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Perché non posso scegliere il gestore del mio contatore se è stato chiuso per morosità? I limiti del mercato libero dell'energia

Attiva le utenze a tuo nome

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Contatore moroso: posso scegliere con chi attivare?

Dal 9 giugno del 2016 gli utenti italiani di energia elettrica e gas possono effettuare una voltura con un gestore diverso da quello che aveva scelto il precedente intestatario con una serie di limitazioni che incidono sul diritto del consumatore a scegliere liberamente il proprio fornitore. 

Come si modifica il nome dell'intestatario con un altro gestore?

La delibera dell’Autorità specifica che per effettuare la voltura con un altro gestore bisogna indicare nome, cognome e codice fiscale dell'attuale intestario. Questa operazione viene svolta in un periodo di tempo che varia dai 30 ai 60 giorni lavorativi.

Questa limitazione serve al nuovo gestore per chiedere il recesso all'attuale fornitore (30gg) e attivare un nuovo contratto di fornitura intestato ad un soggetto diverso.

Alcuni casi pratici che impediscono la scelta del proprio fornitore di luce e gas

Al fine di comprendere meglio l’incidenza che questo divieto ha su operatori e consumatori abbiamo elencato tre situazioni ipotetiche. Si tratta in realtà di vicende piuttosto comuni. Probabilmente, persone abituate per necessità a spostarsi frequentemente da un appartamento ad un altro hanno già vissuto sulla propria pelle i disagi causati dalla attuale inefficienza del sistema che regola i processi di voltura e di cambio fornitore.

Cambio fornitore

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Le utenze sono attive e conosco il nome del gestore attuale

Nel primo caso una persona entra in una nuova abitazione e decide di intestare le utenze a proprio nome. Il precedente inquilino ha lasciato le bollette e quindi conosce tutti i dati tecnici delle utenze. Vorrebbe scegliere un altro gestore ma scopre che non ha alternative. Così contatta la società che sta erogando energia al contatore ed effettua la voltura. Dopo 30 giorni riceve la prima bolletta e decide di cambiare fornitore, scegliendone uno più conveniente.

Le utenze sono attive ma non conosco il fornitore

In un secondo caso, questa persona non ha delle bollette, di conseguenza non sa a quale società rivolgersi. Fa un primo giro di telefonate per poi rendersi conto che ci sono troppi gestori per poterli contattare tutti. Scopre che esiste uno Sportello del Consumatore dell'AEEGSI cui chiedere informazioni.

Mentre per la luce, l'utente viene indirizzato verso il servizio dell'Autorità per la richiesta di informazioni sulla propria utenza, per il gas gli operatori lo informano del fatto che l'unico modo per capire chi contattare è inviare un fax al distributore della zona. Invia quindi il fax e dopo cinque giorni ottiene una risposta. Contatta il servizio clienti del gestore che sta erogando gas ed effettua la voltura. Essa avrà decorrenza dal mese successivo. Questo significa che avrà impiegato forse più di 30 giorni per compiere un'operazione che all'atto pratico significa semplicemente cambiare il nome dell'intestatario della bolletta.

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Le utenze sono disattivate

Il caso estremo, non per questo meno comune, è quello in cui un utente entra in una casa dove le utenze sono disattivate. In buona fede, il nuovo inquilino pensa che il vecchio abbia disattivato i due contatori e, dopo aver fatto le proprie indagini di mercato, decide di rivolgersi al fornitore che gli offre il risparmio maggiore per riattivare i due contatori. Avvia la pratica di attivazione e, nel migliore dei casi, dopo cinque giorni lavorativi scopre che i contatori sembrano chiusi ma in realtà sono stati sospesi per morosità dell'inquilino precedente. Questo significa che non può riattivarli in modo così semplice. Dovrà innanzitutto capire quale società ha sospeso il contatore, con le stesse modalità del secondo caso, e successivamente provare ad effettuare una voltura. Passano altri cinque giorni, i soldi dell'affitto sono già stati versati e scopre che il fornitore non cambierà il nome dell'intestatario se non verranno pagate le bollette.

Lui, che è un bravo ed onesto consumatore, non ha però intenzione di pagare i debiti contratti da altri. Se l'attuale fornitore si rifiuta di fare la voltura lo deve inserire nel Sistema Informativo Integrato. A questo punto il nuovo inquilino si può rivolgere al fornitore di sua scelta per chiedere una voltura e un cambio di fornitore contestuale. La voltura e il cambio saranno effettivi dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata fatta la richiesta. Tutto ciò ha costretto il potenziale cliente a restare per 30 giorni senza energia, dopo aver pagato l'affitto e, dopo aver fatto decine di telefonate con lunghe attese con almeno 3 soggetti diversi.

