a funzionare tranquillamente ed a produrre energia elettrica solamente in misura minore.

La vita di un impianto fotovoltaico è caratterizzata da una bassa manutenzione per l'assenza di organi in movimento. L'elemento più delicato dell'intero sistema è l'inverter, che al suo interno ha una parte elettronica e generalmente dopo circa 10 anni deve essere sostituito.

Quali sono le agevolazioni dello Stato per il fotovoltaico domestico?

Per il 2014 le agevolazioni previste dallo Stato per le fonti rinnovabili in ambito domestico-residenziale, ossia per impianti di bassa potenza (fino a 20 kW), installati su proprietà ad uso abitativo sono due:

  • Lo scambio sul posto
  • La detrazione fiscale

Lo scambio sul posto

Attualmente il sostegno previsto per gli impianti domestici è lo scambio sul posto (SSP), gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Tale meccanismo da la possibilità di immettere in rete l'energia elettrica in eccesso per poi prelevarla in un secondo momento, differente da quando avviene la produzione.

La rete viene considerata come se fosse un accumulatore di energia virtuale e il GSE eroga un "contributo in conto scambio" per l'energia immessa in rete. Il contibuto viene calcolato con una specifica formula che tiene conto sia dell'energia immessa che prelevata, con una buona approssimazione una valutazione di massima è di circa 0,15 €/kWh immesso.

La detrazione fiscale

E' possibile usufruire inoltre anche della detrazione fiscale, nel 2014 fissata al 50% ma che già nel 2015 diminuirà forse al 36%, che coinvolge il costo totale dell'impianto comprese le relative spese. Questa porta in pratica al dimezzamento del costo complessivo dell'impianto, attraverso le riduzione dell'imposta Irpef nei 10 anni consecutivi all'installazione. Lo sgravio fiscale riguarda quindi soltanto le persone fisiche (o condomini o soci di cooperative) contributori Irpef.

Come leggere il contatore con un impianto fotovoltaico?

Con l'installazione di un impianto fotovoltaico il contatore verrà sostituito dalla società di distribuzione competente con un contatore bidirezionale. Questo tipo di contatore, riconoscibile da due frecce poste sul fronte dello stesso, è sempre elettronico e misura quindi i consumi in tutte le fasce orarie. La differenza sostanziale è che questo misura sia l'energia prelevata dalla rete, che quella immessa, ossia quella prodotta dal nostro impianto e che non viene direttamente consumata dall'abitazione.
Premendo più volte il pulsante sarà facile leggere i prelievi e le immissioni suddivisi nelle fasce orarie A1, A2 e A3, che sommati daranno il totale dell'energia prelevata ed immessa.

Per impianti incentivati col "Conto Energia", terminati a luglio del 2013, era presente un secondo contatore subito a valle dell'impianto con lo scopo di misurare tutta l'energia prodotta dall'impianto che veniva incentivata con particolari tariffe.

Un esempio reale

Poniamo ad esempio il caso reale di una casa indipendente assumendo le seguenti ipotesi:

  • Contratto di fornitura di 3 kW di potenza e consumo annuale standard di 2700 kWh (3 persone)
  • Tariffa adottata: D2 residente monoraria (spesa annua di 521€)
  • Impianto da 2 kW di picco, con una produzione stimata di circa 2600 kWh all'anno
  • Abitazione situata in centro Italia
  • Pannelli con esposizione ed orientamento ottimali
  • Percentuale di autoconsumo del 60%

L'autoconsumo corrisponde all'energia elettrica che produce l'impianto e che viene istantaneamente consumata dall'abitazione per le nostre necessità. Il risparmio è maggiore quando autoconsumiamo l'energia, una volta installato l'impianto quindi dovremmo cercare di spostare i nostri consumi, ad esempio fare lavatrice e lavastoviglie nelle ore diurne, quando la corrente viene dal sole!

Un consiglio!
Il risparmio è maggiore con l'autoconsumo. Conviene quindi autoconsumare il più possibile l'energia prodotta dall'impianto che immeterla in rete!

I restanti kWh prodotti dall'impianto e non direttamente consumati saranno immessi in rete ed il GSE prevede un contributo, (emesso in una o due rate annuali) calcolato mediante una specifica formula. Per l'esempio indicativo abbiamo ipotizzato il contributo pari a 0,15 € a kWh immesso.

  Consumo in bolletta
kWh/anno
Produzione FV
kWh/anno
Spesa in bolletta
€/anno
PRIMA
Tariffa D2 monoraria 2.700 - 521
DOPO
Tariffa D2 monoraria 1140 1560 210
Risparmio in bolletta 311
Contributo in conto scambio (GSE) 156
Spesa netta per la luce a fine anno solo 54 €

 

Costo dell'impianto

Un impianto di questo tipo di media qualità ha un costo sul mercato di circa 5.000 € tutto incluso. Ma se consideriamo la detrazione fiscale, questo costo si dimezza e per 10 anni avremo un entrata fissa di 250 € ogni anno, a rimborso della spesa effettuata. Questa agevolazione da un contributo notevole all'analisi dei costi/benefici e diminuisce di molto il tempo di rientro dell'investimento.

Da sottolineare che in questo esempio i consumi sono bassi e di conseguenza anche il risparmio, che aumenterebbe se i consumi fossero maggiori. Ovviamente in tal caso anche l'impianto sarà dimensionato di conseguenza con produzione e costi maggiori.