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Auto elettrica: a che punto siamo? Consigli per l’acquisto e per l’utilizzo

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Capita sempre più frequentemente di incontrare veicoli elettrici e colonnine di ricarica per le strade delle nostre città. Diverse case automobilistiche e utilities stanno investendo in questo settore come non avevano mai fatto prima.

Scopri cosa sta succedendo e come la mobilità elettrica potrà rivoluzionare le nostre abitudini di spostamento.


Le vendite delle auto elettriche nel mondo ed in Italia

Ad oggi sono in circolazione nel mondo più di un milione di auto elettriche di cui quasi la metà immatricolate nel corso dell’ultimo anno. Le vendite stanno raddoppiando di anno in anno e sono trainate dai mercati USA, Cina, Giappone e in parte da quello Europeo (essenzialmente Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Regno Unito e Germania). Il parco di auto elettriche in Italia ammonta nel 2017 ad oltre 5000 vetture (circa 8000 se si considerano anche le elettriche plug-in), ovvero un’auto ogni cinquemila in circolazione è alimentata prevalentemente ad energia elettrica.
Nel 2016 sono state vendute 1373 auto elettriche (1793 se si considerano anche le elettriche plug-in) corrispondenti allo 0,1% delle immatricolazioni totali. La quota di mercato delle auto elettriche italiane è decisamente indietro rispetto agli altri paesi europei: in Germania le auto elettriche sono state circa lo 0,7% delle immatricolazioni totali, in Regno Unito l’1% e in Francia l’1,2%. Tale divario diventa ancora più ampio se paragonato ai Paesi europei nordici: in Svezia le immatricolazioni di veicoli elettrici hanno rappresentato il 2,4% del totale, in Olanda il 9,7% e in Norvegia addirittura il 23,3%

Evoluzione vendite globali di auto elettriche 2005-2015

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Cosa è un’auto elettrica? Come funziona? Quali tipologie esistono?

Le auto elettriche si distinguono dalle auto convenzionali per il fatto di adottare motori elettrici in grado di muovere autonomamente le vettura e di essere alimentate esclusivamente o prevalentemente da energia elettrica prelevata dalla rete. Le auto Ibride convenzionali “HEV” rese celebri da diversi modelli proposti dalla Toyota negli ultimi anni (Prius, Yaris, Auris etc.) non sono considerate vere e proprie auto elettriche poiché sebbene dispongano di alcune tecnologie comuni alle auto elettriche presentano anche delle differenze sostanziali.
Infatti il motore elettrico delle auto ibride “HEV” è progettato per lavorare in stretta sinergia con il motore a combustione al fine di ridurre i consumi di carburante (benzina o più raramente a diesel) e non per essere adottato in modalità “solo elettrica”. La batteria di capacità limitata non necessita di essere ricaricata elettricamente dall’esterno poiché si ricarica durante la guida sia con il motore termico che con l'impianto frenante rigenerativo (attivato in frenata e in discesa) tecnologia impiegata anche nelle diverse tipologie di auto elettriche.

Ad oggi si sono sviluppate diverse tecnologie nell’ambito delle auto elettriche che possono ricondursi a tre principali tipologie:

Tecnologie auto elettriche Caratteristiche
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BEV: Battery Electric Vehicles
  • Prive sia di motore termico sia di un serbatoio per il carburante
  • Utilizzano esclusivamente l'energia elettrica prelevata dalla rete 
  • Sono dotate di batterie tipicamente dell’ordine di 15-30 kWh con autonomie che si aggirano sui 100-250 km 
    (diversi modelli si stanno spingendo progressivamente verso e oltre i 400 km)
  • Le batterie si ricaricano nelle stazioni di ricarica pubbliche o da casa propria con tempi differenti (30 min – 12h) 
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PHEV: Plug-in Hybrid Electric Vehicles
  • Conosciute come auto elettriche (ibride) plug-in
    • si distinguono dalle HEV per il fatto di essere in grado di muoversi anche in modalità full-electric e di poter essere ricaricate da presa elettrica
    • si distinguono dalle BEV perché hanno anche il serbatoio di carburante e un motore a combustione.
  • Possono essere guidate sia in modalità elettrica ma con autonomie limitate (circa 50km) sia in modalità ibrida con un autonomia simile alle auto convenzionali
  • Nella guida in modalità ibrida il motore termico può svolgere funzioni differenti a seconda dei modelli tra cui
    • supportare la propulsione nelle fasi di guida in cui i consumi elettrici risulterebbero più elevati (climatizzazione, elevate velocità etc.)
    • generare energia elettrica per ricaricare la batteria
    • alimentare il motore elettrico.
  • Alla tipologia PHEV si può ricondurre anche la tecnologia Extended Range Electric Vehicle (REEV o E-REV) rappresentata da veicoli elettrici con un piccolo motore a combustione interna di “riserva” che entra in funzione quando la batteria sta per scaricarsi.
    Il motore a combustione quando entra in funzione non si occupa della propulsione bensì di produrre elettricità per ricaricare la batteria e per alimentare il motore elettrico estendo così l’autonomia del veicolo elettrico.
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FCEV: Fuel Cell Electric Vehicle
  • La propulsione è affidata ad un motore elettrico ma il veicolo non è alimentato né da elettricità dalla rete né da carburanti fossili ma da idrogeno convertito in elettricità da celle a combustibile integrate nel veicolo che rilasciano soltanto vapore acqueo.
    La filiera dell’idrogeno non ha ancora raggiunto quel livello di sviluppo in Italia che lascia presupporre ad una diffusione di questi veicoli nel breve periodo.