Vietare la voltura con un altro gestore limita la liberalizzazione?

La risposta è si. Il divieto di voltura presso un altro operatore impedisce ad un consumatore, anche se, in alcuni casi, per un breve lasso di tempo, la scelta del gestore che considera più conveniente o più efficiente. Del resto, il mercato è stato liberalizzato proprio per permettere ad un cliente di condurre valutazioni di vario genere e scegliere razionalmente. Si tratta principalmente di un limite alla libertà di scelta del consumatore e di un premio per quei fornitori che per motivi “storici” detengono già un consistente portafoglio clienti.

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Le possibili motivazioni di questo limite

Con la delibera del 31 luglio del 2014 l’AEEGSI, distinguendo tra voltura contrattuale semplice e voltura contrattuale con cambio, ha deciso per una limitazione di quest’ultima. Pare che la decisione di impedire la voltura con un altro gestore sia il frutto di un’ esigenza di natura “burocratica” dei venditori di energia. Questi ultimi hanno infatti espresso la propria difficoltà nel dover gestire la perdita repentina di un cliente. Altra motivazione, forse si tratta di quella principale, è il rischio per il nuovo gestore di assumere un possibile cliente moroso e, contemporaneamente, per il vecchio perdere qualsiasi titolarità su debiti insoluti.

Voltura semplice

Per voltura semplice si intende il semplice passaggio di un punto di fornitura di energia elettrica o gas da un cliente ad un altro, passaggio obbligato per tutte quelle persone che vanno a vivere in una nuova casa e trovano le utenze ancora attive.

Voltura contrattuale

La voltura contrattuale è il tema centrale di questo articolo. Si tratta della possibilità per un consumatore di assumere la titolarità di un punto di fornitura rivolgendosi direttamente al fornitore che preferisce.

Quali sono le conseguenze sui consumatori?

Il primo sfavorito è quindi il cliente domestico, il quale si trova a volte a non conoscere nemmeno il nome della società cui deve rivolgersi per esercitare un proprio diritto. Senza considerare poi che l’operazione di voltura è anche un dovere, visto che da quel momento sarà a lui a consumare l’energia e non dovrebbe farlo a nome di qualcun altro. Inoltre, è obbligato a sostenere i costi di voltura previsti dal fornitore precedente. Lo stesso discorso vale anche per le aziende che avviano un’attività o semplicemente hanno affittato uno stabile in cui il vecchio inquilino ha lasciato attive le utenze a proprio nome con uno dei tanti fornitori del mercato. Anche In questo caso consumare energia senza cambiare il nome dell’ intestatario è l’unica soluzione per evitare di restare bloccati per giorni con un’ovvia perdita di tempo e danaro.

Assicurati di non pagare troppo in bolletta: falla analizzare

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Il Mercato Libero

I fornitori potrebbero raccogliere molti clienti sul mercato offrendo loro servizi più efficienti proprio nella fase di acquisizione. Ad esempio, se un operatore fosse in grado di essere raggiunto più facilmente, grazie ad un punto vendita o ad un servizio clienti reattivo, un potenziale cliente sarebbe incentivato ad effettuare questa operazione con il gestore che gli facilita maggiormente il compito.

Il Servizio di Maggior Tutela

Questa delibera, apparentemente insignificante, cristallizza in parte la situazione del mercato energetico italiano. Di conseguenza, gli operatori con un portafoglio clienti numeroso ne escono ancora più rafforzati. Ad esempio, i fornitori del Servizio di Maggior Tutela, che già godono di una posizione dominante in quanto gestori storici di gas ed elettricità, riescono a mantenere inalterato il numero dei propri clienti.

Cosa prevede l’Unione Europea?

Uno dei maggiori impegni dell’UE riguarda, come già accennato, la creazione di un mercato energetico interno (Energy Union). Le istituzioni europee intendono perseguire questo scopo fissando una serie di regole che i vari operatori degli Stati membri devono rispettare. Esse fanno prevalentemente riferimento alla liberalizzazione del mercato. Come però già accaduto in passato per altri settori, l’Unione tenta di seguire diverse strade alternative ed ha elaborato una lista di diritti del consumatore di energia. Tra questi vi è anche, come già accennato, il diritto di poter scegliere qualsiasi fornitore operante nel mercato energetico europeo. Questi diritti saranno in futuro contenuti nella Carta Europea dei diritti del consumatore di energia, ora in fase di redazione da parte della Commissione Europea.

