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Diritto di recesso: nuove tempistiche e modalità

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Vuoi chiudere il contratto di fornitura perché devi abbandonare la casa in cui vivi? Oppure vuoi rescindere il contratto di fornitura per cambiare gestore di luce e gas? Ogni cliente può esercitare il diritto di recesso, in qualsiasi momento, rispettando il termine di preavviso e le modalità stabilite direttamente dall’Autorità.

Cos'è il diritto di recesso?

Il diritto di recesso è una clausola contrattuale che dà la possibilità di rescindere, cioè chiudere, in anticipo il contratto di fornitura di energia elettrica e/o gas metano. Il recesso può essere esercitato sia da parte del gestore che da parte del cliente finale, secondo quanto specificato nel contratto di fornitura e indipendentemente dalla modalità con cui questo è stato stipulato. Il diritto di recesso può essere connesso nel momento in cui si cambia fornitore oppure alla disattivazione del punto di prelievo.

Hanno diritto a rescindere il contratto di fornitura tutti i clienti, sia che essi abbiano le utenze attive nel servizio tutelato che nel mercato libero. La comunicazione di recesso deve essere obbligatoriamente inviata tramite raccomandata, in base a quanto stabilito nel contratto di fornitura e secondo modalità che permettono di verificare l’effettiva ricezione della comunicazione di recesso da parte del fornitore. Nel caso di recesso per cambio fornitore, il cliente non dovrà inviare nessuna raccomandata, sarà infatti il nuovo fornitore scelto a gestire le pratiche amministrative e comunicare al vecchio fornitore l'avvenuta rescissione del contratto

QUAL È LA DIFFERENZA TRA DIRITTO DI RECESSO E RIPENSAMENTO? Attenzione a non confondere questi due termini perché si riferiscono a situazioni molto diverse. Se non ti è chiara la differenza tra diritto di recesso e diritto di ripensamento, visita la nostra pagina dedicata.

Qual è il costo del recesso del contratto di luce e gas?

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Ha un costo il recesso?

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha stabilito, con la delibera 302/2016/COM del 9 giugno 2016 e il successivo aggiornamento del 1 gennaio 2017, le modalità e le tempistiche relative al diritto di recesso per i contratti di fornitura per le utenze di luce e gas.

Nell’articolo 2, riguardante l’ambito di applicazione, l’AEEG ha decretato che il diritto di recesso non può essere sottoposto a spese di chiusure né a penali, così come anche specificato nel contratto di fornitura inviato dal fornitore al cliente finale.

  • Quali documenti sono richiesti per cessare il contratto?
  • Dati anagrafici dell'intestatario dell'utenza
  • Dati relativi alle utenze: POD per l'energia elettrica e PDR per il gas
  • Autolettura del contatore
  • Indirizzo della fornitura
  • Giorno in cui presumibilmente deve essere disattivata la fornitura
  • Richiesta scritta di recedere il contratto di fornitura
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Quali sono le tempistiche per il recesso del contratto di fornitura?

Così come stabilito dall’Autorità, il cliente finale ha il diritto di rescindere un contratto di fornitura con il suo fornitore in qualsiasi momento, rispettando il termine di preavviso. Con quanti giorni di anticipo il cliente deve comunicare la propria volontà di chiudere il contratto di fornitura? L’AEEG ha stabilito tempistiche di preavviso diverse in base alla situazione in cui si trova il cliente finale:

  • Se il cliente vuole rescindere il contratto, al fine di cambiare fornitore per energia elettrica e gas, deve contattare il proprio gestore entro e non oltre il giorno 10 del mese precedente alla data di cambio, così come specificato ai sensi del comma 7.3 della delibera. Nel caso di cambio fornitore, il cliente si dovrà rivolgere direttamente al nuovo gestore scelto in modo che quest’ultimo possa recedere, mediante il Sistema Informativo Integrato, a suo nome e per suo conto il contratto di fornitura con la società di vendita precedente. La nuova società di vendita invierà la richiesta di recesso entro il giorno 10 del mese precedente alla data di cambio fornitore, tramite posta elettronica certificata, indicando i dati anagrafici del cliente e i dati relativi alla fornitura.
  • Nel caso in cui, invece, il cliente richiede la chiusura del contratto semplicemente per cessare la fornitura, quindi senza il fine di cambiare fornitore, il termine di preavviso con cui deve fare la comunicazione al proprio gestore non può essere superiore a un mese. In questo caso, la richiesta di recesso deve essere inoltrata direttamente dal cliente finale, tramite raccomandata.

Quando il fornitore esercita il diritto di recesso?

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Quando si richiede il recesso?

Come dicevamo, per quanto definito dall’AEEG anche il gestore ha la possibilità di esercitare il diritto di recesso, secondo quanto stabilito nel contratto di fornitura. In quali casi però il contratto può essere rescisso direttamente dal fornitore? Innanzitutto questo può avvenire solamente se si tratta di una società di vendita operante nel mercato libero, ma non nel servizio tutelato.

Il fornitore deve inviare al cliente finale una comunicazione scritta, secondo le modalità espresse nel contratto: la comunicazione deve essere inoltrata con un preavviso di almeno 6 mesi, utilizzando un sistema che permetta al gestore di verificare l’avvenuta ricezione della comunicazione da parte del cliente finale. Il termine di preavviso parte dalla data di ricezione della comunicazione di recesso da parte del cliente.

Come disdire il contratto con i principali fornitori di luce e gas?

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