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Salvavita del contatore elettrico: cos'è e a cosa serve?

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Hai un contatore meccanico per l’energia elettrica e non è presente il salvavita? Qui puoi trovare tutte le informazioni utili riguardo a questo dispositivo e al suo funzionamento.

Salvavita del contatore elettrico

Tecnicamente chiamato interruttore differenziale, il salvavita è un dispositivo di sicurezza che interrompe il flusso dell’energia elettrica all’interno del contatore, nel caso di dispersione elettrica oppure per folgorazione.

L’obiettivo principale di questo impianto è quello di proteggere l’immobile e soprattutto le persone che vivono al suo interno, nel caso di guasto al contatore elettrico. Questo sistema è chiamato differenziale perché si basa sulla differenza rilevata tra le varie correnti elettriche in entrata e in uscita.

Come funziona il salvavita?

Il salvavita è costituito da due apparecchiature: l'interruttore magnetotermico e il relè differenziale.

L’interruttore ha il compito di:

  • interrompere il flusso di energia elettrica, nel caso in cui ci fosse un corto circuito all’interno dell’abitazione
  • limitare l’energia in caso di sovraccarico del contatore

Il sovraccarico del contatore si ha nel momento in cui vengono accesi troppi apparecchi contemporaneamente all’interno della casa: accade ad esempio quando si accendono nello stesso momento lavatrice, lavastoviglie e forno. Il corto circuito, invece, si ha quando due conduttori si toccano oppure quando la protezione esterna del motore si surriscalda a tal punto da bruciare.

Il relè differenziale misura invece la quantità di energia in entrata nel contatore e mantiene un equilibrio con quella in uscita. Nel caso in cui c’è uno squilibrio tra le due quantità di energia, il salvavita si attiva e il contatore scatta.

Che cos'è la potenza del contatore?

Quando si parla di potenza del contatore, bisogna fare una distinzione tra potenza impegnata e potenza disponibile. La potenza impegnata è il livello di potenza che viene indicato nel contratto e nelle bollette: dipende dal numero di elettrodomestici utilizzati nell'abitazione e solitamente varia da 1,5 kW a 6 kW. Per una abitazione standard, solitamente sono sufficienti 3 kW, anche se la scelta della potenza impegnata dipende esclusivamente dalle proprie esigenze e dal numero di elettrodomestici presenti nella casa. La potenza impegnata è un valore che si trova in bolletta luce  nella sezione "Tipologia contratto" o "Dati di fornitura" ed è pari al 10% in più rispetto a quella disponibile.

La potenza disponibile, invece, è il livello massimo di potenza che si può prelevare dall'impianto di distribuzione. Se si supera la potenza disponibile, il flusso di energia viene interrotto e scatta il contatore. Questo accade solitamente quando si accendono contemporaneamente diversi elettrodomestici e l'abitazione rimane senza luce improvvisamente.

Cosa fare se scatta spesso il contatore?

Scatta il contatore?

Se il contatore scatta continuamente, significa che la potenza del contatore non è sufficiente per le nostre esigenze. Per prima cosa, bisogna capire qual è la potenza del nostro impianto: questo dato può essere recuperato facilmente in bolletta, nella sezione “Tipologia di contratto” o in “Dati di fornitura”, oppure premendo direttamente l’unico pulsante che è presente sul contatore.

Se superiamo il valore di potenza permesso dal contatore, questo scatterà e rimarremo senza energia elettrica, finchè non verrà spento qualche elettrodomestico. Se ciò accade molto spesso, significa che la potenza del contatore non è sufficiente per far fronte ai nostri consumi e quindi, dovremmo richiedere un aumento di potenza.

Guarda il video tutorial per orientarti nella scelta della potenza giusta per il tuo contatore

Fai fare un check-up alla tua bolletta!

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Come aumentare la potenza del contatore?

Per prima cosa bisogna contattare il proprio fornitore di energia elettrica, recandosi ad uno sportello o chiamando il numero verde dedicato. Entro due giorni dalla richiesta, il gestore dovrà mettersi in contatto con il distributore locale e comunicare la volontà di cambiare la potenza del contatore. Le tempistiche variano a seconda dei lavori che devono essere svolti sul contatore e i costi cambiano da fornitore a fornitore, anche se in realtà ci sono dei costi fissi che il distributore addebita al nostro gestore.

La nuova riforma della tariffa elettrica introduce dei cambiamenti anche per quanto riguarda il cambio di potenza del contatore della luce. Oltre all'introduzione di un maggiore numero di livelli di potenza, a partire dal prossimo 1° aprile 2017, ci sarà una riduzione dei costi una tantum per effettuare il cambio di potenza.

Servizio di maggior tutela

  • Contributo fisso di 27,03 € richiesto dal distributore
  • Quota potenza pari a 69,22 €/kW relativa alla potenza aggiuntiva richiesta

  • Contributo fisso amministrativo di 23 €

Mercato libero

Il costo dipende dalle singole condizioni contrattuali, fatto salvo che il distributore imputa comunque al fornitore 27,03 € di contributo fisso e la quota per la potenza aggiuntiva per l’aumento di potenza.

Il tuo contatore non ha il salvavita? Come installarlo?

Come posizionare un salvavita?

Se nella tua abitazione è presente un contatore meccanico, quindi uno di quelli di vecchia generazione, il salvavita non sarà presente. A differenza dei contatori elettronici, infatti, quelli vecchi non sono in grado di misurare l’energia per singole fasce e non sono neppure dotati di salvavita, ragion per cui non possono essere usati in sostituzione dei dispositivi previsti dalla legge sulla sicurezza.

Per installare un interruttore differenziale, si può ricorrere all’aiuto di un elettricista oppure, se si è abili in questo tipo di lavori, si può provvedere anche ad una installazione “fai da te”. Se il contatore ha una potenza di 3 kW, sarà sufficiente installare un sistema da 25 ampere, mentre se la potenza è di 4,5 o 6 kW dovrai installare un salvavita da 40 ampere. Il costo di un salvavita si aggira tra i 30 e i 50 euro e per procedere all’installazione dovrai seguire questi semplici passi:

  1. disattivare l’interruttore generale della corrente
  2. rimuovere l’interruttore del contatore
  3. fissare alla parete la scatola del salvavita
  4. inserire i cavi in entrata e in uscita del salvavita
  5. chiudere la scatola dell’impianto
  6. riattivare la corrente
  7. alzare la levetta del salvavita e premere il tasto Test per verificare il corretto funzionamento

Che cosa dice la normativa sui salvavita?

La legge 46/90 del 13 marzo 1990 obbliga gli ambienti abitativi pubblici e privati, cioè case, uffici e associazioni ad installare un salvavita. Questa legge si applica anche per le scuole, le attività commerciali e gli edifici di culto. Secondo questa legge, infatti, gli edifici costruiti dopo il 13 marzo 1990 devono avere obbligatoriamente impianti eseguiti a regola d'arte. Negli edifici preesistenti, c'è l'obbligo di installare il salvavita e sostituire le prese con quelle di sicurezza, che impediscono agli oggetti metallici di entrare in contatto con le parti interne in tensione.

La legge 46/90 obbliga anche i tecnici che realizzano gli impianti a rilasciare una dichiarazione di conformità, in cui si attesta il rispetto delle norme. Questo documento viene rilasciato dall'impiantista al cliente e una copia viene anche inviata alla Camera di Commercio: nella dichiarazione si descrivono i lavori eseguiti secondo quanto stabilito dalla legge.

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