Quali sono i pro e contro di un’auto elettrica?

I vantaggi e gli svantaggi legati all’utilizzo dell’auto elettrica “pura” (BEV) sono di seguito sintetizzati e poi affrontati nel dettaglio:

Pro Contro
  • Ambiente: emissioni nulle allo scarico e risparmi di energia primaria fossile
  • Costi carburante: inferiori fino al 60% rispetto a veicoli convenzionali a benzina e fino al 30% rispetto a veicoli a basso consumo (ibridi, diesel, gpl, metano)
  • Incentivi: riducono i costi di gestione ed agevolano l’utilizzo del mezzo (bollo gratis, sconto premio assicurazione, parcheggi gratis, accesso ztl etc.)
  • Costo acquisto: i veicoli elettrici ad oggi costano circa 15.000 euro in più di un’auto convenzionale dello stesso segmento
  • Tempi di ricarica: tempi ricarica variabili ma anche nei casi più favorevoli è difficile impiegare meno di 30 minuti per un pieno, richiedendo un cambio di abitudini
  • Autonomia:in genere limitate nell’ordine dei 200 km

È vero che l’auto elettrica fa bene all’ambiente?

Si. Andiamo da emissioni allo scarico 0 per le auto elettriche BEV ad emissioni drasticamente ridotte per i modelli ibridi plug-in (-60% ). Alcuni sostengono che il problema dell’inquinamento non si risolve ma si sposta dalle strade alle centrali elettriche, ma diversi studi di settore (tra cui RSE, ENEA ANIE ecc.) confermano che le emissioni di gas serra si riducono anche considerando l’intero ciclo di vita della produzione elettrica: da 100 gCO2/km delle migliori EURO 6 a 45 gCO2/km delle auto elettriche considerando a loro carico le emissioni medie connesse alla produzione di elettricità.

La riduzione dell’inquinamento è dovuto all’efficienza del motore elettrico decisamente maggiore rispetto a quello convenzionale a combustione che consente di risparmiare energia primaria (ovvero combustibile) anche se si considerano le perdite di trasformazione in centrale e di distribuzione delle reti.
Da un punto di vista dei sistemi antinquinamento è inoltre più facile ed efficace realizzarli in una grande centrale che all’interno di un ristretto abitacolo che per giunta lavora in condizioni di funzionamento molto variabili. Infine nel settore elettrico si ha disposizione un mix di rinnovabili più diversificato degli altri settore energetici che include anche fonti quali fotovoltaico, eolico ed idroelettrico che senza sviluppare una filiera della mobilità elettrica è impossibile utilizzare nel settore dei trasporti.

Quanto si spende per ricaricare un veicolo elettrico e quanto si risparmia?

Dipende. Avere un veicolo elettrico può consentire di risparmiare molti soldi per il carburante per via dei consumi energetici al km che sono almeno la metà rispetto a quelli di un veicolo a carburante (0,15 kWh/km vs 0,3-0,5 kWh/km) a meno che l’elettricità non venga pagata più del doppio del prezzo del carburante (0,17€/kWh benzina, 0,15€/kWh diesel).
I costi dell’elettricità infatti possono variare di più dei costi del carburante (+/-100% vs +/-15%) in funzione di come si fa la ricarica:

  • ricarica privata: da un minimo di 0c€/kWh nel caso si ha un impianto FV fino a 35 c€/kWh per un’utenza condominiale altri usi con un contratto luce obsoleto
  • ricarica pubblica: da un minimo di 0c€/kWh se si ricarica da colonnine “plug and play” a 40 c€/kWh nel caso di utilizzo della tariffa a consumo “Enel Free”

