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Due case e due contratti luce residenziali: quanta confusione col canone Rai?

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Due contratti luce residenziali? Uno dovrà passare a tariffa non residente!

Ad un mese dall'arrivo della prima bolletta luce con il canone Rai, le idee sono ancora confuse. E l'unica certezza sembra essere una: a farne le spese saranno i consumatori.

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Ne è un esempio il caso di Alessandro, pubblicato on-line da Repubblica. Per via dei controlli sui contratti luce, scattati in seguito all'entrata in vigore del decreto del canone Rai in bolletta, Alessandro si è inaspettatamente ritrovato a pagare 271,59 € al suo fornitore.

Qual è la relazione tra canone Rai e contratti luce?

Il canone Rai verrà addebitato esclusivamente ai:

  • residenti intestatari di un contratto di fornitura con tariffa D2 e potenza impiegata non superiore a 3 kW
  • residenti intestatari di contratto con tariffa D3 quando la potenza impiegata è superiore ai 3 kW.

Due contratti di fornitura con tariffa D2 intestati allo stesso soggetto, determinano l'addebito del canone Rai in entrambe le bollette! Dunque, i controlli identificano i casi in cui figurano due contratti con tariffa D2 intestati alla stessa persona, per far in modo che il fornitore provveda ad applicare ad uno dei due contratti la tariffa D3 destinata, oltre che ai consumi superiori ai 3 kW, anche ai non residenti. Ciò consentirà:

  • L'invio di un solo canone Rai all'utente, che otterrà l'addebito della prima rata dell'imposta sulla tv solo su una delle due bollette e non su entrambe;
  • La messa in regola della situazione contrattuale dell'utente, che non può godere di due contratti di fornitura con tariffa agevolata per residenti.

Due contratti luce da residente: il caso di Alessandro

La residenza è unica, dunque va da sé che lo stesso soggetto non può essere intestatario di due contratti di fornitura ad uso residente in due abitazioni diverse. Ma laddove sia successo che uno stesso utente abbia intestati due contratti di fornitura residenziali, come nel caso di Alessandro, i controlli per l'addebito del canone Rai serviranno a mettere in regola la situazione.

Focus: Tariffa D2 per domestici residenziali

L'Autorità ha previsto, per la clientela domestica, due tariffe obbligatorie per il servizio di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica: la tariffa D2 e la tariffa D3.

La tariffa D2 è destinata:

  • solo agli utenti con residenza anagrafica
  • e per potenza impegnata limitata a 3 kW

Se non sei residente o necessiti di una potenza superiore a 3 kW il tuo contratto dovrà avere la tariffa D3 più onerosa. Pensa, infatti, che qualora trasferissi la residenza nella casa dova hai attivo il contratto di fornitura, passare dalla tariffa D3 a quella D2, porta ad un risparmio in bolletta di circa 250 € all'anno per consumi pari a 2700 kWh.

L'errore di intestare due contratti con tariffa D2 a capo dello stesso utente giova all'utente stesso, che può così godere della tariffa più economica e risparmiare 250 € annui che altrimenti avrebbe pagato.

Era questo il caso di Alessandro, che dopo aver inviato il modulo di esonero dal pagamento del canone Rai per una delle due bollette, ha ricevuto una chiamata dal fornitore con cui aveva attivi entrambi i contratti di fornitura. Lo scopo della chiamata era chiarire in quale delle due case Alessandro risultasse effettivamente residente e mettere in regola uno dei due contratti. E sin qui non c'è nulla da biasimare.

Ma arriva il conguaglio per gli arretrati della tariffa D3!

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Il fornitore invia ad Alessandro una bolletta di circa 280 €, pari agli importi della tariffa D3 non pagata precedentemente. Insomma, la società di energia elettrica trasforma il contratto da residente a non residente in maniera retroattiva, dal 2013 ad oggi, chiedendo ad Alessandro la somma non versata dalla stipula del contratto tre anni fa!

Alessandro ha pagato la somma, ma ponendosi delle domande legittime. Prima fra tutte, perché all'atto della stipula del secondo contratto il fornitore gli ha applicato la tariffa D2 seppure non fosse possibile e soltanto ora gli chiede gli arretrati?

E mettiamo il caso che Alessandro avesse stipulato il secondo contratto 10 anni fa e non soltanto tre anni fa, di quanti soldi sarebbe stato inconsapevolmente in debito con il proprio fornitore? In più, gli utenti nella stessa situazione non saranno in pochi e magari molti hanno davvero stipulato i due contratti con tariffa D2 in buona fede e molti anni fa. Le società di fornitura applicheranno a tutti la stessa logica di conguaglio degli arretrati? E ciò quanti danni creerà?

Vuoi chiarimenti sul canone Rai in bolletta? Puoi chiamare il numero dedicato 800.938.362 per esporre ogni tuo dubbio!

Un piccolo consiglio!

Ma nel dubbio, se hai due contratti di fornitura uso residente con lo stesso operatore, cambiare fornitore per una delle due utenze e metterla in regola sventerebbe il rischio di dovere pagare potenziali arretrati.

La nuova modalità di pagamento del canone Rai suscita non poca antipatia. Mossa azzardata per un'imposta che non tutti amano e comprendono. E soprattutto per chi si trova in situazioni particolari, il rischio di incorrere in noie burocratiche è alto e il caso di Alessandro ne è una conferma.

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