Come avviene la voltura negli altri paesi europei?

Gli operatori e le autorità regolatrici del mercato energetico italiano dovrebbero tenere conto degli esempi di altri paesi europei anche in funzione della creazione di un mercato energetico integrato. In questo senso è utile tracciare un confronto tra le diverse realtà europee soprattutto in merito alla problematica qui analizzata.

Francia

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Se un cliente francese ha la necessità di intestare a proprio nome la fornitura di energia elettrica o gas gli basta scegliere un fornitore e contattarlo per sottoscrivere un contratto, operazione che può richiedere un massimo di 48 ore in quanto è necessario attendere la risposta del distributore. Questo è ciò che accade nel momento in cui la fornitura è ancora attiva. Se fosse invece cessata, la riattivazione potrebbe richiedere fino a cinque giorni per permettere ad un tecnico di ripristinare il contatore. La voltura ha un costo di 27 euro per l’energia elettrica e 15 euro per il gas. Questi costi sono stabiliti annualmente dall’autorità regolatrice. Esistono anche alcuni fornitori che offrono a proprie spese, e quindi gratuitamente per il cliente, il servizio di voltura.

Belgio

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La situazione belga è molto particolare. Per via della suddivisione amministrativa federale dello stato che comprende le Fiandre, la Vallonia e la regione di Bruxelles, anche il mercato energetico è molto complesso. Ogni regione ha infatti una propria autorità regolatrice del mercato, sorvegliata da un’autorità superiore nazionale. Tuttavia, ciò non impedisce un’operatività molto semplificata a consumatori e fornitori di energia. Paragonando il caso italiano a quello belga riscontriamo una situazione quasi rovesciata. In Belgio infatti, la situazione più semplice da risolvere è proprio quella in cui un inquilino trova le utenze già attive nella nuova abitazione. In questo caso gli basterà, come avviene in Francia, contattare un qualsiasi fornitore per sottoscrivere un contratto Sarà poi un compito del vecchio inquilino distaccare la propria fornitura. Nel caso di un contatore disattivato, l’operazione potrebbe richiedere un minimo di cinque giorni ma comunque senza alcun vincolo per quanto riguarda la scelta del fornitore.

Austria

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E’ molto interessante il caso dell’Austria nella quale è possibile effettuare contestualmente voltura e cambio di fornitore. La ragione risiede nel fatto che in un solo giorno è possibile richiedere la disattivazione e la riattivazione di un contatore. Quando un cliente entra in un’abitazione contatta un qualsiasi fornitore. Quest’ultimo si incarica di comunicare alla società precedente la presenza di un nuovo inquilino all’interno dell’appartamento. Basta una semplice dichiarazione per permettere una facile risoluzione del cambio.

Spagna

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Anche in Spagna è possibile cambiare il fornitore di energia in fase di voltura. Questo avviene in un tempo che varia dai 15 ai 20 giorni con qualsiasi fornitore. I tempi possono essere ridotti a soli otto giorni nel caso in cui si trattasse del fornitore storico nazionale. Tutta l’operazione è completamente gratuita.

Il confronto con gli altri paesi europei offre una prospettiva interessante sia per quanto riguarda la liberalizzazione del mercato, sia sul piano della semplificazione burocratica delle pratiche relative alla fornitura di energia.

  Austria Spagna Francia Belgio
Tempi 1 giorno Tra i 10 e i 15 giorni Al massimo 48 ore

Immediata se il contatore è attivo

Cinque giorni in caso di riattivazione

Costi Gratuita Gratuita

Circa 27 €  per l'energia elettrica

Circa 15 € per il gas

Variabile in base al distributore

18 € per la luce

13 € per il gas

In conclusione, il giudizio sullo stato delle cose in Italia è desolante se confrontato con i propri vicini. Le cause di tali inefficienze risiedono in primis nel ritardo di sviluppo del Sistema Informativo Integrato, che non permette una velocizzazione delle pratiche prese in esame. In secondo luogo, è necessario tenere conto del fatto che il mercato italiano presenta tratti peculiari rispetto agli altri paesi. In Italia esiste infatti un’elevata percentuale di utenti morosi. In passato molti consumatori hanno addirittura utilizzato il cambio di fornitore, espressione della liberalizzazione del mercato, come strumento per evitare di pagare fatture a proprio carico.

Tutto ciò ha portato l’Autorità e i fornitori ad imporre regole serrate rispetto al resto d’Europa. La speranza è che lo sviluppo dell’informatizzazione possa semplificare una situazione che alla lunga potrebbe rivelarsi insostenibile.

Voltura

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