Per questo motivo è molto importante approfondire come è possibile effettuare al meglio la ricarica privata o la ricarica pubblica nelle altre pagine del sito. Fatte queste dovute considerazioni è comunque possibile fare un raffronto tra la spesa per la ricarica elettrica conseguibile da una famiglia tipo che acquista un’auto elettrica utilitaria (e la ricarica dalla propria utenza domestica) con quella che sosterrebbe con i diversi possibili carburanti alternativi. Con l’auto elettrica si spende all’incirca la metà rispetto alle auto “a basso consumo” (Metano,GPL, Diesel e Ibride) e circa un quarto rispetto alle auto a benzina. Per una percorrenza annua di 15.000 km i risparmi sono quindi dell’ordine di:

  • 850 €/anno rispetto alle auto a benzina
  • 350 €/anno rispetto alle auto a gasolio e ibride
  • 250 €/anno rispetto alle auto a GPL e metano.
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Quali sono gli incentivi per le auto elettriche?

Esistono diversi incentivi che consentono di ridurre i costi di gestione del mezzo e di agevolare l’utilizzo dell’auto in molte realtà urbane del paese tra cui:

  1. Bollo: esenzione del bollo per 5 anni. Negli anni successivi si paga un mini-bollo pari a un quarto di quello previsto per i veicoli a benzina. In Lombardia e in Piemonte l’esenzione del pagamento del bollo per i veicoli elettrici si estende per tutta la vita del mezzo.
  2. Assicurazione RCA: il premio è scontato fino al 50% rispetto ai veicoli convenzionali
  3. ZTL: accesso libero e gratuito alle zone a traffico limitato delle principali città Italiane tra cui: Roma, Milano, Napoli, Firenze, Torino, Bologna, Bergamo, Genova etc. In molte città è necessario comunque fare richiesta preventiva al comune (in molti casi on-line).
  4. Parcheggi blu gratuiti: i parcheggi pubblici a pagamento sono gratuiti nelle principali città italiane tra cui: Roma, Milano, Napoli, Firenze, Torino, Bologna, Bergamo, Genova etc. Anche in questi casi è consigliabile informarsi per eventuali pratiche da espletare con il comune.

Quanto costa acquistare un’auto elettrica?

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Non ci sono utilitarie elettriche sotto i 30.000 €

I modelli di auto elettriche presenti sul mercato sebbene ricoprano diversi target ad oggi non sono accessibili a tutti essendo difficile acquistare un’utilitaria al di sotto dei 30.000 €. Spesso i modelli che presentano costi di acquisto inferiori ai 30 mila euro non includono l’acquisto della batteria che viene in questi casi noleggiata dalla casa madre ad un prezzo intorno ai 70€ al mese con alcuni servizi aggiuntivi (sostituzione periodica delle batterie, il recupero del mezzo in panne ecc.).

Inoltre fare il pieno ad un’auto elettrica può richiedere l’acquisto di opportuna attrezzatura per la ricarica con dei costi che variano da 0€ nel caso sia sufficiente quella data in dotazione dalla casa madre fino a 2000€ (nel caso si installi una wallbox e si acquisti ulteriore strumentazione per ricaricare da colonnina pubblica e in viaggio).
Tutte le case automobilistiche consentono diverse forme di finanziamento e anche Enel Energia si è lanciata nel settore della mobilità elettrica non solo come fornitore di elettricità ma anche come referente unico proponendo nell’offerta “e-go all inclusive” sia l’auto elettrica ovvero la Nissan Leaf con un opportuno piano di finanziamento (5.870 € di anticipo e 36 rate da 299 € con eventuale maxirata finale a 11.452 €) nonché la wallbox e l’installazione.

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Quanto tempo occorre per ricaricare un’auto elettrica?

Il tempo di ricarica varia in funzione della potenza a cui avviene la ricarica che risulta pari alla minima tra:

  • potenza disponibile alla presa di ricarica (domestica, industriale o colonnina pubblica)
  • potenza accettata dal cavo di ricarica
  • potenza accettata dal veicolo che varia in funzione del modello di auto elettrica.

Determinanti per i tempi di ricarica sono anche la capacità della batteria anch’essa variabile in funzione del modello di auto e il livello di scarica raggiunto sulla base dei chilometri percorsi.
Proprio su quest’ultimo aspetto bisogna tener conto che i proprietari di auto elettriche sono abituati a ricaricare l’auto ogni volta che parcheggiano (rabocchi o biberonaggi) arrivando solo di raro a ricaricare da 0 a 100 la batteria. In ogni caso per semplificare il quadro è possibile identificare i seguenti principali scenari:

Tipologia ricarica Punto di ricarica Ambito Velocità di ricarica Tempi per ricarica completa
Lenta  Presa elettrica convenzionale
Wallbox (P<=3kW)
Privato 15-25 km ogni ora 4-12 h
Accelerata Wallbox o colonnina AC
(P>3kW)
Privato/Pubblico 25-50 km ogni ora 2-6 h
Veloce Colonnina CC Pubblico 300 km ogni ora 20 min - 1h
Super-fast Colonnina supercharger Pubblico per clienti Tesla 1000 km ogni ora max 30 min

Ad oggi chi ha un veicolo elettrico cambia abitudini sulla guida e sul rifornimento che non può avvenire con soste brevi come nel caso dei carburanti considerando la scarsa diffusione territoriale di colonnine pubbliche in corrente continua e lo sforzo economico richiesto per comprarsi una Tesla che consentirebbero una breve pausa pranzo per un pieno.
La maggior parte dei proprietari di auto elettriche effettua ricariche lente o accelerate presso il posto auto dove può effettuare soste abbastanza prolungate (a casa, nel box, presso la colonnina pubblica vicino casa o lavoro ecc.) senza dover perdere del tempo durante la ricarica, potendosi allontanare nel frattempo per fare altro (dormire, lavorare, fare la spesa ecc.).

Quanto consuma e quanta autonomia ha un’auto elettrica?

L’autonomia di un’auto elettrica varia in funzione dei diversi modelli di auto elettriche in commercio che presentano diversi consumi (dai 120 Wh/km ai 200 Wh/km) e diverse capacità delle batteria (dai 10-30 kWh) che danno luogo a diverse autonomie in modalità solo elettrica (dai 50 km ai 350 km) ma che in genere si attestano per le auto BEV sui 150-200 km.
Sebbene le statistiche indicano che il 95% dei percorsi giornalieri è inferiore a 150 km ovvero all’autonomia di un’auto elettrica ad oggi l’autonomia limitata genera diffidenza in molti potenziali acquirenti ed è per questo che molte case automobilistiche si stanno spendendo molto per aumentare ancor di più l’autonomia.

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Auto elettrica Tesla

Un discorso a parte meritano le Tesla salita alla ribalta per le loro prestazioni ben al di sopra delle concorrenti con batterie comprese tra 60-100 kWh, autonomie del tutto comparabili alle auto convenzionali (500 km) e una rete di ricarica realizzata in tutta Europa ogni 300 km che consente ricariche in meno di 30 minuti.

Anche le concorrenti europee stanno facendo notevoli sforzi negli ultimi anni per estendere le autonomie la Renault ZOE nell’ultimo anno ha lanciato un nuovo modello con batteria da 40 kWh che consente di percorrere circa 320 km di autonomia in condizioni intermedie (temperatura 20°C, velocità 70km/h) ma nel 2017 sono previsti diversi modelli che cercheranno di far fronte a quest’ansia d’autonomia (Opel Ampera-e, Nissan Leaf ecc.). Inoltre si segnala come i modelli plug-in ibridi (PHEV) con l’ausilio di motori a carburante hanno autonomie del tutto simili alle auto convenzionali sebbene presentino autonomie elettriche inferiori (a meno dei REEV).

Inoltre l’autonomia è influenzata notevolmente dalle condizioni di guida e ambientali:

  • guida: un po’ come le auto ibride predilige andature costanti non elevate (50-70 km/h) e a livello di prestazioni e consumi non soffre il traffico cittadino come le auto convenzionali ricaricandosi durante le frenate ed essendo molto agile nelle ripartenze.
    All’aumentare della velocità i consumi aumentano e diminuisce l’autonomia (al di sopra dei 100 km/h anche del 30-40%)
  • clima: l’utilizzo dell’impianto di climatizzazione invernale che non può sfruttare il calore di scarto del motore come nelle auto convenzionali sebbene disponga di tecnologie avanzate per ridurre i consumi (pompa di calore) può ridurre l’autonomia con climi rigidi invernali anche del 25%

Ma alla fine mi conviene comprare un’auto elettrica?

Ad oggi la scelta di acquistare un’auto elettrica può essere conveniente soltanto in alcune casistiche abbastanza specifiche tra cui:

  • proprietari di impianti FV domestici con posto auto alimentabile dall’impianto stesso.
  • persone che si spostano molto all’interno di centri storici cittadini (ZTL, spese parcheggi blu, multe, stress etc.) ed hanno modo di ricaricare l’auto in maniera sufficientemente agevole (posto auto domestico o aziendale, o colonnina pubblica vicino casa o lavoro)

In entrambi i casi qualora vi sia un uso sufficientemente elevato del veicolo (>20.000 km/anno) è possibile rientrare dei maggiori costi di investimento iniziali nella vita utile del mezzo grazie ai risparmi conseguiti sui costi di gestione (carburante, bollo, assicurazione, spese traffico).
Per le altre persone ad oggi acquistare un’auto elettrica non può essere una scelta dettata dal portafoglio ma da altre motivazioni come sensibilità per l’ambiente e passione per l’innovazione.

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